11 febbraio, 2006

Nicholas Green





Nicholas era un bambino di sette anni che amava tanto la storia dell'Italia antica e le bellezze naturali del nostro Paese.

Partito dalla California con i genitori, Reginald e Margaret, e la sorellina Eleonor, visitò Firenze, Roma e Pompei.

La famiglia Green, mentre percorreva l'autostrada SA - RC, diretta in Sicilia, rimase vittima di un agguato a scopo di rapina. Era il 29 settembre 1994.

Il piccolo Nicholas rimase ferito gravemente e, ricoverato al centro neurochirurgico dell'ospedale di Messina, morì dopo pochi giorni. I genitori, pur angosciati da tanto dolore, ebbero la forza di donare gli organi del loro bambino nella speranza di salvare altre persone.

"Nostra figlia non ha ancora capito che Nicholas le mancherà... quando sarà grande le diremo che un pò di Nicholas vive ancora in Italia, in altri ragazzi come lui".
Affermò il padre Reginald.
L'agghiacciante assassinio di Nicholas Green sconvolse il nostro Paese.
La reazione dei genitori al male ricevuto si manifestò con un dolore composto, tutto interiore, scavato in fondo all'anima e con la decisione di donare gli organi del figlio, e ciò mandò in crisi il modo di pensare e di sentire degli Italiani.
La partecipazione del nostro Paese al tragico fatto accaduto alla famiglia Green, fu grande, perché ancora più grande si rivelò la distanza tra la posizione manifestata dai genitori di Nicholas e quella del nostro sentire.
Essi innanzi alla morte del figlio, mai pronunciarono un giudizio ispirato dal rancore, neanche nei confronti degli assassini (da tanti trovato legittimo), e nonostante tutto, vollero che qualcosa del figlio continuasse a vivere in Italia...
Questo si rivelò sorprendentemente provocatorio per noi, poichè veniva da un orizzonte culturale che non era il nostro, si espresse con un linguaggio e con dei gesti che non erano i nostri, e propose una posizione umana, nei confronti della vita e della morte, che, per quanto ci sforzissimo non capivamo, perchè non era la nostra e metteva in discussione il nostro modo di concepire la vita e la morte, con tutti i riti connessi anche alle "forme" del lutto, in cui lo sgomento e la paura, unite allo sdegno e all'esecrazione, rappresentano lo stato d'animo "normale" della nostra gente.
Oggi abbiamo il dovere di far si chè gli insegnamenti della famiglia Green non vadano dimenticati, sono tante le iniziative che da quell' efferato delitto sono nate, e sorta pure una fondazione e cercheremo di dare una puntuale informazione in merito.
Il satellite acceso sulla A3 aveva lo scopo essenziale di evitare che fatti come questi si potessero ripetere, a parte dare sicurezza e controllo agli automobilisti.
Riaccenderlo sarà come riaccendere la fiamma della vita di Nicholas, tragicamente spenta in terra di Calabria.

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