Lo sguardo dello sconosciuto dura 24 ore

Era da secoli che non leggevo un libro in meno di ventiquattr’ore.


E’ accaduto tra ieri e oggi con un bellissimo thriller psicologico:”Lo sguardo di uno sconosciuto” di Karin Fossum.

In una piccola comunità norvegese viene ritrovato in riva ad uno stagno, il corpo di una ragazza.

L’ indagine viene condotta dall’esperto ispettore Seiger, il quale pazientemente comincia a scavare nella vita dei membri di una comunità apparentemente integra sul piano morale.

Il viaggio negli interstizi delle vite di ognuno conduce Seiger negli abissi più reconditi dell’animo umano, capace di celare nella più innocente delle normalità, vicende tragiche tali da lasciare il segno per sempre.

La lettura scorre senza intoppi in un sapiente percorso che non conosce nessun calo di tensione e sa alternare colpi di scena ad una introspezione della figura di ognuno dei personaggi, i quali, verso la fine del libro, asuumono per il lettore i caratteri di persone conosciute da sempre.Ed è questo l’aspetto che più mi ha colpito:l’autore ha tracciato compiutamente i caratteri di ciascun personaggio, senza lasciare zone d’ombra.

Un libro da leggere tutto d’un fiato, per riscoprire il vecchio gusto di fermarsi e isolarsi dal resto di un mondo pazzo e sconclusionato qual è quello in cui ci tocca vivere, giorno dopo giorno


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