Caso Ruby. Italia: paradiso dei leccaculo

Confesso che mi viene da vomitare nel leggere o sentire parlare del Caso Ruby, sia nel considerare i particolari della vicenda, sia nel vedere come la cosa sia trattata dai media, i quali, anche quelli che rivendicano di essere ältro"rispetto alla massa generalizzata, offrono dovizie di particolari. Lo stesso effetto mi viene nel vedere tutti coloro i quali cercano di sminuire, giustificare, rinfacciare e tutti coloro i quali si ergono a censori delle case altrui, mettendosi le fette di prosciutto su quello che accade a casa propria. Personalmente penso che le vicende in parola sono indecenti per chiunque in generale, per chi riveste cariche pubbliche in particolare, ma se altri non hanno valori e si vendono trovando, evidentemente, qualcuno che compra, non é questione che possa paralizzare la vita del Paese e occupare tutto il tempo di coloro i quali sono chiamati a gestire la cosa pubblica. A mio giudizio,  i protagonisti di queste vicende, nessuno escluso, sono figure squallide, prive di qualsiasi coscienza sul valore della vita e della morale, ma, ho paura, che,  allargando il discorso, attualmente, sia cosí la maggioranza dei nostri connazionali, se é vero che non si é creato ad oggi un moto popolare di protesta che pretenda serietá e sobrietá in chi ha responsabilitá di governa, in uno dei momenti piú difficili della Storia. La stella polare della collettivitá italiana sembra essere diventata l'opportunisno per cui se io ho l'occasione di fare soldi, acquisire proprietá fare carriera vendendo il mio corpo e la mia dignitá lo faccio senza alcun problema. E'questo il vero nocciolo dela questione e su cui, a mio giudizio, si dovrebbe aprire un dibattito serio e approfondito.

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