Lettera aperta dei ragazzi di Locri..





Ai dirigenti de “La Margherita”
Francesco RUTELLI, Franco MARINI, Dario FRANCESCHINI

Al Presidente de “L’Unione”
Romano PRODI

Ai dirigenti e Segretari dei partiti de “L’Unione”

A tutta la Politica onesta e che continua a credere nella Speranza


«Noi dobbiamo ritornare a fare politica, dobbiamo far sì che voi giovani crediate in noi che la facciamo tutti i giorni, in modo da invogliarvi, interessarvi e coinvolgervi direttamente, sempre di più.
Perché, vedete, voi siete il futuro, voi siete il rinnovamento, voi sarete i futuri amministratori di questa Calabria e di questa Italia. E non è possibile che voi vi disinteressiate di politica, perché altrimenti un domani non ci saranno persone competenti, capaci, ma soprattutto “limpide”, che andranno ad occupare i posti che noi dovremo ovviamente lasciarvi.
Quindi noi abbiamo una grande responsabilità: dobbiamo svolgere bene la nostra attività, dobbiamo essere trasparenti; in modo che si desti un vero interesse, che non si dica che il politico è un imbroglione, uno che comunque non dice la verità o uno che prende in giro la gente solo per carpirne i voti, creando clientele.
Però noi abbiamo un’arma: noi votiamo.
E allora siamo noi che abbiamo il dovere morale, prima che civile, di scegliere tra i vari candidati che ci sono in campo quelli più affidabili, quelli più “puliti”. Ma consentitemi anche di dire che, purtroppo, un po’ la colpa è anche nostra se oggi c’è qualche politico, più di un politico, che non fa il suo dovere o che, peggio ancora, fa qualcos’altro».
Francesco Fortugno, 30/08/2005


Carissimi Presidenti, carissimi segretari, amici ed amiche tutti,
ricordate questo discorso che non avete esitato un sol istante a pubblicare in prima pagina su Europa, quotidiano del nostro partito all’indomani dell’uccisione di Franco Fortugno?
Abbiamo voluto iniziare questo nostro appello proprio da dove ci siamo fermati. Non è un caso.
Siamo solo dei ragazzi, quei ragazzi che in Calabria, da Locri a Polistena, a Reggio Calabria, a Gioia Tauro, hanno iniziato a fare politica con Franco Fortugno, gli stessi ragazzi che all’indomani dell’efferato e vile omicidio di Franco non hanno esitato un solo istante a SFIDARE in maniera diretta sia la ‘ndrangheta, che la cultura della mafiosità che da secoli ormai imperversa incontrastata nella nostra martoriata terra.
E adesso ammazzateci tutti. Lo abbiamo scritto proprio noi, Andrea, Aldo, Francesco, Alessandro, Rita, Emiliano e tantissimi altri ragazzi che abbiamo abbracciato conoscendoci per strada, sfidando direttamente chi aveva ammazzato un Uomo che per noi non rappresentava soltanto un riferimento politico ma umano, di correttezza, lealtà e trasparenza.
Ci abbiamo messo le nostre facce, i nostri nomi e cognomi, a schiena dritta ed a testa alta.
Il 16 ottobre, giorno di Primarie, doveva essere un giorno di festa per tutti, per la Politica, per la partecipazione, per la Margherita e per l’intera coalizione di centro-sinistra.
Ma così per noi non è stato, ed è qui che “loro” hanno deciso di sfidarci: voi votate pure con la penna, tanto qui noi votiamo con le pistole. Questo hanno voluto dirci quel maledetto pomeriggio i “Signori” della malavita calabrese.
Adesso abbiamo il DOVERE di dimostrare non tanto ai calabresi quanto a noi stessi ragazzi e ragazze che vogliamo CREDERE NELLA POLITICA che non è così. Abbiamo il dovere di dimostrare che in Calabria il sacrificio, l’impegno e la voglia di riscatto possono servire a qualcosa di buono; che i sogni, le speranze ed il sacrificio personale di Franco Fortugno non sono morte, ma che continuano a VIVERE.
Franco vive nel dolore della sua famiglia e dei suoi amici, e questa è per noi una speranza, la speranza di sentirci come una Fenice, che non muore mai ma rinasce dalle sue stesse ceneri.Bisogna solo trovare il CORAGGIO, il coraggio di SCEGLIERE e di preferire l’esperienza e la testimonianza rispetto agli ormai vituperati “equilibri”, utili forse al Partito ma non certamente alla voglia di continuare ad andare avanti con il nostro impegno politico.
Per questo lo diciamo senza altri panegirici: la nostra Luce, in questo momento si chiama Maria Grazia Fortugno, la quale non è un riferimento solo per noi ragazzi, ma per l’intera società civile calabrese che vede in lei il simbolo della lotta antimafia.

ADESSO A VOI SCEGLIERE DA CHE PARTE STARE.

Locri (RC), 22 febbraio 2006

“I ragazzi dello striscione”


Abbiamo pubblicato questa lettera sul forum del nostro sito www.ammazzzatecitutti.org, luogo di confronto, testimonianza e dibattito per la lotta contro tutte le mafie e divenuto da qualche mese punto di riferimento per tutti i giovani calabresi ed italiani che si riconoscono nelle nostre lotte.

Commenti