Torna il rito greco-bizantino



Celebrata una messa nella chiesa Protopapale di Montebello


Montebello Jonico - Si è svolto anche quest'anno a Montebello Jonico nella Chiesa Protopapale dell'Isodia, la Celebrazione in Rito Greco -Bizantino.
Si ricorda che Montebello era una delle chiese dove si celebrava seguendo questo particolare rito che, oggi, grazie alla disponibilità dell'Eparchia di Lungro, in provincia di Cosenza, è possibile ripercorrere così come un tempo.
Il sacerdote, con le spalle rivolte al popolo veste in abiti diversi da quelli della chiesa latina ma questo non cambi a la sostanza in quanto il centro di tutta la Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo è Cristo così come per la Chiesa latina.
Molto bella e significativa la presenza e la partecipazione di don Carmelo Perrello, amministratore della parrocchia Santa Maria della Presentazione, poiché testimonia la forte unione tra i due riti e soprattutto la diretta confluenza verso la ricerca dell'essenziale.
Il sabato sera si sono celebrati i vespri in rito greco-bizantino e subito dopo il popolo dei fedeli ha partecipato alla processione della "dormizione" ossia del passaggio simbolico dalla morte alla vita di Maria. Infatti, così come la tradizione da secoli vuole, il quadro raffigurante la Madonna Assunta in cielo è stato portato di sera al cimitero, nel luogo del riposo e dei morti, per poi essere riportato nella chiesa Protopapale, la domenica mattina in modo festoso perché momento celebrativo della vita e dell'eternità che entra nel cuore dell'uomo. Da Lungro sono giunti P. Barbat Maruis Silviu, il diacono Raffaele De Angelis ed i cantoni Stafano Mazzuca e Anna Maria Pizzi.
Grande emozione dentro la Chiesa per la celebrazione fatta così come nei tempi antichi ed in lingua greca ed italiana.
Il coro composto ha intonato magnifici canti che richiamavano il tempo trascorso e quello presente proteso alla riscoperta e alla conservazione e rievocazione di ciò che riporta gli abitanti di Montebello alle radici.
Don Carmelo Perrello ha ringraziato il vescovo di Lungro per la dispobilibità a venire incontro alle richieste fatte dalla comunità montebellese ed in modo particolare ha espresso la sua gratitudine nei riguardi del professore Luigi Sclapari per essersi prodigato affinché tale momento si potesse realizzare nel migliore dei modi.
Il professore Sclapari, infatti, assieme al parroco del tempo, don Cosimo Latella, è stato il primo a rievocare, molti anni fa, questo rito che ormai si era completamente perso.
Quindi se oggi i montebellesi possono gustare, per un giorno, una liturgia del passato è anche grazie a chi si è speso in prima persona per cercare di far sì che ciò potesse essere possibile.

DA WWW.ILQUOTIDIANOCALABRIA.IT

UNA BELLA NOTIZIA PER CHI AUSPICA IL RECUPERO DELLA PROPRIA STORIA, DELLE PROPRIE TRADIZIONI AFFINCHE' CI SI SENTA ORGOGLIOSI DI ESSERE FIGLI DI CALABRIA SUPERANDO GLI STEREOTIPI, CHE MEDIA O GENTE INTERESSATA VENDONO DI CONTINUO, VERE OFFESE IN CONSIDERAZIONE DELLA GRANDE STORIA E CULTURA DELLA REGIONE CALABRIA.

Commenti

Anonimo ha detto…
Molto interessante questa notizia. Confesso che pur interessandomi alla storia del Regno del Sud Italia, ed essendo stato il rito greco-bizantino celebrato nelle nostre terre per molti secoli, non lo conosco direttamente non avendo mai assistito ad una Messa con questa liturgia.

A molti, il dibattito sulle liturgie nella Chiesa, sembra qualcosa di distante e poco essenziale. Io invece sono tra quelli convinti del contrario.

Una curiosità: il rito greco-bizantino nega l'Immacolata Concezione, che invece era diventata (per pochi anni) la festa nazionale delle Due Sicilie, in quanto papa Pio IX ebbe questa rivelazione a Gaeta, in territorio napoletano, nel 1849 e la proclamò ufficialmente cinque anni dopo.

Mario