Le navi dei veleni. E' arrivata l'ora della verita'?



E’ tornata di attualita’ la questione delle navi tossiche affondate in vari punti del Mar Mediterraneo, davanti alla Calabria.
La prima volta che sentii queste notizie risale almeno a quindici anni fa, e, da allora, ho cercato di evitare, per quanto possibile, di non mangiare pesce o altro che fosse coltivato,di non bere acqua dalle fontane, non fare il bagno nel mare Calabrese.Dire di essere stato considerato "strano" da molti e' dire poco.
Il clamore della notizia, la rilevanza dei fatti, l'aumento esponenziale delle morti per tuimore non ha mai suggerito a nessuno in Calabria, a parte qualche associazione ambientalistica e magistrato solitario, di attivarsi perche’ si approfondisse la problematica e si arrivasse a conclusioni definitive.
Si e’ continuato a trattare queste notizia, a seconda dei casi, o come i vaneggiamenti di pazzi in cerca di notorieta’o tentativi di fantomatici guastatori delle fortune turistiche della regione Calabria o altro ancora.
Nella mia esperienza di corrispondente di un quotidiano ho avuto modo di conoscere personalmente la problematica.Cittadini colpiti da tumori ematici chiedevano che qualcuno si facesse carico per un rigoroso monitoraggio scientifico del territorio, in quanto non si fidavano dei loro amministratori.
Ora, forse, e’ giunto il momento che verita’ sia fatta .
Chi ha consentito che una intera regione diventasse una immensa discarica deve pagare,anche se questo sara' una minima percentuale delle immense sofferenze provocate alla popolazione ignara di tutto.

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