IL CALABRESE DELLO SPAZIO





E' morto il 23/02/2006, all'età di 70 anni, Antonio Rodotà, uno dei protagonisti dello spazio italiano ed europeo. Ne dà notizia oggi l'Agenzia Spaziale Europea (ESA), della quale Rodotà era stato direttore generale dal giugno 1997 al giugno 2003. In precedenza era stato amministratore delegato dell'Alenia Spazio (Finmeccanica). Avere gettato le basi per una dimensione europea dello spazio e del programma di navigazione satellitare europeo Galileo sono le due grandi eredità che Antonio Rodotà lascia allo spazio europeo. "Antonio Rodotà ha guidato l'ESA nel XXI secolo. Mi sento onorato di avere avuto l'opportunità di seguire la sua strada e costruire sulle fondamenta che egli aveva gettato per una rinnovata Europa nello spazio", ha osservato il direttore generale dell'ESA Jean-Jacques Dordain. La prima ventata di novità Antonio Rodotà la portò all'ESA con il suo stesso ingresso, come primo direttore generale proveniente dal mondo dell'industria. E' stato anche il primo italiano ad avere assunto la più importante carica operativa dell'ESA. "Ha rivestito un ruolo di primaria importanza in molti settori - rileva l'Agenzia Spaziale Europea - e il suo contributo è stato largamente apprezzato nella comunità spaziale europea e internazionale". Particolarmente apprezzata, prosegue l'ESA, era la sua "forte vocazione alla cooperazione internazionale". Per l'Agenzia Spaziale Europea Antonio Robotà "sarà ricordato in particolare per avere incoraggiato la dimensione europea delle attività spaziali e per essere stato uno dei padri fondatori del programma europeo di navigazione satellitare Galileo". Nato il 24 dicembre 1935 a Cosenza e laureato in ingegneria elettrotecnica all'università di Roma (dove aveva anche insegnato dal '59 al '61), Rodotà ha diretto la Divisione Spazio della Alenia Aerospazio, è stato responsabile del coordinamento tra le altre aziende spaziali di Finmeccanica (Laben e Space Software Italia) e presidente di Quadrics Supercomputer World. E' stato anche vicepresidente del Gruppo difesa e spazio dell'Anie, membro del Comitato di gestione dell' Associazione Industrie Aerospaziali, del gruppo del ministero per la Ricerca sui supercomputer, del comitato di gestione della Space Systems Loral e dei consigli di amministrazione di Arianespace, SSI e Marconi/Alenia Communications. Dal 1965 al '66 e' stato delegato italiano alla Nato per i sistemi di elaborazione elettronica. La sua carriera industriale era iniziata nel 1959 come progettista elettronico alla Sispre (missili) e dal 1966 alla Selenia. Condirettore della Selenia Spazio (e contemporaneamente direttore generale della Compagnia nazionale satelliti) e poi di Alenia Spazio, ne era diventato amministratore delegato nel febbraio 1995.

Cosi Massimo Caprara lo ha ricordato sul forum del sito www.corriere.it

"L'ingegner Antonio Rodotà è stato un grande italiano che ha contribuito alla crescita di questo Paese nell'avanzato campo della tecnologia spaziale. Ricordarlo è triste anche perchè ci legava un'amizia fondata sul fascino dell'avventura spaziale. Con lui abbiamo condiviso lanci spaziali, la costruzione di nuovi satelliti, progetti per il futuro. Io chiedevo, da giornalista, lui raccontava sempre con l'occhio del possibile come un ingegnere deve fare.
E quando nel 1997 diventava direttore generale dell'Agenzia Spaziale Europea Esa a Parigi dove sarebbe rimasto sino al 2003, si trovava nel luogo giusto per materializzare nuove sfide. E così accadde perchè diventò il padre della costellazione Galileo formata dai satelliti di navigazione. Così l'Europa avrebbe avuto il suo sistema GPS. E ci riuscì coinvolgendo per la prima volta nell'impresa l'Unione Europa: anche questo fu un suo capolavoro che aprì una strada sulla quale nasceranno altri programmi.
Antonio Rodotà aveva alle spalle una lunga e prestigiosa storia professionale maturata nelle in varie società spaziali che aveva contribuito a far crescere. La sua scomparsa, prematura, è una grave perdita prima di tutto umana perchè Antonio aveva un cuore disponibile, senza barriere. E questo ci mancherà anche più della sua tecnologia.
"Antonio Rodotà ha portato l'agenzia eruoepa Esa nel 21° secolo e mi sento onorato di aver avuto l'opportunità di seguire le sue orme e di costruire sulle fondamenta che lui aveva gettato rinnovando l'Europa spaziale", ha commentato Jean-Jacques Dordain succeduto alla direzione dell'Esa.
Noi non lo dimenticheremo".


Anche noi non dimenticheremo questo insigne personaggio e cercheremo e pubblicheremo tracce del suo operato e del suo pensiero.
Un pensiero di vicinanza e partecipazione alla famiglia di Antonio Rodotà.

Commenti