E' tornato il Grande Fratello 11.

Comincia il Grande Fratello. Sei seduto a tavola accanto a persone, le quali con emozione si apprestano ad assistere ad uno dei "must" del loro modo di intendere il divertimento televisivo; per una persona che sintonizza la sua televisione, quando e' solo, solo su Rai news e' un importante banco di prova.
Si comincia con un ricordo di un eroe di questa italietta: Pietro Taricone, E' morto, costui di cui non ricordo i meriti, schiantandosi al suolo durante un lancio con il paracadute. Il ricordo si riduce alla riproposizione di un filmato, ad un semplice ciao della conduttrice e applauso del pubblico. un minuto dopo si e' gia' intenti a gridare e emozionarsi(?) per l'ingresso di sconosciuti in una casa in cui bivaccare per mesi e mesi. Costoro cercano di abituarsi ad un contesto che non e' il loro e c'e' chi se la cava meglio e chi e' proprio negato, ma e' gia' ben palese il meccanismo: creare delle etichette ai personaggi ( il gigolo, il figlio del camorrista ecc.) , e poi andare giu' duro da parte di Signorini, il quale si presta a dare voce al tranquillo pubblico di casa nel vedere gli eccessi di personaggi improponibili nella veste in cui sono presentati. Il cast di quest'anno e' strutturato tra bellocci e bellocce, nella speranza che i pruriti sessuali degli uni e degli altri possano regalare emozioni e far salire l'audience.
Il GF e', ormai, solo questo. Un tritacarne di persone, le quali sono convinte di avere l'occasione della loro vita, e, invece, si prestano alla vivisezione della loro esistenza solo per soddisfare la morbosa attenzione di un pubblico di analfabeti emozionali, che cercano di riempire il loro infinito vuoto esisenziale.
A Mediaset interessa solo fare audience e share e, nell'abissale mancanza di idee nuove del periodo, ripropone fino alla nausea la formula.
Alla fine cosa resta?....niente....ma che vuoi che sia....il vuoto e' la condizione esistenziale unica della platea di cerebrolesi, i quali,  ancora regalano un'illusione di esistenza ad un format ormai morto da tempo

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