22 aprile, 2006

La leggenda di Pietra Cappa (secondo post)

ABBIAMO TROVATO UNA VERSIONE PIU' ARTICOLATA DELLA LEGGENDA DI PIETRA CAPPA.
lA PUBBLICHIAMO SPERANDO DI FAR COSA GRADITA A CHI L' 'AVEVA APPREZZATA NEL PRECEDENTE POST.


Cristo e gli apostoli si trovarono a passare per una contrada ai piedi dell'Aspromonte, e siccome avevano fame, cercarono qualcosa da mettere sotto i denti; ma non trovarono nulla e, allora, Cristo disse: «Faremo un po' di penitenza. Ognuno prenda una pietra e incamminiamoci verso la montagna». Così gli apostoli si caricarono tutti d'una pietra abbastanza gravosa; solo san Pietro, che da buon ex pescatore ogni tanto faceva il furbo, raccolse un ciottolo. Dopo qualche ora di faticoso ancare, Cristo disse che era ora di riposarsi e, facendo il segno della croce, trasformò in pane le pietre trasportate dagli apostoli per penitenza; conclusione: san Pietro si ritrovò fra le mani un tappo di pane bastante si e no per un solo boccone; ma egli, spilluzzicandolo a briciola per farlo durare di più, fece finta di nulla e pensò fra sé: «La prossima volta mi gravo d'un macigno». Cristo gli lesse nel pensiero e volle dargli una lezione, che ogni tanto ci voleva: al momento di riprendere il cammino, invitò di nuovo gli apostoli a fare penitenza caricandosi d'un'altra pietra. San Pietro scelse la più grossa che trovò nei paraggi e se la caricò sulle spalle. Arrivati in alta montagna, ad una radura ai margini d'un bosco, Cristo fece segno di fermarsi. Con un sospiro di sollievo san Pietro si liberò del macigno e attese il miracolo del Signore, che, invece, si limitò a fissarlo con un sorrisetto. Dopo un po' san Pietro non ce la fece più a trattenersi e sbuffò: «Io la pietra l'ho portata». «Ora ti ci siedi sopra e ti riposi.» gli ribattè Cristo. Cosi, d'istinto, la prima reazione del santo fu di rabbia e illividì; poi capì d'avere sbagliato e pieno di vergogna disse: «Maestro, avete fatto bene a punirmi e, perciò, vi chiedo una grazia; vorrei che a ricordo eterno della mia malizia questo masso rimanesse per sempre qui dove ora è». Cristo acconsentì. San Pietro sfiorò appena il masso e questo, lievitando come un immenso pane, si gonfiò e si fece cosi grande da ricoprire un buon ettaro di terreno, ciclopico monumento al principio secondo cui la malizia è farina del diavolo. Passò del tempo, Cristo fu arrestato e condotto davanti a Kaifas, il gran sacerdote, che gli chiese: «Sei tu il vero figlio di Dio?», E Cristo: «Tu l'hai detto!». Un sergente della guardia, ritenendo quella risposta irriguardosa, s'avvicinò al Signore e gli mollò uno schiaffo. San Pietro, presente all'interrogatorio, fremette di rabbia e si legò il gesto sacrilego al dito, sapendo bene che il Padreterno non paga mai di sabato. Altro tempo passò da allora e davanti a san Pietro, nel frattempo diventato custode del Paradiso, finì per presentarsi il sergente, che, alla precisa accusa del santo, si confessò pentito mille e una volta dello schiaffo, ma non ci fu verso; san Pietro lo agguantò per un orecchio, in volo lo trascinò sull'Aspromonte, toccò l'enorme macigno spalancando un accesso su un antro scavato nella viva roccia, vi cacciò dentro i sergente e disse: «Fino al giorno del giudizio correrai avanti e indietro in questo stanzone dando schiaffi alle pareti, così ti ricorderai per sempre di quello dato al Signore»; quindi rinserrò la porta di pietra e ritornò in cielo. Da allora il malvagio sergente corre su e giù per lo stanzone roccioso e
molla violenti schiaffi alle pareti, urlando di dolore, come può testimoniare chiunque in un giorno di vento si trovi a passare nelle vicinanze di Pietra Cappa - così è chiamato il macigno - e dal suo interno sente distintamente levarsi forti schiocchi accompagnati da grida cupe, lancinanti.

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