Preventive Peace - E l'Iraq come sta?


Da un po' di tempo sto rompendo le scatole a Rafia, un mio amico di penna iracheno di Mosul, perché scriva un articolo da pubblicare qui.
Rafia mi assomiglia un po': ha circa la mia età, sposato (se non sbaglio lui ha anche già dei figli), ed è ingegnere.
Purtroppo da quando è stata generosamente esportata in Iraq la libertà occidentale, le cose non gli vanno bene: anzi, sono drasticamente peggiorate.

Ma adesso non voglio scrivere niente di mio: aspetterò pazientemente che abbia un po' di tempo per accontentarmi e farmi avere notizie dirette e magari le sue personali impressioni.
E nell'attesa, incollo qui uno stralcio del messaggio di oggi del papa, proprio sulla situazione dell'Iraq.



(da corriere.it)
«Cristiani e musulmani vivano come fratelli»
Messaggio del Papa sulla situazione in Iraq: «Bisogna unirsi nel chiedere a Dio il dono della concordia per questo Paese»
CASTELGANDOLFO - Una preghiera per la pace in Iraq e un invito a cristiani e musulmani a vivere nella concordia e nella fraternità. Al termine della recita dell'Angelus, dalla residenza estiva di Castel Gandolfo, Benedetto XVI ha riferito di aver incontrato ieri (sabato, ndr) Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei, che gli ha parlato della «tragica realtà che deve affrontare quotidianamente la popolazione dell'Iraq, dove cristiani e musulmani vivono insieme da 14 secoli come figli della stessa terra». «Auspico - ha scandito il Papa - che non si allentino tra loro questi vincoli di fraternità, mentre, con i sentimenti della mia spirituale vicinanza, invito tutti ad unirsi a me nel chiedere a Dio Onnipotente il dono della pace e della concordia per quel martoriato Paese».

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