Niente e cosi sia

"E’ una pallottolina dell’M16. Una, una sola basta ad uccidere un uomo: senza bisogno di sparare a raffica: Perché lei viaggia ad una velocità molto vicina alla velocità del suono, e mentre viaggia è sempre al limite dell’equilibrio, e quando arriva non si ferma dentro la carne come una brava pallottola, no, e neanche attraverso un braccio o una gamba, no, lei si gira e si ritorce, e strappa e taglia e ti vuota in pochi minuti di tutto, del tuo sangue…L’ha inventata un uomo.»

Oriana Fallaci

«Per quasi otto anni ho fatto il corrispondente di guerra in Vietnam. Niente e così sia è il diario del primo anno che trascorsi laggiù. Quello che vide la battaglia di Dak To, l'offensiva del Tet, l'assedio di Saigon, e che per me si concluse altrove. Cioè nella strage di Città del Messico dove rimasi gravemente ferita. So che è
stato definito un libro brutale, disperato, spietato. E forse lo è. Ma io volevo soltanto raccontare la guerra a chi non la conosce.» (Oriana Fallaci)

E' la vigilia dello sbarco sulla Luna e sulla Terra si continua ad ammazzarci come mille, diecimila anni fa. Una donna, una giornalista, parte per la guerra dove si trova subito dinanzi al dramma di una fucilazione e poi dentro una sanguinosa battaglia: quella di Dak To, villaggio ai confini della Cambogia con il Vietnam. Qui incomincia il suo diario che è il diario di un anno della sua vita e vuole rispondere alla domanda di una bambina: «La vita cos'è?". Giorno per giorno, tra la morte sempre in agguato, la donna va alla ricerca di una risposta quasi impossibile e annota tutto ciò che vede o che ascolta: insieme alla sua paura, la sua pietà, la sua rabbia. Ne nasce un racconto che quasi inavvertitamente assume i contorni di un romanzo, con personaggi non inventati. Il personaggio di François Pelou, l'amico francese che la guida come una buona coscienza, il personaggio di Nguyen Ngoc Loan, lo spietato generale che le piangerà tra le braccia, il
personaggio di Pip, il sergente che perde la memoria in combattimento e lei gliela rintraccia per buttarla via, infine i soldati, i vietcong, i giornalisti intorno ai quali si snoda lo spettacolo assurdo della guerra, l'offensiva del Tet, l'assedio di
Saigon, il dolore che esplode nell'atroce preghiera «Dacci oggi il nostro massacro quotidiano, liberaci dall'insegnamento che ci dette tuo Figlio, tanto non è servito a niente, non serve a niente e così sia...»

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