E adesso ammazzateci ANCORA!

Ripubblico qui il post che avevo pensato per il forum AmmazzateciTutti, perchè sempre più convinto che solo riscoprendo la nostra vera identità potremo far diventare nuovamente il nostro Sud un grande giardino sul Mediterraneo e abitato da persone felici.



Soldati piemontesi che mostrano orgogliosi i cadaveri di alcuni "briganti" (1865) - Omicidio di mafia (1950) - Omicidio di camorra (2005)




E adesso ammazzateci tutti!

Lo sapete che questa frase, questo grido eroico che avete alzato spontaneamente contro la 'ndrangheta, è pressappoco lo stesso che i nostri antenati, circa un secolo e mezzo fa, hanno alzato contro i loro brutali invasori piemontesi? Poi purtroppo, e qui mi auguro davvero che la storia cambi!, i nostri avi furono o uccisi con ferocia ed infamia (invece che patrioti, come almeno meritavano di essere chiamati, furono bollati come criminali, come BRIGANTI, e un infimo para-scienziato razzista costruì sui loro cadaveri la sua teoria della criminalità congenita!) oppure costretti ad emigrare.

Già, l'emigrazione. Tra gli spunti di ricerca, di riflessione e di studio (a chi sarà interessato fornirò fonti bibliografiche, copie di documenti ufficiali, ecc.) che mi piacerebbe lanciarvi c'è proprio quello dell'emigrazione, che per i meridionali cominciò solo alcuni anni DOPO l'unificazione italiana, mentre dalle regioni settentrionali il flusso emigratorio era già forte PRIMA del fatidico 1860, e l'unificazione lo ha invece diminuito.
L'emigrazione e la mancanza di lavoro.
L'emigrazione e la fame.
Perchè nelle scuole insegnano che i meridionali sono stati salvati dall'"odiato Borbone", mentre, tutto sommato, allora sostanzialmente al Sud nessuno moriva di fame ed era costretto ad emigrare?

E poi, ovviamente, mi preme raccontarvi la storia delle mafie nelle regioni del Sud. Una storia che va studiata bene e capita, soprattutto nella metamorfosi da criminalità comune (agreste in Sicilia, urbana a Napoli, e combattuta in modo ordinario dalla polizia di Stato) ad anti-stato criminale, ed infine ad enorme azienda del malaffare che sostiene gli Stati cosiddetti civili.

Vi confesso che quand'ero studente di liceo, mandare a memoria le date delle battaglie di Napoleone o ricordare le condizioni dei vari armistizi succedutisi nei secoli era per me un peso e tutt'altro che un piacere.
Ma quando ho "scoperto" che la Storia, quella con la 'S' maiuscola, parla di me, del mio passato, di chi sono, ed in definitiva delle mie potenzialità già espresse, ha cominciato a risultarmi simpatica.
Anzi di più! Prima mi sembrava di non sapere da dove vengo, chi sono veramente, ed in una nebbia confusa vedevo solo persone che parlavano male dei miei antenati, e quindi in definitiva di me. Mentre ora mi sento orgoglioso di essere quel che sono, e ringrazio di cuore quei miei avi (ora so davvero con chiarezza chi furono e cosa fecero!) che mi hanno lasciato un tesoro inestimabile. Un tesoro che, pure nella tremenda sconfitta da loro patita e nello stato di prostrazione in cui tuttora giacciono le nostre terre, è stato tramandato fino a me, e che volentieri vorrei condividere con tutti voi.
Mario

Commenti

Jack_Walsh ha detto…
Nelle pieghe della storia si trovano vicende e storie che è "convenuto" dimenticare.
Ciò che successe nel meridione dopo l' Unità d'italia rappresenta un esempio di ciò.
E' bene approfondire e conoscere per capire anche le dinamiche delle vicende attuali di quelle regioni.
Molto spesso le strutture dello stato sono percepite come qualcosa di estraneo dalla popolazione.
Il motivo è perchè esse sono eredi di forze di occupazione nemica.
C'è tanto materiale per riflettere e da conoscere e ringrazio Gaetano Filangieri per tutti i suoi contributi in tal senso.