16 febbraio, 2006

16 Febbraio - Messa in Suffragio di Francesco Fortugno

Melito di Porto Salvo ore 17.00 Parrocchia della Immacolata.

Inizio della messa in suffragio del compianto Onorevole Francesco Fortugno.
Don Benvenuto Malara inizia la funzione parlando dell’ Onorevole Francesco Fortugno, che aveva conosciuto di persona.
La sua vita e il suo lavoro sono stati una luce nel gran buio dei nostri tempi, ha rappresentato la speranza di una via giusta dell’ attività politica, che fosse di servizio e aperta alle problematiche della gente.
Il giudice Antonino Scopelliti affermava che un uomo ucciso dalle istituzioni è Cristo che muore e risorge.
Caini del nostro tempo, i quali si sono arrogati di costituire un tribunale alternativo a quello della società civile, hanno ucciso l’ onorevole Francesco Fortugno, come il Cristo fu ucciso da uomini senza fede. Ebbene Gesù Cristo e Francesco Fortugno sono due fiaccole: la fiaccola della fede e la fiaccola della speranza, affinché possa essere illuminata la vita delle genti accecati dall’ egoismo e dal materialismo.

Dio non ha forse scelto i poveri? Voi invece avete disprezzato il povero!

Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Fratelli miei, non mescolate a favoritismi personali la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria.
Supponiamo che entri in una vostra adunanza qualcuno con un anello d'oro al dito, vestito splendidamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Se voi guardate a colui che è vestito splendidamente e gli dite: "Tu siediti qui comodamente", e al povero dite: "Tu mettiti in piedi lì", oppure: "Siediti qui ai piedi del mio sgabello", non fate in voi stessi preferenze e non siete giudici dai giudizi perversi?
Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri nel mondo per farli ricchi con la fede ed eredi del regno che ha promesso a quelli che lo amano?
Voi invece avete disprezzato il povero! Non sono forse i ricchi che vi tiranneggiano e vi trascinano davanti ai tribunali? Non sono essi che bestemmiano il bel nome che è stato invocato sopra di voi?
Certo se adempite il più importante dei comandamenti secondo la Scrittura: "Amerai il prossimo tuo come te stesso", fate bene; ma se fate distinzione di persone, commettete un peccato e siete accusati dalla legge come trasgressori.

DAL VANGELO SECONDO MARCO 8.27.33
Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli dicendo: "Chi dice la gente che io sia?". 28Ed essi gli risposero: "Giovanni il Battista, altri poi Elia e altri uno dei profeti". 29Ma egli replicò: "E voi chi dite che io sia?". Pietro gli rispose: "Tu sei il Cristo". 30E impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno.
31E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell'uomo doveva molto soffrire, ed essere riproverato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare. 32Gesù faceva questo discorso apertamente. Allora Pietro lo prese in disparte, e si mise a rimproverarlo. 33Ma egli, voltatosi e guardando i discepoli, rimproverò Pietro e gli disse: "Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini".

Queste letture che non sembrano adatte ad una commemorazione dei defunti, si sposano bene per testimoniare cio che ha rappresentato la vita terrena di Francesco Fortugno
La lettera di San Giacomo Apostolo è un monito a non fare preferenze e distinzioni in base al censo o alla carica pubblica rivestita, poiché se si cede a questo modo di fare e pensare si nega Dio, poiché egli ha preferito i poveri per arricchirli con la fede. Tanti politici nella loro opera favoriscono i più agiati o i più potenti, spesso le persone cambiano atteggiamento, a seconda, che la esteriorità di una persona emani ricchezza o meno. E’ questo un modo sbagliato di condurre la vita, poiché un comandamento di Dio è “Amerai il prossimo tuo come te stesso” : non metterlo in pratica significa andare contro i suoi insegnamenti. Francesco Fortugno aveva fatto di quel comandamento il principio fondamentale della sua vita, poiché indirizzava la sua attività verso i meno fortunati e i maggiormente bisognosi e mantenendo un animo umile e aperto, senza cedere alle adulazioni del potere e alle degenerazioni del suo esercizio.
La vita di Francesco Fortugno ha sempre seguito la via maestra del sacrificio e del lavoro per il perseguimento dei suoi obiettivi. Gesù insegnava ai suoi discepoli che "il Figlio dell’Uomo doveva molto soffrire ed essere rimproverato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare".
Il rimprovero di Pietro rappresenta la tentazione di abbandonare la via della fatica e della lotta per accedere alle scorciatoie possibili per Gesù figlio di Dio, ma questi lo scaccia, in quanto egli ragiona secondo gli uomini non secondo Dio.
Certamente Francesco Fortugno , molte volte, si sarà trovato di fronte alla tentazione di prendere i metodi e gli atteggiamenti dei “dritti”, dei furbi, ma ha saputo sempre resistere alla tentazione perché ragionando secondo Dio aveva ben presente i veri valori della vita, che non sono certo ciò che si può ottenere con facili scorciatoie.
Tutti noi nella vita di tutti i giorni se ragionassimo secondo Dio e praticassimo di più i sentimenti della pietà e generosità scopriremmo Dio in ono cosa e in ogni momento, purtroppo la mente umana è debole e si affanna a inseguire pseudo valori che con Dio non hanno niente a che fare.
E’ la fede l’ elemento che può rendere possibile il miracolo di vivere secondo Dio. Ed è la fede quella per la quale il fratello nella fede Francesco Fortugno si è unito con Il Cristo nel momento della fine dell’iter terreno della sua vita e ora è lassù nella mensa del Signore e qui nel mondo terreno nei cuori e nella mente dei suoi parenti e dei suoi amici, i quali potranno sempre vederlo al loro fianco se useranno gli occhi della fede.
Il buio del nostro tempo è grande e Francesco Fortugno ha rappresentata una grande luce nelle tenebre, noi uscendo dal tempio del Signore dovremmo cercare di essere delle luci anche piccole, di modo che uniti tutti assieme possiamo continuare per sempre la luce del grande uomo e fratello nella fede che è stato Francesco Fortugno.




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