Quanti problemi, 'sta colonia napoletana...


Dalla "viva angoscia" del presidente napolitano (di nome e di fatto) alla "fogna da bonificare" dell'intellettuale Calderoli (non fraintendete la mia ironia: per essere nordico, Calderoli è davvero un intellettuale, uno che ha fatto le scuole alte e che raggiona perfino...), passando per le varie preoccupazioni e intorzamenti di stomaco della nostra brillante e colta (e recentemente pure cocainomane) classe dirigente italiota.

Credo che, se proprio non si vuole ripartire dal filo interrotto durante il breve regno di Francesco II Borbone (ma poi perché no?), bisogna almeno che tutti noi rispolveriamo Salvemini, don Sturzo, Giustino Fortunato e i pochi altri politici intellettualmente onesti (e non solo intellettualmente...) che il nostro disgraziato Paese ha avuto in 146 anni ininterrotti di colonialismo interno.




Lettera di G. Salvemini ad A. Schiavi, Pisa 16 marzo 1911, in Salvemini, Carteggi, I. 1895-1911, cit., pp. 478-81.

"Ogni giorno che passa diventa sempre più vivo in me il dubbio, se non sia il caso di solennizzare il cinquantennio (dell'unità d'Italia) lanciando nel Mezzogiorno la formula della separazione politica. A che scopo continuare con questa unità in cui siamo destinati a funzionare da colonia d'America per le industrie del Nord, e a fornire collegi elettorali ai Chiaraviglio del Nord; e in cui non possiamo attenderci nessun aiuto serio ne dai partiti conservatori, ne dalla democrazia del Nord, nel nostro penoso lavoro di resurrezione, anzi tutti lavorano a deprimerci più e a render più difficile il nostro lavoro? Perchè non facciamo due stati distinti? Una buona barriera doganale al Tronto e al Carigliano. Voi si consumate le vostre cotonate sul luogo. Noi vendiamo i nostri prodotti agricoli agli inglesi, e comperiamo i loro prodotti industriali a metà prezzo. In cinquant'anni, abbandonati a noi, diventiamo un altro popolo. E se non siamo capaci di governarci da noi, ci daremo in colonia agli inglesi, i quali è sperabile ci amministrino almeno come amministrano l'Egitto, e certo ci tratteranno meglio che non ci abbiano trattato nei cinquant'anni passati i partiti conservatori, che non si dispongano a trattarci nei prossimi cinquant'anni i cosiddetti democratici".

Gaetano Salvemini


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