Comitato nazionale scuola e legalità

Quando la serieta', il contenuto, l' impegno, la sostanza sono riconosciuti a livello istituzionali con la scelte di persone valide nell'organigramma di organi pubblici, non si puo' che essere contenti.

Legalità, al via il Piano nazionale per la scuola
Roma, 23 ottobre 2006
La lotta a ogni illegalità inizia dalla scuola, dal rispetto dell'altro e delle regole della convivenza civile. Parte su queste basi il primo Piano nazionale sull'educazione alla legalità e alla lotta alla mafia.

Il primo passo è stato l'insediamento, nella sede del ministero della Pubblica Istruzione, del Comitato nazionale scuola e legalità - presieduto dal Ministro Giuseppe Fioroni - del quale fanno parte personalità che a vario titolo ogni giorno combattono il crimine, dal capo della polizia, Gianni de Gennaro al procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, da Maria Falcone ai vertici di Carabinieri e Guardia di Finanza e poi rappresentanti dell'associazionismo del corpo docente e dei ragazzi di Locri.

Obiettivo è quello di educare alla legalità con azioni didattiche, testimonianze, sinergie sul territorio e tra istituzioni diverse.
Vogliamo lanciare un segnale: "per vincere la mafia, diceva Giovanni Falcone, servirebbe sì un esercito ma di maestri delle scuole elementari. Ecco, la scuola è pronta, sta radunando l'esercito", ha detto il Ministro Fioroni.

Lo diciamo prima di tutto - ha proseguito - a chi in questi ultimi tempi ha alzato il tiro contro le scuole: scuole bruciate, minacciate, devastate, sono il segnale che qualcuno punta anche su questo presidio dello Stato sul territorio.
La risposta è una maggiore presenza sul territorio ma anche una vera e propria offensiva educativa. La scuola non si tira indietro e dice no. Ma non basta dire no: bisogna dirlo con tutti i ministeri coinvolti e in più con le associazioni e il volontariato: da oggi questo no ha la forza di un fronte comune, trasversale e interistituzionale.

Vogliamo dire ai ragazzi - ha detto ancora Fioroni - agli insegnanti, ai presidi che lo Stato c'è, che in questa battaglia la scuola non è sola e che non si può vincere solo con alcuni presidi eroici ma con un'azione corale testimoniata da tutti quelli che oggi sono qui. E vogliamo dire alle organizzazioni criminose che a scuola ci si entra solo per studiare e che qualsiasi altro tentativo di infiltrazione è respinto al mittente, destinato a fallire.

Le violenze vanno estirpate tutte - ha concluso il Ministro - fuori e dentro la scuola, anche il fenomeno del bullismo: 1 ragazzo su 2 dice di aver minacciato o picchiato qualcuno dei suoi compagni a scuola, (come riporta un'indagine di Telefono azzurro-Eurispes. del 2002), altri dati parlano di 1 ragazzo su 2 che subisce episodi di violenza verbale, psicologica o fisica. Il 33% dei ragazzi delle superiori sarebbe una vittima ricorrente di atti di bullismo. Neanche questo è più tollerabile".

All'incontro hanno partecipato: Maria Chiara Acciarini, Luigi Berlinguer, Maria Bonafede, Salvatore Calleri, Giovanni Cannella, Don Ciotti, Angela Cortese, Maria Coscia, Nando Dalla Chiesa, Ermenegilda De Caro, Giovanni De Gennaro, Maria Falcone, Giuseppe Finocchietti, Piero Grasso, Tano Grasso, Vittorio Greco, Gianluca Guida, Roberto Iannello, Carlo Madia, Piero Marrazzo, Don Mazzi, Luigi Merola, Giovanni Moro, Adriana Musella, Maria Patrizia Paba, Anna Maria Pancallo, Gianfrancesco Siazzu, Benedetta Sili, Roberto Speciale, Vittorio Trani, Fernanda Tuccillo.

fonte:
http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/comunicati/2006/231006.shtml

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