08 marzo, 2006

Votocrazia



Una malattia oscura pervade l’animo dei meridionali sin dalla nascita dello Stato italiano. Si chiama notabilato. Il termine fu coniato più di cento anni fa, per indicare il risvolto locale del trasformismo parlamentare. Il notabile – per esempio il geracese l’on. Scaglione o il sidernese l’on. Albanese – controllava, attraverso le sue amicizie e i favori che riusciva a fare, gli elettori.
Una volta in parlamento, si schierava con la compagine politica che stava al governo o che aspirava ad averlo, per ottenere a sua volta favori per i suoi elettori e per i comuni del suo collegio. Politica zero. Più chiaramente, era la vanità personale e familiare a diventare politica.
Infatti, agli eletti del popolo, di soldi del governo, a quel tempo, non ne arrivavano. Non esisteva ancora l’indennità parlamentare e la maggior parte degli onorevoli si sfasciava un patrimonio solamente “per vanità”, tale e quale il capotribù di Veblen, che ingrassa per far vedere che ha più cibo degli altri.
In termini di bilancio Sud/Nord, a quel tempo la Padana utilizzava le rimesse degli emigrati meridionali per industrializzarsi. Ai nostri avi lasciava il piacere e la consolazione di “appartenere” al partito di Mileto o a quello di Albanese; indubbiamente persone degnissime, ma iscritte nei ranghi d’Italia-una e indivisibile come graduati delle truppe di colore.
Qualcosa di peggio si è avuta dopo la caduta del fascismo, specialmente nel Sud. Il gioco è stato ancora una volta diretto da quella parte della Padana che aveva voluto e prodotto l’unità politica e che adesso si autoproclamava fortemente repubblicana, antifascista e resistenziale.
Le regioni forti – Toscana, Emilia, Lombardia, Liguria, Piemonte, più Trieste e il Friuli – hanno portato avanti i loro programmi particolari – o meglio i progetti della concentrazione capitalistica egemone – creando intorno a sé non solo una maggioranza parlamentare, ma anche un consenso ideologico, che al Sud altro non è se non retorica.
In questo gioco delle parti, alle partitiche e resistenziali code meridionali dei partiti nazionali è stato assegnato il compito di portare in parlamento uomini disciplinati e obbedienti alle direzioni nazionali; i quali uomini, sicuramente antifascisti, democrtico-resistenti e costituzional-repubblicani, per effetto di osmosi politica, diventavano i notabili politici di un dato collegio.
L’elettoralismo del partito padano ha generato al Sud una spirale politica perversa. Il sistema ricatta i migliori, mettendoli a gareggiare con mezze calzette dotate di un seguito clientelare. La cospicua indennità parlamentare fa il resto. Lo stesso strapotere mafioso galleggia su questo mare inquinato.
Per fortuna, su questo orizzonte pumbleo s’innalza festoso di patriottici inni l’italico tricolore del presidente Ciampi.
Chiedo scusa per questo mio fare il Grillo Parlante. Lo so, una cosa è dire, cosa ben diversa è mangiare. Prima vivere, e soltanto dopo pensare alle disquisizioni filosofiche. O no?
Comunque, adesso è tutto in ordine. Il nuovo governatore della Banca d’Italia ha studiato con Modigliani. E quale mai trincea migliore a difesa dal comunismo?


NICOLA ZITARA


Eleaml-FORA!rivista elettronica diretta da Nicola Zitara

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