14 giugno, 2010

Calabria, terremoto 1783. "Istant book" dell'apocalisse

Per anni sono andato alla ricerca di notizie del terremoto del 1783 in Calabria. Una tragedia immane della quale ancora c'è eco nella cultura calabrese in alcuni proverbi e credenze e nel fatto che in tanti comuni si fa riferimento a quell'evento per testimoniare il fatto che il paesaggio, le strutture architettoniche e, di conseguenza, i caratteri e la personalità delle persone prima di quell'evento finirono con esso. Dopo fu tutta un'altra storia.
Mi sono imbattuto su Google Books in un documento, che si  può definire un "istant book" di quell'apocalisse.
Si immagini che qualcuno immediatamente dopo quel cataclisma visitasse i luoghi colpiti, raccogliesse le testimonianze dei sopravissuti, elencasse paese per paese i danni fisici e umani e descrivesse minuziosamente ciò che accadde in Calabria a partire 5 febbraio 1783.  Non una scossa, ma innumerevoli,  per mesi e mesi,  con la costante di un tempo infernale caratterizzato da venti fortissimi, cielo nero e pioggia torrenziale.
Cosa sarà passato nella mente di quella umanità costretta a vivere tutto questo?  Distrutte le case, spianate le montagne, cambiato il corso dei fiumi, apertura di voragini ovunque, i propri cari morti, feriti, e poi passare le notti all'aperto in un clima infernale; la mia mente non riesce a percepire appieno l'orrore, il dolore e i patimenti di quella povera gente, ma certamente posso farmi una idea di quello che è successo non più su resoconti "lontani", ma una eccezionale cronaca di prima mano.E' questo il libro "Descrizione de tremuoti accaduti nelle Calabrie" di Francesco Antonio Grimaldi pubblicato nel 1784, si può leggere a questo link

Ogni persona, che vive in Calabria, dovrebbe leggerlo per conoscere cosa è successo nella propria regione in quello che, probabilmente, è stato il più terribile terremoto della storia, per trarre motivazione per pretendere l'applicazione delle più sofisticate misure antisismmiche nella costruzione di nuovi edifici e la riqualificazione nella stessa direzione del patrimonio edificio esistente.
L'auspicio è che niente del genere si ripeti mai più, ma chi può escludere che non possa accadere di nuovo?

3 commenti:

gina ha detto...

Grazie,spero di trovare il testo consigliato.Tra i motivi che mi interessa,ne cito uno:Mia madre citava sua nonna che le raccontava di aver sentito di un terremoto dove la terra si apriva e inghiottiva le persone.

Fortunato Vadalà ha detto...

Ringraziando per il commento volevo informare che ho aggiornato il post con l'inserimenrto del link dove trovare e leggere liberamente questo libro.

Anonimo ha detto...

Ma come? Sono anni che va in cerca di notizie sul terrmeoto del 1783? Bastava che andasse in biblioteca e cercasse "Il filosofo e la catastrofe. Un terremoto del Settecento" di Augusto Placanica (Einaudi, stampato ì più di vent'anni fa). DI notizie ce ne avrebbe trovate a bizzeffe.
Oppure http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/ dove troverà tutte le notizie ridotte in carta della distribuzione delle intensità macrosismiche di questo e di molti altri terremoti italiani.