08 ottobre, 2010

Annozero. Il volto dei giornalisti minacciati dalla Ndrangheta.

Nella Calabria del 2010, fare il giornalista e' un mestiere duro. Raccontare quello che accade senza aggiustamenti di comodo puo' dare fastidio, al punto da ricevere continue minacce di morte. Io stesso ho avuto una esperienza come corrispondente di Calabria Ora a Condofuri, paese il cui consiglio comunale e' appena stato sciolto per mafia.
Molto spesso venivo avvicinato da varie figure, le quali mi raccomandavano di non scrivere su questo o quell'argomento se volevo continuare a vivere tranquillamente. 
Questi episodi mi hanno provocato terrore e angoscia.
Capisco benissimo cosa possono provare le persone che ieri, coraggiosamente, sono comparse in diretta nazionale nella trasmissione "Annozero", ed esprimo loro tuttal la mia vicinanza.
Mentre la politica nazionale si trastulla con argomenti del tipo della casa di Montecarlo su cui e' stata condotta una campagna stampa lunga e approfondita, sui giornalisti e, piu' in generale, i cittadini calabresi, i quali rischiano la vita solo per il fatto di fare il loro dovere niente viene scritto dai giornali nazionale, niente viene detto dalal politica nazionale.
E' doveroso, a mio giudizio, dare al video della trasmissione di Michele Santoro, la massima diffusione possibile.
 
 

1 commento:

Salvatore Armando ha detto...

Si, è stato un atto di coraggio che apprezzo ed ammiro.
Propongo che a Reggio Calabria si tolga la statua di Garibaldi dal piazzale della stazione centrale e si innalzi un monumento al coraggio di questi semplici cittadini che ad "Anno Zero" hanno dato testimonianza di impegno civile e di volontà di vivere sereni e liberi di esprimere le proprie opinioni e denunciare gli intrighi e le connivenze tra organi dello stato e criminalità organizzata per contribuire a creare una società meridionale e nazionale (perché molti ignorano che la mafia è ormai infiltrata in mezzo mondo) a misura d'uomo.