20 gennaio, 2011

Partito du pilu al 9% se si presentasse alle elezioni!

 Se si presentasse alle elezioni il «Partito du pilu» di Cetto Laqualunque porterebbe a casa almeno il 2,3% dei consensi e potrebbe addirittura contare su almeno un altro 6-7% di potenziali elettori che, se si lasciassero effettivamente convincere, darebbero ai «qualunquisti» qualcosa come il 9% dei voti. Voti veri, per un partito e un candidato di pura finzione. Cetto Laqualunque al secolo è Antonio Albanese, ovvero il protagonista dell'ultimo film dell'attore di Olginate, «Qualunquemente», che ha iniziato a far parlare molto di sè prima dell'uscita nelle sale, prevista in questo weekend.
IL SONDAGGIO - I numeri emergono da un sondaggio dell'istituto Lorien Pubblic Affairs, divisione di Lorien Consulting, che verrà pubblicato sul numero di febbraio di Formiche, il mensile diretto da Paolo Messa e anticipato oggi dal Riformista. L'indagine ha coinvolto un campione di 600 cittadini strutturati per sesso ed età, intervistati tra il 13 e il 14 gennaio, cioè una settimana prima dell'uscita del film. Va detto che gli stessi produttori della pellicola hanno giocato molto sul parallelo tra realtà e finzione e per renderlo ancora più stringente hanno allestito lo scorso fine settimana dei gazebo nelle principali città italiane sul modello di quelli che di tanto in tanto i vari schieramenti politici piazzano nelle strade per raccogliere firme o sostenere candidati. Sono stati donati gadget e palloncini, hostess e militanti distribuivano volantini, sui tavoli venivano raccolte firme e a tutti veniva chiesto di farsi fotografare al fianco del super candidato e di postare poi l'immagine sui propri profili Facebook. Tutto come l'attività di propaganda dei partiti veri.

 
NEL NOME DEL «PILU» - Forse anche per questo il sondaggio ha fatto emergere un consenso spropositato per l'inesistente - almeno per ora, ma visti i risultati sarà bene che i produttori del film si affrettino a registrarne il marchio prima che sull'onda del successo lo faccia qualcun altro - «Partito du pilu» che nella finzione si presenta agli elettori con lo slogan «'chiu pilu per tutti», più pelo per tutti (dove il pelo in questione può essere facilmente tradotto con un rimando alle prime pagine dei giornali dell'ultima settimana). La rilevazione, come peraltro fa notare il Riformista, è avvenuta prima che esplodesse lo scandalo Ruby con la diffusione delle intercettazioni più piccanti e non è detto che se fosse ripetuta alla luce delle rivelazioni sulle «notti di Arcore» i risultati potrebbero addirittura essere rivisti, con ulteriori consensi per chi del «pilu» fa apertamente una bandiera.
 
GLI ALTRI PARTITI - Numeri, dunque, che fanno riflettere e che magari qualche preoccupazione nei partiti ufficiali dovrebbero destarla. Lo stesso Lorien, per dire, dà l'Api di Rutelli all'1,3%, la Federazione della sinistra all'1,2%, i Radicali allo 0,7%, l'Mpa di Raffaele Lombardo allo 0,5%. I voti «certi» di Laqualunque sarebbero dunque superiori a quelli che potrebbero racimolare forze politiche considerate funzionali ai diversi schieramenti. Tenendo conto anche di quel 7% di indecisi che si è detto comune disponibile a valutare il Partito du pilu sostenendo che «probabilmente» lo voterebbe, le performances dei qualunquisti potrebbero risultare superiori a quelle di Sinistra e libertà (7,7%), Udc (6,7%), Idv (6%) e Futuro e libertà (5%). Albanese porterebbe a casa più consensi di Beppe Grillo, che per Lorien si attesta oggi al 3,4%. Insomma, fatta eccezione per Pdl (30,2%), Pd (24,8%) e Lega (12,3%), tutte le forze politiche avrebbero di che temere dalla discesa in campo del corrotto e cafonissimo Cetto.

IL PRECEDENTE DI GIANNINI - Il qualunquismo, del resto, non sarebbe un fenomeno nuovo nella politica italiana: alle elezioni per l'Assemblea costituente del 1946 il «Fronte dell'Uomo Qualunque», creato da Guglielmo Giannini sulla scorta del successo ottenuto dall'omonima rivista, riuscì a conquistare il 5,3% dei consensi e a fare eleggere 30 deputati. Fu un'esperienza, quella gianniniana, che durò soltanto un paio d'anni ma che sdoganò il qualunquismo come teoria politica. Sessant'anni dopo un film lo riporta in auge. E il sondaggio di Lorien conferma che gli italiani potrebbero anche ricaderci.

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corriere

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