La condanna dei piemontesi

Sul sito ufficiale della fortezza di Fenestrelle, che fino a qualche tempo fa non faceva alcun accenno all'utilizzo della fortificazione come campo di concentramento per i soldati napolitani e siciliani fedeli al loro Regno e non disponibili a ricambiare l'abbraccio (mortale) dei "fratelli d'italia", ora si può trovare un documento pdf, scritto in inglese dal titolo: "The fortress of Fenestrelle in detail".

Questo documento consta di qualche decina di pagine, in cui si apprende della lunga storia di questa fortezza, oggi restaurata e utilizzata con profitto come attrazione turistica della ricca regione Piemonte, e in cui impariamo fra l'altro che tra gli "ospiti coatti" di Fenestrelle ci fu pure un cardinale, durante il periodo napoleonico tra il 1809 e il 1813.

Ebbene, la "formalità" della notizia sull'utilizzo di Fenestrelle tra il 1860 e il 1870 viene ora espletata agilmente in una mezza paginetta scarsa.
Si dice: "qualcuno afferma, ma senza prove, che i soldati imprigionati furono più di 10'000, in conseguenza dell'invasione piemontese del Regno delle Due Sicilie".
Si aggiunge poi che "ancora oggi, ogni anno alcune associazioni napoletane e siciliane vengono qui a commemorare i loro morti".

Proprio così: "their dead".


Domani mattina, un gruppetto di "napolitani e siciliani" di cui farò parte, andrà infatti a commemorare "i suoi morti".
Tale commemorazione non infastidirà la gestione di questa risorsa turistica, che anzi sarà lieta di avere anche i nostri contanti per l'ingresso.

Non saranno infastiditi che commemoriamo "i nostri morti", i quali per quasi un secolo e mezzo sono stati insultati e poi dimenticati da ogni scuola ed istituzione del nostro originale e bizzarro Paese.

Temo solo una cosa però: che questo freddo pragmatismo nel "tollerare il nostro turismo", costituirà la condanna del Piemonte e dei piemontesi* di fronte alla Storia.


*: esclusi ovviamente Carlo Alianello, Lorenzo Del Boca e pochi altri.

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