Un prete, un rabbino e un imam...



La notizia è vecchia di una settimana, però io non la conoscevo. Chissà perché, con tutto lo sforzo che faccio per tenermi bene informato, spesso mi capita di ciccare proprio le notizie più importanti! Mah...
Il prete è un comboniano, quindi uno figo: i comboniani stanno concretamente dalla parte degli ultimi, e allo stesso tempo sono bene informati e colti, e raramente arroganti.
Il rabbino è uno MOLTO figo, perché è un anti-sionista, con tutti i problemi politici che questa sua posizione gli provoca.
Infine l'imam è uno che crede nel dialogo, nel pacifico confronto tra le religioni; insomma tutto è tranne che un jihadista.
Buona lettura!


ANSA (POL) - 11/09/2006 - 14.54.0011/9: PARROCO, RABBINO E IMAM INSIEME CHIEDONO PACE PER MOZCZC0208/SXA WIN10195 R POL S0A S41 QBXL 11/9: PARROCO, RABBINO E IMAM INSIEME CHIEDONO PACE PER MO INIZIATIVA DELLA IADL A ROMA; APPELLO CONTRO POLITICHE SIONISMO (ANSA) - ROMA, 11 set

Un parroco, un imam e un rabbino riuniti nell'anniversario dell'11 settembre per pregare insieme per la pace in Medio Oriente: è accaduto oggi a Roma per iniziativa della Iadl, la Islamic Anti-Defamation League, che ha voluto lanciare in questo modo un segnale di collaborazione e armonia fra le tre grandi religioni monoteiste, apertamente in contrasto con chi ''da una parte e dall'altra - ha detto la portavoce nazionale Dacia Valent - fomenta le divisioni e le contrapposizioni''.
Nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati si sono così riuniti padre Giorgio Poletti, missionario comboniano e oggi, dopo tanti anni in Africa, ''parroco degli immigrati'' a Castelvolturno (Caserta), l'imam Samir Khaldi della moschea di Centocelle, la seconda più importante a Roma, e Moishev Ariel Friedman, rabbino capo della comunità ebraica ortodossa di Vienna, da tempo fortemente impegnato su posizioni anti-sioniste e in favore dei diritti delle popolazioni palestinesi.
Particolarmente dure le parole di quest'ultimo contro le strategie dello stato di Israele, ''che né dal punto di vista storico né da quello biblico ha alcuna giustificazione per l'occupazione dei territori palestinesi'', e contro le lobby che a livello internazionale alimentano ''l'illegittima equazione tra giudaismo e sionismo''. Secondo Friedman, tra l'altro, le strategie sioniste ''di conquista e distruzione'' hanno un alleato, oltre che nella politica del governo americano, anche nel Vaticano per il riconoscimento che viene dato alle posizioni israeliane. ''Tutto il territorio della Palestina è stato trasformato in un grande campo di concentramento'', ha denunciato il rabbino Friedam, che ha definito ''attacchi incomprensibili'' quelli subiti in Italia dall'Ucoii per aver ''rotto dei tabu''' con il contestato annuncio anti-israeliano. ''C'è tanta propaganda in questa cosiddetta guerra al terrorismo - ha affermato Friedman con riferimento alla ricorrenza dell'11 settembre - ma andrebbe applicata almeno in ugual misura contro le strategie sioniste''. Ha quindi rivolto un appello ''all'Italia, alla Germania e al Vaticano'' perché ''smettano di usare le nostre sofferenze di ebrei per sostenere il sionismo'', che ''non è il legittimo rappresentante del popolo ebraico''.
Questo, secondo il rabbino viennese, ''è l'equivoco da cui deriva la tesi per cui gli ebrei sono un popolo conquistatore'', mentre ''la vera pace nascerà da un pacifico smantellamento del regime sionista''.Anche l'imam Khaldi ha voluto sottolineare che ''tutti gli uomini di religione sanno che non si può fare guerra nel nome di Dio''. E quindi ''occorre trovare dei punti d'incontro, cercare degli spazi comuni, contro chi punta a incrementare le divisioni''.
Khaldi ha sottolineato come nella sua moschea molte iniziative puntino al dialogo con le altre confessioni e ha auspicato un clima ''di maggior collaborazione tra tutti per il progresso della giustizia e della pace''.Padre Poletti ha denunciato in particolare ''la perdita della memoria'', per la quale ''ancora oggi si arriva a bombardare i civili''. ''Dobbiamo trovare un autentico cammino di pace - ha detto - e anche di purificazione, capire che la memoria è importante affinché non si ripetano le stesse cose''. Per quanto riguarda il conflitto israelo-palestinese, inoltre, secondo Poletti ''quella terra non appartiene né a Israele né alla Palestina, appartiene a Dio: ecco perché non si può non cercare una via di condivisione''.
(ANSA). GR 11-SET-06 14:54 NNN

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