DIGA SUL MENTA: BLOCCATELA!



“Blocco dei lavori del costruendo Acquedotto del Menta e redazione di un approfondito studio e valutazione d’impatto ambientale dell’ Opera”.
E’ quanto chiede il professore Domenico Larosa, responsabile del Movimento Difesa Ambientale di Condofuri con un atto di diffida, depositato presso il Tribunale di Reggio Calabria, sezione di Melito di Porto Salvo il 31 Agosto scorso.
Destinatari della diffida sono Il Capo del Governo Romano Prodi, il presidente della regione Calabria Agazio Loiero, Il presidente della provincia di Reggio Calabria Giuseppe Morabito e l’ amministratore delegato della Società So.Ri.Cal Raimondo Besson.
In particolare si chiede un riesame e verifica di tutto il progetto relativo all’Acquedotto del Menta coinvolgendo il MIDA stesso e i comuni direttamente interessati per un approfondito studio e valutazione d’impatto ambientale, avvertendo i destinatari che se non si provvederà in merito in tempi ragionevoli, ci si rivolgerà all’autorità giudiziaria nei modi e mezzi più opportuni.
A motivare questo atto clamoroso sono una serie di considerazioni, ispirate anche da un articolo sull’argomento scritto dall’ ex ministro dell’Ambiente Edo Ronchi allegato nell’atto diffida.
“In primo luogo”- si legge nell’atto di diffida “- il progetto (“MENTA” Prog.PS 26/3059 CASMEZ, progetto speciale del Ministero dei LL. PP) l’acqua, verrebbe quasi interamente prelevata, risucchiata in buona parte dal basso, dai bacini idrici delle fiumare : Amendolea, San Leo, Aposcipo e Ferrania e convogliata attraverso una vasta rete ed enormi gallerie di adduzione ed altro”
“ Questa quantità di acqua”- continua l’atto “-, vista la capacità dell’acquedotto e il programma di forniture sarebbe nell’ordine di molte decine di milioni di metri cubi l’anno. Tale prelievo, prosciugherà le fiumare su indicate, abbassandone di molto, giù nelle valli e marine, le falde acquee già stremate”
“Nell’area ionica che va da Condofuri a Bianco, attraversata dalle fiumare su indicate, è già presente il fenomeno della desertificazione . Nella zona da decenni si registra la più bassa piovosità d’Italia ( circa 300 millimetri di pioggia l’anno) ed è stata catalogata nella Carta Sensibilità Desertificazione dell’Agenzia Regionale per la protezione dell’ambiente: area con il massimo grado di rischio.
“Per cui si ritiene opportuno”- conclude la diffida del MIDA “- richiedere una pausa nella realizzazione del progetto e procedere alla verifiche del caso in considerazione del potenziale pericolo di desertificazione di tutta l’area del Basso Ionio Reggino”

Commenti

Mark ha detto…
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