LA RABBIA E L' ORGOGLIO....e la vergogna!

Vergognoso. E' questo l'unico commento da fare nel leggere di certe cose.
Guarda caso sono i soliti ambienti che esprimono posizioni illogiche e contrarie alla comune logica delle cose.
Va da se che Oriana Fallaci avrebbe fulminato sia i propositori di istituire una via a lei dedicata , sia gli oppositori a questa proposta, ma e' sempre fastidioso dover leggere le posizioni di vanesi che non conoscono altro modo per salire agli onori delle cronache.


Nella capitale il dissenso prima del minuto di silenzio. Il segretario di Rifondazione Giordano: io non l'avrei fatto Una via per la Fallaci, il centrosinistra non firma Polemica a Firenze. A Roma Prc e Pdci lasciano il consiglio durante la commemorazione
Una via per la Fallaci, il centrosinistra non firma Polemica a Firenze. A Roma Prc e Pdci lasciano il consiglio durante la commemorazione

ROMA — A Firenze sono stati i consiglieri comunali della Casa delle Libertà ad abbandonare l'Aula: «Per protesta contro la maggioranza di centrosinistra che si è rifiutata di firmare l'ordine del giorno presentato dalla Cdl, che richiedeva l'intitolazione di una via o di una piazza di Firenze all'illustre concittadina».
A Roma sono stati invece i consiglieri di Rifondazione comunista e del partito dei Comunisti italiani a lasciare vuoti gli scranni dell'Aula Giulio Cesare in Campidoglio, non partecipando, in segno di dissenso, al minuto di raccoglimento. Stesso atteggiamento, opposte motivazioni.
Pro e Contro Oriana Fallaci, con il ricordo della grande giornalista e scrittrice che ieri, a tre giorni dalla morte, ha diviso i «Campanili». Destra da una parte. Sinistra (radicale) dall'altra.

LA SINISTRA — A Roma è andata così: che il presidente del consiglio comunale Mirko Coratti — maggioranza di centrosinistra, ex Forza Italia — ha dato il via alla commemorazione per ricordare la Fallaci. Era previsto un minuto di silenzio. Ma prima del raccoglimento si è discusso, e la discussione non è piaciuta all'ala più a sinistra della maggioranza. «Da oggi siamo tutti più soli» aveva esordito Coratti, esprimendo «il profondo cordoglio di tutto il Consiglio». Non proprio tutto, a dire il vero. E infatti da lì a poco i consiglieri Adriana Spera e Sandro Portelli (Prc) e Fabio Nobile (Pdci) abbandoneranno l'aula spiegando così i motivi del dissenso: «I gruppi consiliari di Rifondazione e dei Comunisti Italiani — si leggeva in una nota — pur esprimendo tutto il cordoglio per la perdita di una persona che ha avuto una presenza significativa nel panorama intellettuale di questi anni, non hanno condiviso le valutazioni della sua opera e le posizioni retrive e non condivisibili sull'Islamismo espresse negli ultimi anni».
Giustificazione che però non ha trovato d'accordo il segretario nazionale di Rifondazione comunista, Franco Giordano: «Mi dispiace, ma io non mi sarei assentato — ha commentato prima di salire sul palco della Festa di Liberazione a Roma —, avrei partecipato senza problemi a quel minuto di raccoglimento. Di fronte a certi avvenimenti occorre essere capaci di distinguere: una cosa è la persona, un'altra il giudizio su ciò che ha detto negli ultimi tempi. Quando si è di fronte alla scomparsa di una donna che ha lasciato comunque un segno nella storia del Paese, è doveroso renderle omaggio. Si può essere in dissenso, ma partecipare al ricordo».
«Prc e Pdci non rispettano nemmeno il ricordo dei morti», ha invece tuonato nell'aula capitolina il consigliere Fabio De Lillo (FI), poco dopo che il collega di partito Michele Baldi aveva rilanciato la proposta di An di intitolare una via all'inviata scomparsa. A loro ha replicato Nobile: «Massimo rispetto per la persona. Contestiamo il modo con cui si sono ricordati anche gli ultimi scritti dove incitava allo scontro di civiltà». Anzi, per come «non si sono ricordati affatto», ha specificato la consigliera Spera, che nella critica ha incluso anche l'intervento pro-Fallaci della consigliera Ileana Argentin (Ds): «Soprattutto lei mi ha sorpreso. Ha parlato a nome dell'intera maggioranza, di cui anche noi facciamo parte. Un intervento non concordato».

IL FIORINO — Polemiche a Roma. E polemiche a Firenze, dove pure ieri il sindaco Leonardo Domenici ha rilanciato in apertura di Consiglio l'idea di un convegno sulla Fallaci: «Perché Firenze non aveva e non ha un sentimento diffuso di ostilità o odio nei suoi confronti, e credo sia giusto che la ricordi in questo modo». Domenici ha anche ricordato «i momenti di acuta contrapposizione, come in occasione del Social Forum» e l'episodio della non assegnazione del Fiorino d'Oro («Disse, in maniera colorita, che l'avrebbe di certo rifiutato»). Ma tutto questo non è bastato ai consiglieri della Cdl, che hanno abbandonato l'aula per la mancata sottoscrizione di quell'ordine del giorno per una strada alla Fallaci. «Il centrosinistra — ha accusato Paolo Amato (FI) — non vuole che il suo nome sia iscritto sulle pietre di Firenze».


fonte
www.corriere.it

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