L'Italia impari l'integrazione dal Sud


Le timidezze e i pregiudizi di cui si ha notizia in diverse scuole del Nord, sull'allestire il presepe o esporre il crocifisso, per "non offendere i non-cristiani", oppure sul consentire l'insegnamento del Corano a chi lo richiede, si possono cancellare prendendo il Sud come modello di pacifica integrazione.

La foto ritrae la Martorana a Palermo, una splendida moschea in stile moresco riadattata dai Normanni in chiesa e tutt'oggi frequentata dai fedeli cristiani



16 12 2006 - 09:32 (AGI) NATALE: PRESEPE E CORANO IN UNA SCUOLA DEL RAGUSANO
(AGI) - Ragusa, 16 dic. - Bambini musulmani e cristiani hanno preparato insieme il presepe e parteciperanno alle recite del Natale dopo aver contribuito, in perfetta armonia, alla realizzazione dei canti che accompagnano la rievocazione della Nativita'. Succede a Santa Croce Camerina, comune di settemila abitanti in provincia di Ragusa, con una forte presenza di extracomunitari, soprattutto tunisini, che lavorano in agricoltura. E in quinta elementare, la maestra legge ai suoi alunni anche il Corano, mentre durante il Ramadan i piccoli che seguono la religione di Maometto spiegano ai compagni il senso delle loro abitudini e della loro fede. Cosi' la scuola elementare di Santa Croce Camerina si trasforma in un laboratorio di integrazione.

Del resto, su cinquecento alunni iscritti ben il 20 per cento, ossia un bambino su cinque, e' immigrato.

Il presepe, come ogni anno, e' stato allestito nel corridoio della scuola. Qualche maestra spiega che pure i bambini non cristiani hanno collaborato coi compagni e con le insegnanti a collocare le statuine della Nativita'. "Non abbiamo mai ricevuto lamentele e richieste da parte dei genitori di religione musulmana per togliere i simboli cristiani dalla scuola'", spiega il dirigente scolastico, Antonino Militello, che sposta l'attenzione sulla vera analisi da compiere, ossia sul cammino dell'integrazione: "E' quella la strada da seguire. Il dialogo e la conoscenza sono le vie per l'integrazione". Anche le insegnanti sono delle stessa lunghezza d'onda del dirigente scolastico. "In classe ho tre bambini musulmani - spiega una maestra - e i genitori hanno voluto che durante l'ora di religione i loro figli rimanessero in classe. Per loro prevedo altri compiti, mentre col resto della classe facciamo religione".

Commenti

Giulio Salvarenato ha detto…
Poi andiamo a scoprire che chi al nord vuole la rimozione dei crocifissi, non sono i musulmani, ma sono loschi figuri che ergendosi a falsi difensori della cristianità, vogliono in realtà distruggere la Nostra religione perchè i Valori da questa portati, ostruiscono i loro interessi economici.