01 maggio, 2006

REGIONE CALABRIA - PARENTOPOLI


Una delle vicende più squallide della tristissima storia redente della Regione Calabria intesa come istituzione è senza dubbio la cosiddetta "Parentopoli, la quale ha riguardato 20oposti sotto esame"Parentopoli" alla regione Calabria le assunzioni di centinaia di ex Co.co.co avvenute per chiamata diretta in base ad un unico requisito: essere un familiare, parente o amico di uno dei 50 eletti nel Consiglio regionale.
Insomma un verminaio di clientele
La "parentopoli" calabrese nasce nel 2002 quando l'allora giunta di "centro-destra" guidata dal forzista Giuseppe Chiaravalloti approvò una legge, la numero 25, meglio nota come la "legge dei parenti" con la quale furono assunti negli uffici regionali, nei consigli di amministrazione o negli organi equiparati degli Enti pubblici, delle Asl o nelle società di diritto pubblico o privato controllate o partecipate dalla Regione centinaia di persone in gran parte familiari, parenti, amici e amici degli amici di assessori e consiglieri con incarichi di portaborse, assistenti, responsabili tecnici, autisti, uscieri, ecc.Il 27 maggio scorso la nuova maggioranza di "centro-sinistra", alla guida della Regione Calabria dopo la vittoria delle elezioni del 3 e 4 aprile scorsi, invece di battere il clientelismo e moralizzare il palazzo della Regione come promesso in campagna elettorale, ha votato una delibera, la numero 6, la cosiddetta "legge di spoils system" come la chiama Loiero, con cui sono state azzerate tutte le nomine della vecchia amministrazione regionale e, al posto dei parenti e amici di Chiaravalloti e del "centro-destra" ha dato il via libera all'assunzione "fiduciaria" di altre centinaia di familiari, parenti, amici e amici degli amici di Loiero e del "centro-sinistra". Si tratta di una media di circa 6 nomine per ogni consigliere che moltiplicata per i 30 eletti del "centro-sinistra" si arriva a circa 180 "nuove assunzioni".La legge prevede infatti che ognuno dei 50 consiglieri eletti, assessori, presidente e vicepresidente del Consiglio regionale ha "diritto" ad avere uno staff composto da un minimo di 4 fino a 7 persone. Lo stipendio va da un minimo di 2.800,28 a un massimo di 5.856,61 euro lordi che moltiplicati per le oltre 200 assunzioni parentali su cui sta indagando la magistratura catanzarese costituisce un altro autentico furto dalle tasche delle masse calabresi costrette a pagare fior di stipendi non solo a Loiero e a tutti gli eletti nel Consiglio regionale ma anche ai loro familiari, parenti, amici e amici degli amici.Altro che "moralizzazione delle scelte, mutamento radicale di indirizzo, azioni di bonifica sociale e culturale"; altro che "lavorare per una Calabria diversa, dove si affermino regole e non privilegi" di cui ciancia il neogovernatore democristiano della Calabria Agazio Loiero in un fondo su "l'Unità" dell'1 novembre; lo scandalo delle assunzioni dirette operate da assessori e consiglieri regionali a favore di familiari, parenti, amici e amici degli amici conferma che, al pari della precedente maggioranza di "centro-destra", anche le forze parlamentari del "centro-sinistra" che hanno vinto le elezioni, hanno trasformato il Consiglio e la Giunta regionale calabrese in una grande "famiglia".

fonte http://www.pmli.it/parentopolicalabrese.htm

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