Un programma per la Calabria


Il mio ultimo post era dedicato ad un evento sanitario che mi ha interessato qualche mese fa.
Esso ha suscitato un commento da parte di un lettore il quale si meravigliava dei toni riferiti ad un intervento, a suo giudizio, banale.
Provenendo dalla Calabria, terra nella quale il livello qualitativo e' quello che e', io sono rimasto piacevolmente stupito di trovare standard di professionalita', disponibilita' e serieta' di lvello nettamente superiore nella mia nuova terra di residenza:Puglia. Anche l'arredamento della stanza in cui sono stato ricoverato, mi sembrava una stanza di un albergo a quattro stelle, paragonata a quella in cui fu ricoverata una mia congiunta la scorsa estate nell'ospedale di Melito di Porto Salvo (RC).
Il livello definibile normale per la qualita' di un qualunque servizio e' relativo alla preparazione delle persone, struttura organizzativa e dotazione tecnica delle unita' operative del luogo cui si fa riferimento.
La normalita' della Calabria, secondo la mia esperienza personale, e' infinitamente piu' bassa di quella di tante altre regioni, tanto che andare fisicamente in quella regione equivale, nella maggior parte dei casi, ad un salto nel buio.
Il mese prossimo in Calabria si terrano le elezioni regionali. Ci saranno dibattiti, manifestazioni elettorali, presentazioni di programmi.
Sarebbe auspicabile che di fronte agli spaventosi gap strutturali di quella regione le varie forze in campo si impegnassero, sin da adesso, a lavorare assieme con riferimento a precise aree tematiche, le quali, a mio giudizio, dovrebbero essere lavoro, scuola, vie di comunicazione, lotta alle mafie.
Si individuino pochi obiettivi funzionali a dare alla Regione, almeno, la speranza in un futuro migliore e ci si impegni a realizzarli nell'interesse primario del popolo calabrese.
Sarebbe, a mio giudizio, un ottimo segnale.
E' pura Utopia?

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