"FACITE AMMUINA", ovvero "Perché gli italioti non hanno nessuna speranza"

Si tratta di una delle tante campagne diffamatorie e mortificanti del periodo risorgimentale, riciclata successivamente come brillante idea comica nei rampanti anni Ottanta, soprattutto per intrattenere manager ed impiegati italioti: l'art. 27 del Regolamento della Real Marina delle Due Sicilie (vi prego di notare la precisione dell'intestazione, i dettagli del numero di articolo, della data ecc.: il tutto risulta assolutamente affidabile per un italiota medio...)
E cosa dice questo articolo (ma poi - qualche italiota particolarmente zelante potrebbe obbiettare - possibile che quei terroni delle Due Sicilie avessero addirittura un Regolamento della Marina?!): l'articolo dice, ovviamente in vernacolo napoletano perché notoriamente al Sud non sono mai stati in grado di scrivere nella lingua di Dante nemmeno per un (presunto) documento ufficiale, di "fare ammuina", di "fare confusione" in occasione di visite a bordo delle autorità del Regno, o anche come arma per confondere l'avversario in guerra.

Ingrandite l'immagine a fianco clickandoci sopra, e leggete pure.


Recentemente anche l'on italiota Bonaiuti non ha resistito alla tentazione di sfruttare la trovata comico-diffamatoria del "facite ammuina" per commentare e denigrare il vertice dei suoi avversari politici italioti del centrosinistra, svoltosi nella sontuosa (e dunque imbarazzante...) Reggia borbonica di Caserta.


Visto che il nostro blog ha l'onore di avere molti contatti quotidiani e di essere ben indicizzato, spero che questo mio umile post (facilmente rintracciabile scrivendo ad es. "facite ammuina" su google) possa essere utile per mostrare a TUTTI I MIEI CONNAZIONALI ITALIOTI una delle ragioni per cui NON ABBIAMO NESSUNA SPERANZA...
E in uno dei prossimi post, fornirò qualche evidenza del fatto che il Regno delle Due Sicilie avrebbe costituito piuttosto la naturale guida politica e culturale di una (non realizzata) Confederazione di Stati Italiani, anche e soprattutto in ambito giuridico, amministrativo e militare.



(da II Mattino del 15 aprile 1995)
"FACITE AMMUINA" UN FALSO

Ieri sera l'onorevole Berlusconi a "Tempo reale" ha indirettamente offeso napoletani e meridionali usando l'aggettivo borbonico in senso spregiativo incorrendo in uno dei più squallidi luoghi comuni che si perpetuano da tanto tempo.

Rispondendo ad un articolo comparso sulla Voce molti mesi fa su questo giornale avevo dimostrato l'infondatezza del "facite ammuina", un falso decreto che facendo bella mostra di sé in tanti uffici e in tante case settentrionali e non, mortifica i meridionali facendoli passare per quello che non sono stati, e noto con amarezza che per ridare alla nostra gente la dignità che gli spetta non basteranno cent'anni. Il lavoro scientifico di denigrazione e di cancellazione della memoria operato per più di un secolo è proprio difficile da smontare.

Quando sostengo che noi meridionali veniamo alla luce con delle tare genetiche e siamo quindi un po' mafiosi, un po' camorristi, un po' furbetti, un po' ladruncoli, un po' lazzari non lo dico per piangermi addosso, lo dico solo perché sono i fatti che lo dimostrano.
Le pubblicità con i napoletani della Findus o quella della pizza surgelata, oggetto di polemiche in questi giorni ne sono la dimostrazione. Ieri davanti a milioni di italiani Berlusconi ha usato l'aggettivo borbonico per ricordare per l'ennesima volta quel falso regolamento di marina che campeggia forse anche nei suoi uffici.

Quel "facite ammuina" inventato per denigrare i napoletani, per farli passare sempre e comunque per fannulloni e imbroglioni continua a dilettare la gente sopratutto quella che ci vuole male. E' lo stesso andazzo che fa sì che un manuale Mondadori per le scuole medie riporti come immagine di Napoli capitale del Regno delle Due Sicilie un piccolo e "folkloristico vicolo dei quartieri spagnoli".

Berlusconi faccia ricercare i regolamenti della marina napoletana, che fu la terza d'Europa e vedrà che di quel decreto non v'è traccia e se pensa seriamente di operare in favore di quel Sud di cui tutti si riempiono la bocca senza poi far niente o pensando di sradicare ancora una volta i suoi abitanti per farli emigrare di nuovo, magari con una ventina di milioni per incoraggiamento, vedi vicenda dei portalettere, trovi modo di fare ammenda e di rettificare. Se non lo farà saranno i meridionali e i napoletani a regolarsi di conseguenza.

Roberto Maria Selvaggi - Movimento Neoborbonico

Commenti

Pautasio ha detto…
Guarda che il "facite ammuina" è tutt'altro che un falso. E' storico. Ci sono siti, volumi, trattati dedicati alla storia borbonica che ne parlano e non solo citano, ma riportano i documenti originali. Poi, che spesso venga usato come insulto un po' becero, distorcendo quello che era il significato originario, su questo ti do ragione...
Gaetano Filangieri ha detto…
E quali testi? Quelli dei filo-risorgimentalisti che non hanno fatto altro che riproporre di tanto in tanto questa utile leggenda diffamatoria?
È evidente che troverai in giro volumi, anche in edizioni molto prestigiose, che riportano questo miserabile falso. Ma è proprio questo il problema, che poi è parte integrante dello stato pietoso della "cultura italiana", che nell'ultimo secolo non è stata in grado di proporre intellettuali del calibro di quelli che l'hanno resa celebre nel mondo per essere la "culla della civiltà".
Non ci si attiene più ai fatti, le idee sono una cosa e la realtà concreta un'altra, si crede in generale che la pura invenzione, laddove ben confezionata, sia più che sufficiente per sostituire la Storia. Si adottano, insomma, teorie filosofiche straniere, e tra l'altro ampiamente "anti-italiane".

Mi permetto un consiglio, a riguardo del "facite ammuina": lascia perdere gli studiosi, anti- o filo-borbonici che siano, e procurati tu stesso i "documenti originali", ovviamente procurando di sincerarti per bene sull'attendibilità.
È un metodo sempre valido, che torna molto utile anche al di fuori del campo storiografico.
Dixie ha detto…
Vi sbalordirò:
- è vero, quella copia è un falso;
- l'ho redatta io nei primi anni '90 e non avrei mai pensato di ritrovarmela davanti dopo tanto tempo, quando, a forza di regalarla, a me non ne era restato neanche un esemplare (sono andati via come la pastiera a pasqua);
- il testo, lo avevo sempre sentito citare verbalmente, ma un giorno, nell'ufficio di un collega avevo trovato una stesura con qualche presunzione di autenticità, ma appena accennata;
- niente sapevo, né mi interessava della storicità dell'assunto, talché mi preoccupai, lavorando al computer, di dare al "documento" veste formale più vicina a quella che, all'epoca, ritengo avessero quelli ufficiali;
- perciò: sigillo di stato brutalmente scannerizzato altrove e reso monocromatico (ma a nessuno è mai venuto il sospetto che nessuna stampa di normativa ufficiale avrebbe mai riportato il sigillo su ogni articolo?), carattere simile a quelloi della metà dell'ottocento, sistemazione più razionale e burocratica delle varie parti;
- il tutto stampato - con una deskjet - su carta pergamena, in colore quasi-seppia;
- poi ne ho fatto regalo finché mi è durata la carta pergamena e non ho perso il relativo file;
- a scanso di equivoci affermo che sono orgogliosissimamente cilentano, pronipote di briganti e "cafone 'e fore", ma non talebano della meridionalità;
- con altrettanta sincerità affermo che non sono affatto in sintonia con il modo statisticamente medio di pensare e di agire dei "napoletani", oltre che dei piagnoni del regno di Ferdinando, altrettanto ridicoli dei laudatores del primato della valle del PO;
- smettiamo di trarre alibi dall'ieri e pensiamo un po' più seriamente al fatto che se il Sud in genere e la Campania in particolare si trovano nel miserabile stato di oggi, la colpa non può essere di Veneti, Friulani, montanari alpini o braccianti agricoli della "bassa" che fino a 40 anni fà vivevano le stesse condizioni di ignoranza, povertà, degrado, emarginazione ed emigrazione, da cui sono riusciti ad uscire brillantemente, come ognuno può constatre, se ha occhi per vedere ed orecchie per intendere;
- forse è il caso di prendere coscienza di ciò che siamo, ricordandoci non è esattamente agli altri che dobbiamo attribuire colpe e meriti del nostro destino;
- forse è il caso di ricordare che in democrazia gli eletti rappresentano esattamente gli elettori e che, quando si vota, si vota per i cazzi collettivi e non per quelli individuali, o di famiglia o di clan o di quante altre stramaledette palle al piede del nostro vivere civile.
Anonimo ha detto…
Il comando "Facite Ammuina" rappresenta all'interno dell'attuale Marina Militare una nota di scherzo goliardico, ma nulla riporta la sua autenticità, anche perchè l'antica marina borbonica aveva tutti regolamenti scritti in perfetto italiano, era moderna ed operativa... insomma non aveva alcun bisogno di fare "Ammuina"...