27 agosto, 2006

EBREI IN CALABRIA


mosaico della sinagoga sita in Bova marina (Rc)












Sembra più che probabile che nuclei di ebrei si trovassero nelle città costiere del Bruzio fin dai tempi dell’antichità classica. I luoghi del commercio – Reggio, Locri, Crotone, Squillace – non potevano restare fuori dal circuito percorso dall’attività dei levantini, i quali si muovevano in tutto il Mediterraneo. Ed è proprio agli Ebrei che si deve l’introduzione del Vangelo nelle città costiere del Bruzio, toccate per motivi economici.
Reggio per la sua posizione e il suo ruolo di porto di transito ed emporio commerciale aveva l’aspetto di una città cosmopolita. Dovettero essere proprio gli elementi asiatici, mischiati alla popolazione indigena, a costituire l’anello di congiunzione con i nuovi apostoli della fede cristiana.
Non sarebbe neanche del tutto improbabile ricollegare con la presenza degli Ebrei in Reggio la leggenda dell’origine stessa della città, che gli storici calabresi non hanno alcun dubbio ad attribuire ad Aschenez, nipote o pronipote di Noè.
Si pensa che gli Ebrei siano giunti in gran numero nel Bruzio dopo la caduta di Gerusalemme nel 70. Ma, in questo caso, si tratterebbe di un nuovo afflusso, perché essi vi erano già da tempo, secondo la testimonianza di Strabone, il quale afferma che ai suoi tempi non vi era luogo sulla terra abitata nel quale gli Ebrei non si fossero stabiliti.
Sulla loro presenza a Reggio, anteriormente al secolo XI, si ha qualche testimonianza in rare iscrizioni ebraiche e in alcune greche e latine, nelle quali affiorano nomi di personaggi di provenienza levantina: siriani, rodii, istraeliti e, perfino, samaritani. Ma notizie più particolareggiate sulla presenza degli Ebrei in Calabria, in modo particolare a Bisignano e Rossano, è possibile trovarle nella Vita di S. Nilo.
A Cosenza doveva esserci, fin dall’antichità, un considerevole numero di Ebrei, che vi avevano il proprio quartiere, la Giudeca o Iudaica, la quale fu posta sotto la giurisdizione dell’arcivescovo nel 1903. A S. Severina esisteva il quartiere della “Iudea”, contiguo a quello antichissimo della “Grecia”. Ciò fa supporre che gli Ebrei vi fossero pervenuti fin dai tempi bizantini. Tuttavia una massiccia migrazione verso la Calabria si ebbe con l’avvento degli svevi nella regione, per il trattamento di favore accordato agli ebrei prima da Enrico IV e poi da Federico II, per incrementare le industrie della seta, della tintoria, del cotone, della canna da zucchero e della carta. E ciò non perché essi lavorassero in quelle industrie, ma perché ne intensificassero la produzione, contribuendo così al progresso dell’economia locale, attraverso il prestito di capitali.
Essi praticavano tassi molto elevati e il sovrano Federico II, che pure aveva voluto che gli Ebrei si differenziassero dai Cristiani attraverso gli abiti indossati, ben si guardò di mitigare l’usura, giustificandola come una professione non contraria ai sacri canoni.

La Taxatio o Cedula subventionis del 1276 offre una documentazione attendibile che permette di stabilire che, in quell’epoca, comunità ebraiche erano presenti nella maggior parte delle località calabresi, grandi e piccole.
Gli Ebrei, riuniti nel proprio Ghetto o Iudeca, si reggevano con ordinamenti propri, secondo le proprie tradizioni. Costituivano, dunque, una comunità a parte, regolata da leggi differenti da quelle osservate dai Cristiani, quali, per esempio, l’osservanza del sabato e la celebrazione della Pasqua. Per gli atti di culto avevano la loro sinagoga e per l’istruzione la propria scuola, che, spesso, coincideva con la sinagoga stessa.
A Reggio la sinagoga era situata in una zona abitata da Cristiani e la promiscuità dava origine a non pochi inconvenienti. I Cristiani lamentavano le interferenze del rito ebraico durante lo svolgimento delle loro funzioni e, perciò, chiedevano che i Giudei distruggessero la sinagoga e ne costruissero un’altra nel proprio quartiere. Di fronte a questa situazione il governo angioino cercò di non scontentare né i Cristiani, né gli Ebrei. Fu dato ordine che, se le cose stavano come riferite dai cristiani, se, cioè, la sinagoga si trovava troppo vicino al loro quartiere, questa doveva essere demolita e gli Ebrei compensati in modo equo. Se, poi, i Cristiani non ne volevano la distruzione, ma preferivano utilizzare l’edificio, esso poteva essere loro concesso ad un prezzo congruo. E, in ogni caso, agli Ebrei era consentito di costruire una nuova sinagoga nella loro zona.
L’attività degli Ebrei si svolgeva soprattutto in campo economico e commerciale. A Reggio essi avevano nelle loro mani l’industria della seta e della tintoria. Gli Ebrei applicavano il metodo di tingere i tessuti con l’indaco e i prodotti pregiati venivano esposti e venduti non solo nelle principali fiere del Regno, ma anche nel resto d’Italia, in Francia, Spagna e nell’Africa mediterranea.
Era proprio per l’impulso dato all’economia che gli Ebrei non erano solo tollerati, ma anche favoriti. La stessa benevolenza goduta a Reggio, fu ad essi assicurata anche a Catanzaro e nelle altre città della Calabria.
Se il contributo all’incremento dell’industria e del commercio, soprattutto nel secolo XV, fu sensibile, essi non mancarono di distinguersi neanche in campo culturale. A Reggio fu impiantata una tipografia, la seconda nel Regno di Napoli, fin dal 1475, da Abraham ben Garton, che, in quell’anno, vi stampò il Pentateuco in ebraico, prima stampa di un libro in caratteri israelitici non solo in Italia, ma in tutto il mondo. E tre anni dopo un altro ebreo, Salomone di Manfredonia, impiantava una tipografia a Cosenza.
Intanto, per ovviare alla piaga dell’usura, i maggiori responsabili della quale erano considerati proprio gli Ebrei, nacquero, nel secolo XV, i Monti di pietà, che si proponevano di prestare denaro ad un tasso molto esiguo o dietro consegna di un pegno.
Di questa istituzione si fecero propagatori i Francescani, particolarmente il Beato Bernardino da Feltre. Ne furono fondati anche in Calabria, ma nel secolo XVI, quando ormai gli Ebrei non vi erano più.
La convivenza tra gli Ebrei e i Cristiani, tuttavia, non fu sempre pacifica. Nel 1264 gli Ebrei di Castrovillari uccisero il B. Pietro da S. Andrea, fondatore e propagatore del francescanesimo in Calabria. Altre volte furono i Cristiani ad infierire sugli Ebrei, accusati di pratiche malefiche, nefandezze ed altri misfatti. Così, nel 1422, essi furono additati come colpevoli di avvelenare le acque delle fontane di Montalto e dei paesi vicini.
Gli Angioini non furono teneri verso gli Ebrei, ma non si può neanche dire che furono dei persecutori; si adoperarono per la loro conversione alla fede cattolica, favorendo in ogni modo chi operava questa scelta. Nel Parlamento, tenuto a S. Martino della piana il 30 maggio 1283, si decretò che agli Ebrei non fossero imposti dei gravami oltre a quelli esistenti. Con l’editto del 1 maggio 1294 si concedevano particolari facilitazioni a chi di loro si fosse convertito alla fede cristiana. Viceversa il 4 aprile del 1307 veniva confermata la disposizione di Federico II, poi e riesumata da Carlo I d’Angiò, per cui essi dovevano differenziarsi dai cristiani nelle vesti.

Dopo la pace di Caltabellotta (1302) alla città di Reggio furono concessi dagli Angioini diversi privilegi di cui usufruirono anche gli Ebrei che vi risiedevano. Tra gli altri vantaggi si ricorda la fiera franca del 15 agosto, che, accordata da Luigi e Giovanna d’Angiò nel 1375, faceva confluire nella città molti mercanti pisani, lucchesi e napoletani, per l’acquisto della seta e di altre mercanzie, di cui gli Ebrei avevano il monopolio. Nel 1417 l’Università di Catanzaro appoggiò la richiesta da essi rivolta al governo di essere dispensati dal portare il segno distintivo, l’esonero dal pagamento della “gabella della tintoria”, nonché l’assicurazione di non essere molestati né dagli ufficiali regi, né dagli inquisitori ecclesiastici. Poco dopo gli Ebrei ottenevano di formare una comunità unica con i Cristiani, senza alcuna discriminazione nei loro riguardi.
Il re Alfonso il Magnanimo, negli anni 1444-1445, fece varie concessioni alle comunità ebraiche di Cirò, Crotone, Taverna ed altre città; nel 1447 concesse agli Ebrei di Tropea la parificazione tributaria ai Cristiani.
Anche gli Ebrei di Castrovillari raggiunsero una pacifica convivenza con la popolazione locale. Quando essi lasciarono la città, nel 1512, fecero cessione della loro Scuola all’Università. A Montalto la sinagoga fu soppressa nel 1497 e le rendite furono destinate alla chiesa matrice, mentre la Scuola fu lasciata all’Università, che la trasformò nella Cappella della Madonna delle Grazie.
La giurisdizione civile e criminale sugli Ebrei, dai Normanni e dagli Svevi, fu concessa ai vescovi.
Nel 1093, la Giudaica di Cosenza fu sottoposta dal Duca Ruggero Borsa alla giurisdizione dell’arcivescovo, al quale gli Ebrei dovevano pagare le decime. Più tardi il re Guglielmo I trasferì alla Curia cosentina alcuni diritti sugli Ebrei, e Federico II, nel marzo 1212, concesse all’arcivescovo Luca non solo le decime ma, anche, la Scuola ebraica.
Il papa Bonifacio IX, il 26 giugno 1403, dietro richiesta degli Ebrei di Calabria, esortò i vescovi a difenderli dalle vessazioni degli inquisitori. Ma la giurisdizione vescovile a poco a poco venne meno per le manomissioni dei baroni e delle Università, che la pretendevano.
Il provvedimento non migliorò la situazione degli Ebrei, i quali furono angariati dagli ufficiali civili non meno che da quelli ecclesiastici. Di ciò gli Ebrei siciliani, trasferitisi a Reggio, si lamentarono con il re nel 1494; motivo per il quale il sovrano decise di restituire la giurisdizione della Giudeca all’arcivescovo.
Ma a mettere la parola fine alle dispute relative alle competenze, intervenne la cacciata degli Ebrei dal Regno, nel 1510. E’ necessario notare, infatti, che alla tolleranza della Chiesa nei loro confronti, si oppose l’atteggiamento antitetico dei sovrani spagnoli. Essi, scacciando gli Ebrei da Regno, non solo commisero un atto di xenofobia, ma assestarono un colpo fatale all’economia dell’Italia meridionale, in generale, e della Calabria, in particolare.

fonte:
Ecclesia web 2000

1 commento:

silvauro ha detto...

Abrahamowicz (negazionista, ebreo, lefevriano) provoca le reazioni dell' "Abramo ... israeliano" ...: due triangoli opposti sulla "comune bandiera". Ma, anche Joseph Ratzinger ebbe gli onori del suono dello shofar, alla sua elezione …. E, che dire dei cognomi del vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Mueller e del cardinale Walter Kasper, “attori” in questo “copione”?
Con il B'nai Brith, l'ADL, le leggi contro la libera ricerca della verità (divieto del dubbio) e, lo stesso negazionismo, inventato dagli ashkenaziti per giustificarne il divieto; lo stemma a 6 punte controlla e domina, la politica mondiale, la religione mondiale, l'economia e la salute mondiale (banche, case armaceutiche, premi Nobel, oro, diamanti, ecc.).
Con il dominio assoluto della stella di David sul terzo settore (religione): = 666.
Si tratta di una bestia piena di contraddizioni e "bestemmie" (lo stesso Hitler e quasi tutti i nazisti erano “ashkenaziti”, nemici dei “sefarditi”) che, insieme all'altra bestia ... (USA), condizionano l'informazione, il mondo politico, economico e religioso (tutto si può criticare, meno la stella di David). … "nessuno può comprare o vendere senza le loro regole (banche, carte di credito, ecc.) Apocalisse cap. 13.
Sarebbe troppo lungo spiegarlo, ma è ampiamente dimostrato anche nei minimi particolari; per esempio, molto prima di S. Giovanni, Salomone incassava 666 talenti di oro (I Re, 10,14. 2 Cron. 9:13) ..., sembra che il 6 nella bandiera, il 6 dei milioni dell'olocausto ed il 666, sia il codice segreto scritto sulla fronte e sulle mani ... di chi vuole fare affari con la bestia.
L'espressione: "chi è simile alla bestia, ... chi potrà guerreggiare contro di essa?", è ormai popolare quando si parla degli USA e di Israele, esattamente come profetizzava S. Giovanni.
La bestia controlla e ricatta gli stati, i governi, delle nazioni del mondo: FMI (Fondo Monetario Internazionale), OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ecc.!
Se non ci sono guerre, essa le produce, se non vi sono malattie, essa le “fabbrica”, per esempio con i vaccini, farmaci, agricoltura chimica, ecc., vedi anche Terrosimo Mediatico; genera le guerre per portare la "pace" (come fottere per la verginità), che determina solo per poter costituire altri profitti, dopo che ha distrutto…...con le bombe le nazioni..... per il "Nuovo Ordine Mondiale Ebraico" (N.O.M.E. / NOMEN OMEN: Apocalisse 13, 18).
Si pensi ai controllori di “Echelon”, il sistema di spionaggio elettronico a mezzo dei satelliti, che controlla e registra OGNI tipo di messaggio inviato e ricevuto a mezzo, telefono, fax, e.mail, internet e non controllano solo quello, ma anche gli esecutori ed i gestori di tutto il TOP SECRET (la Vera informazione) mondiale.....