Quando si celebrano gli invasori...

Personaggi come Napoleone e Garibaldi ci sono familiari e cari. Le loro vicende eroiche ci vengono raccontate e tramandate in tutti i modi, attraverso i canali "colti" come la scuola, l'università, le librerie, le biblioteche, i "circoli culturali", i giornali, e attraverso canali più "bassi" e subdoli come la televisione, il cinema, la toponomastica delle strade, le lapidi sulle case con su scritto "Qui dormì..." ecc.
Ci siamo abituati a loro, passando persino sopra il fatto che sono stati nostri invasori.

Invasori? In che senso?

Nel senso che i nostri antenati, già i nonni dei nostri nonni senza dover nemmeno andare troppo in là con le generazioni, subirono invasioni militari straniere (per la precisione tre: nel 1799, nel 1806 e nel 1860) alle quali si opposero sempre in massa, e c'è da dire anche in modo molto valoroso, e in seguito a queste aggressioni furono alla fine sconfitti, in molti (diverse decine di migliaia) uccisi, in moltissimi (diversi milioni) costretti poi ad emigrare "per terre assai lontane". E soprattutto, nessuno ha ancora chiesto perdono per tutto questo.
Per essere politically correct bisogna elogiare la libertà e l'uguaglianza che ci portarono, mentre io che faccio: mi metto a raccontare una storia di "briganti ed emigranti"??
E poi (mi si obietterebbe ancora) vogliamo scherzare: prima che venissero a "liberarci" soffrivamo la fame, eravamo arretrati, eravamo feudalizzati!
Di queste obiezioni accetto solo (in parte) l'ultima, quella riguardante il feudalesimo, che peraltro nel Settecento già i governi borbonici contrastarono, principalmente con le riforme giuridiche del Filangieri (di cui porto immodestamente il nickname).
In fondo, se ci pensiamo bene, proprio a proposito di sistema feudalistico, col passaggio di Garibaldi "è cambiato tutto per non cambiare niente", come sottolinea un raffinato romanziere siciliano. Anzi, io sono persino più pessimista di Tomasi di Lampedusa, perchè per la verità la situazione oggi mi pare addirittura peggiorata...

Ma non fa niente: evviva Napoleone!, evviva suo cognato Murat!, che da re di Napoli democraticamente uccise col suo esercito quarantamila sudditi ribelli, abbasso i Borbone!, che dopo la restaurazione vergognosamente mandarono a morte ben qualche decina di giacobini e post-giacobini. (E mantennero le riforme positive introdotte dai francesi). Ed infine evviva Garibaldi!, il vero eroe nazionale, in mancanza di meglio...


PS: dal 23 marzo scorso, interamente finanziate dallo Stato italiano, sono cominciate a Napoli le celebrazioni ufficiali del decennio francese nel Sud Italia, di cui ricorre il bicentenario. Strano che ad esempio in Spagna si celebri invece la resistenza all'invasione napoleonica, di cui ugualmente ricorre il bicentenario...

Commenti