23 maggio, 2006

I MINISTRI BLOGGER

La "blog-mania", l'utilizzo di una rubrica sul web come mezzo di comunicazione, ha contagiato anche i politici. Il nuovo governo conta infatti ben 5 ministri blogger: Paolo Gentiloni, Linda Lanzillotta, Antonio Di Pietro, Alfonso Pecoraro Scanio e Rosy Bindi. Attraverso il blog i politici sono in contatto con gli elettori on-line, con i quali possono discutere dei propri programmi, lasciandosi conoscere più a fondo.
Gentiloni, neo-ministro per le Comunicazioni, gestisce un blog dal maggio del 2005 e in un recente post ha sottolineato l'utilità del mezzo informatico per la rappresentanza politica: " In questi dodici mesi- ha scritto- il blog mi ha consentito di conversare con centinaia di migliaia di persone e di ricevere migliaia di commenti ai post. Privilegio raro per un politico".
Nel blog di Antonio Di Pietro, ministro per le Infrastrutture, vengono riportate le interviste e c'è spazio per i commenti ai suoi articoli più recenti nonchè discussioni e documenti sull'era di Tangentopoli.
Il sito del ministro agli Affari Regionali Linda Lanzillotta propone anche un sondaggio per dare un giudizio alla nuova formazione di governo. In uno dei post più recenti il ministro si scusa per aver trascurato il blog dopo le elezioni. Tra i link anche il sito di Beppe Grillo.
Sono invece blogger meno assidui il ministro per l'ambiente Pecoraro Scanio e il ministro per la Famiglia Rosy Bindi, che aggiornano il sito piuttosto raramente. Aldilà delle abitudini dei singoli politici, è evidente la tendenza all'utilizzo del mezzo informatico per accorciare le distanze tra le istituzioni e i cittadini. Il controllo degli elettori sui propri rappresentanti potrà essere in questo modo più costante?

AUSPICHIAMO CHE TANTI PARLAMENTARI UTILIZZINO SEMPRE DI PIU' LO STRUMENTO DEI BLOG. IN UNA EPOCA DELLA COMUNICAZIONE TOTALE UNA NEFASTA LEGGE ELETTORALE CI HA IMPOSTO UNA SCHIERA DI "PARLAMENTARI SILENTI". GENTE IMPOSTA DAGLI ORGANI DI PARTITO E CHE, MOLTE VOLTE, NEMMENO SI CONOSCE. I BLOG DAREBBERO LORO MODO DI FAR CONOSCERE LE LORO IDEE E A COLORO I QUALI SONO STATO ESPROPRIATI DEL DIRITTO DI SCELTA DELLE PERSONE DA INVIARE AL PARLAMENTO, PERMETTEREBBERO DI VALUTARE IL LORO VALORE, IL LORO CONTENUTO, LA LORO SOSTANZA.

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