Tra realtà e letteratura:scenari della Calabria contemporanea

Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo


 
sabato 9 maggio, alle ore 17, Sala Fallara (Gioia Tauro)
l’incontro organizzato dall’ADIC, Associazione Donne Insegnanti Calabresi


L’ADIC, Associazione Donne Insegnanti Calabresi, dal 1978 persegue obiettivi di altissimo valore sociale, come la promozione dei diritti delle donne e la sua affermazione in tutti i campi del vivere quotidiano, della crescita culturale e sociale del territorio. L’azione di socializzazione-aggregazione tra le diverse componenti umane del territorio, ed in particolare di promozione di scambi culturali, convegni, incontri-dibattito e tavole rotonde, ha portato la Presidente dell’ADIC, prof.ssa Maria Rita Tripodi, ad organizzare, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Gioia Tauro, l’incontro “Tra realtà e letteratura: scenari della Calabria contemporanea”, che si terrà sabato prossimo, 9 maggio 2009, alle ore 17 nella Sala Fallara di Gioia Tauro.Il giornalista Gioacchino Saccà modererà gli interventi di Mauro Francesco Minervino (autore de "La Calabria brucia"), Pasqualino Pandullo (giornalista Rai che tratterà il tema: "La Calabria che vorremmo") e Paola Bottero (autrice di "ius sanguinis").

L’obiettivo principale dell’incontro è dibattere e riflettere sulle contraddizioni e sulle problematiche più cogenti che affliggono la Calabria, partendo proprio dai temi sviluppati nelle opere dei due scrittori, Minervino e Bottero. Partendo dalle ragioni che spingono a denunciare in forma letteraria i mali della regione e dall’analisi della percezione della regione stessa da parte di chi "la vive" e "la descrive", si accompagnerà l'uditorio a “fare catarsi di problemi collettivi”, come anticipa la stessa Presidente Tripodi. Problemi quotidiani come la malapolitica, la malasanità, la passività, la rassegnazione, vissuti, anche se non sempre esternati, dai cittadini.

Il programma dell’incontro prevede inoltre l’interpretazione di brani tratti dai due libri, affidata a Daniela D’Agostino, e le riflessioni finali sulla “pars construens”, necessaria per cercare insieme le possibili vie di uscita ai mali della “Calabria contemporanea”.


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