05 maggio, 2006

LA 26° PANZER DIVISION




Nonostante i preparativi fatti perché la 26. PD partisse per combattere contro i sovietici, a fine giugno l'OKH comunicò al comando divisionale una nuova destinazione: l'Italia; il trasferimento iniziò subito, accelerato a partire dal l0 luglio alla notizia che gli Alleati erano sbarcati in Sicilia. I genieri furono impegnati per alcune settimane nell'imbarco e nello scarico dei materiali da 88 convogli ferroviari, l'ultimo dei quali lasciò Amiens il 2 agosto. Posizionata il 16 luglio nella vasta zona tra Napoli, Potenza, Pontecagnano ed Eboli con il LXXVI Panzerkorps del Generalleutnant Herr (General der Panzertruppe dal l° settembre), la divisione venne quasi subito spostata a Salerno, Sapri, Sibari e Metaponto. Per pochi giorni le fu aggregato il Pz.Abt. 129 della 29. Panzergrenadzer-Division, dotato di 42 StuG III e 3 Panzer III comando. La 26. Pz.Div. discese la penisola divisa in due lunghe colonne, che in alcune occasioni furono attaccate da aerei e costrette a cambiare le zone di raduno. Le mancavano alcune unità: il pz.Jg.Abt. 93 (che venne equipaggiato in Germania con cacciacarri pesanti Nashorn e non tornò più alla divisione), il I./pz.Rgt. 266 (dotato nel novembre 1943 di 71 Panther e destinato al fronte orientale), la I./Pz.Pi.Btl. 93 (compagnia rimasta di guardia del Brennero e di altri valichi e strade del Trentino, inizialmente insieme alla 5. e 6. Kompanie del pz.Rgt. 26 e al II./pz.Gr.Rgt. 67) e la 8. Panzer-Kompanie (dal 24 luglio aggregata alla 16. Panzer-Division a Eboli). La massa della divisione, senza carri armati, fu impiegata nella protezione di Bari e Foggia (dove una compagnia del servzi arrivò a bordo di aerei) e nella difesa antisbarco del golfo di Taranto. Il Kampfgruppe Ziegler (PAA 26 più la I. Kompanie del Pz.Abt. 129 con 10 StuG III) dal 26 luglio prese posizione in Calabria, a est di Palmi, rinforzato dal 6 agosto da altri reparti, sempre sotto il comando del LXXVI. Panzerkorps; il pz.Gr.Rgt. 9 si sistemò tra Catanzaro e Nicastro, il Pz.Aufkl.Abt. 26 raggiunse Castrovillari (Cosenza) e Maratea (Potenza). Parte dei mezzi blindati leggeri venne trattenuta in Campania a causa dell'impraticabilità di molte strade; il KG vonBirmarck si trovava tra Eboli e Salerno. Nell'He.Flak Abt. 3°4 arrivarono dodici semicingolati Sd.Kf. 9 da 18 tonnellate blindati e armati con cannoni contraerei Flak 37 da 88 mm (gli unici semoventi di questo tipo prodotti), inviati per sperimentazione in Italia e distribuiti alle prime due batterie del reparto. Nel Meridione con la divisione risultavano inoltre impegnati 276 mezzi blindati, 540 motociclette, 460 autovetture e 770 autocarri, 55 semicingolati leggeri, 4 di tipo Maultier e 8 medi/pesanti, 12 cannoni controcarri da 75 mm, 11 semoventi Bison, 12 Wespe, 5 Hummel, 16 pezzi trainati, 3 Bef.Pz. III e 9 Pz.Beob.Wg. (carri osservatorio per l'artiglieria); il personale presente in zona assommava a 9.500 uomini. Il 17 agosto era terminata la battaglia per la Sicilia, con i tedeschi che erano riusciti a evacuare dall'isola la maggior parte dei propri uomini e materiali grazie al successo dell'audace operazione Lehrgang. Le incursioni della potente aviazione angloamericana aumentarono in numero e in efficacia. Il 3 settembre avvenne il superamento dello stretto di Messina da parte degli Alleati, che sbarcarono nella parte meridionale della Calabria senza trovare opposizione. Quattro giorni più tardi si svolse il primo scontro a fuoco con elementi della 26. Panzer-Division, la cui missione consisteva nell'ostacolare al massimo il nemico senza impegnarsi in grossi combattimenti, sfruttando essenzialmente imboscate, mine e demolizioni; dal 6 settembre era stato aggregato il Kampfgruppe Kriiger della 29. Panzergrenadier-Division. All'approssimarsi del nemico, unità e mezzi di vario genere vennero riuniti e utilizzati per costituire una forte retroguardia. Lasciati Rosarno e Vibo Valentia, reparti della 26. PD contrastarono l'8 settembre uno sbarco a Pizzo; il giorno dopo, l'abbandono di alcune postazioni da parte dei militari italiani, confusi dall'improvvisa proclamazione dell'armistizio, costrinse la divisione a ripiegare, anche se la tempora- nea mancanza di carburante causò alcuni ritardi. Dall'8 agosto a nord di Roma era stato formato il Kamp/gruppe Oberst (colonnello) Busing, composto dal comando del Panzer-Regiment26 con le compa- gnie 5, 6, 7, dal III./Pz.Art.Rgt. 93 e dal II./Pz.Gr.Rgt. 67, per un totale di 2.200 uomini, tutti i Pz.Kpfw. III e IV (quelli con cannone da 75 lungo erano saliti a 60) a eccezione dell'organico della 8. Kompanie, 8 obici da 15cm, 4 cannoni da 10cm, altri 12 pezzi di artiglieria e 20 armi da 2cm; il gruppo fu aggregato alla 3. Pz.Gr.Div.9 dell'XI. Fliegerkorps, in posizione tra Bolsena, Viterbo e Bracciano al comando del GeneralleutnantStudent, e dall'8 settembre partecipò ai combattimenti nell'alto Lazio contro reparti italiani. Il 9 i Panzergrenadiere, che avanzavano in testa lungo la Via Cassia, sostennero alcuni scontri a fuoco nella zona di Monterosi (ove persero un obice pesante ed ebbero tre mezzi corazzati danneggiati) e raggiunsero poi Cesano; le compagnie corazzate 5 e 6 arrivarono a Roma da est e da nord e si posero a guardia dei ponti sul Tevere. Contemporaneamente la 2. Fallschirmjager-Division (divisione paracadutisti) attaccava la capitale da sud e da ovest. Grazie a un'azione rapida e decisa, entro il giorno 12 una vastissima area finì sotto controllo dei tedeschi, i quali, a prezzo di poche perdite, catturarono un'ingente quantità di uomini, mezzi, equipaggiamenti e rifornimenti italiani. Alla notizia dello sbarco alleato a Salerno del 9 settembre, un gruppo mobile comprendente il battaglione esplorante partì dalla Calabria settentrionale e fu inviato in appoggio alla 16. Pz.Div., con la quale già operava, a nord-ovest di Persano, la 8. Panzer-Kompanie; una colonna in movimento del II./Pz.Gr.Rgt. 9 subì gravi perdite per un attacco di JaBo (JagdBomber, cacciabombardieri). Già 1'11 settembre i reparti arrivati in zona parteciparono a durissimi combattimenti contro gli inglesi a Pontecagnano e all'aeroporto di Montecorvino; il PAA 26 si unì a elementi della 29. Pz.Gr.Div. a Postiglione. Il 13 i Panzergrenadiere del Il./9. arrivarono di rinforzo da Contursi, Campagna ed Eboli e intervennero a Ponte Sele e Persano; il 14 giunsero i reparti impiegati a Roma, esclusi i carri (posti di riserva a Doganella e Sermoneta, a sud-est di Velletri), dopo una lunga marcia via Terracina, Capua e Avellino, andando a rinforzare la Divisione Hermann Goring a nord-ovest di Salerno. Lo stesso giorno, 9 dei 14 Panzer IV della 8. Kompanie che tentavano di raggiungere le spiagge di sbarco appoggiati dal Il./9. vennero distrutti dai bazooka e dai cannoni avversari; fu poi la volta dei carri e dei semoventi americani ad avere la peggio. Gli attacchi condotti ripetutamente dai tedeschi portarono a successi tattici e a riconquiste di territorio, ma anche a pesanti perdite a causa del tiro delle artiglierie navali e campali avversarie. Alcune compagnie e batterie della 26. Pz.Div. operarono con la 16. Pz.Div.; il PAA 26 fornì appoggio alla 29. Pz. Gr. Div. Il 16, in ritardo di un giorno rispetto alla data preventivata, un Kampfgruppe composto dal Fallschirmjager-Regiment (reggimento paracadutisti) 4 della 1. Fallschirmjager-Division, dal Il/Panzergrenadier-Regiment 9, dalla 7. Kompanie del Panzer-Regiment 26 e dal PAA 129 avanzò da sud per cercare di collegarsi alla divisione Hermann Goring che stava procedendo da nord e chiudere il nemico in una sacca, ma l'operazione fallì a causa delle perdite troppo elevate. I vari gruppi della 26. PD, dopo un ultimo attacco portato a nord del fiume Sele, dal giorno 17 si sganciarono, lasciando alcune compagnie alla Hermann Goring come retroguardia e per fungere da perno alla complessa manovra di arretramento dell'intera l0. Armee. Il Pz. Gr. Rgt. 67 si occupò della strada tra Salerno e Avellino, il pz.Gr.Rgt. 9 di quella da Battipaglia a Montemarano. La battaglia di Salerno era costata alla divisione 90 morti, 320 feriti e 22 dispersi. I comandi tedeschi elaborarono una ritirata su più linee, ognuna delle quali doveva resistere il più possibile e logorare le superiori forze nemiche; quando il mantenimento delle posizioni diventava troppo rischioso, la massa delle truppe si spostava sulla linea successiva, nel frattempo preparata dai pionieri, mentre reparti scelti dovevano restare di retroguardia. La 26. Panzer-Division, raggiunta dai reparti che avevano operato in Calabria e contribuito a rallentare con la 29. Pz.Gr.Div. l'avanzata dell'8th Army, transitò da Contursi, Nusco, Tufo, Benevento, Telese; il Panzer-Regiment si distribuì tra Anzio, Aprilia e Cisterna come presidio antisbarco.
Roberto

2 commenti:

Giuseppe ha detto...

Mi congratulo per la sua conoscenza delle vicende militari relative alla seconda guerra mondiale in Calabria. Sono l'autore di Operazione Baytown ? Che ne pensa ? Mi scriva sarò lieto di confrontarmi con lei anche perché sto curando la ristampa del volume (esaurito). Cordialmente Giuseppe Marcianò- via Filippini 12 - 89125 reggio calabria E Lei dove abita ?

Anonimo ha detto...

belle de3scxrizione, sto effettuando ricerche sullo sbarco a salerno e mi sevirebbe dettagliato resoconto attività 26ma pzd. come posso fare? a chi rivolgermi?
gennero.