31 agosto, 2006

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VOLEVO SEGNALARE UN LIBRO BELLISSIMO CHE TESTIMONIA CIO' CHE ERA L 'EMIGRAZIONE PER CHI LA VIVEVA IN PRIMA PERSONA. HO SEMPRE PENSATO CON PARTECIPAZIONE A CHI PER I CASI DELLA VITA DOVEVA SRADICARSI DALLA SUA TERRA, DALLE SUE RADICI PER CERCARE NEL MONDO LA STRADA PER UN FUTURO MIGLIORE.
lA RISOLUZIONE DEL PROBLEMA PRIMARIO DI PORTARE A CASA IL PANE NON HA MAI POTUTO RIEMPIRE IL VUOTO, LO STRUGGIMENTO DI TANTE ANIME CHE LASCIAVANO IL PROPRIO AMBIENTE PER ANDARE A FARE IL NUMERO IN GIRO PER IL MONDO.
lA NATURALE EVOLUZIONE DI QUESTE PERSONE E' STATA DEVIATA AD UN CERTO PUNTO DA EVENTI CHE SOVRASTAVANO LE VOLONTA' DEI SINGOLI.
MI SEMBRA DOVEROSO RICORDARE LE LORO VICENDE, E RIVOLGERE LORO UN PENSIERO CON UMANA PARTECIPAZIONE

--[...] Quando al mattino mio padre e mia madre si svegliarono, rabbrividirono dal freddo e la maglia della bambina che mio padre aveva appeso ad asciugare la sera precedente, era ancora bagnata. Così mio padre dovette avvolgere mia sorella in una coperta.
--Che razza di America era questa, pensavo, quando sentivo quello che mia madre diceva nella lettera. Ma l’America era una realtà o era solo un sogno? Era oro o merda di cavallo? Era forse un miraggio, un accecante trucco che la luce del sole giocava alla mia mente?

--[...] Non conoscevo mio padre. Non ricordavo la sua faccia.
--C’era una fotografia di un uomo sopra il nostro armadio accanto al letto. Mia zia diceva che era mio padre ma io non le credevo. Nessun uomo vestito con un abito di lana così bello, migliore di quello del padre di Maria Pia, che stava in piedi su un pavimento di marmo lucente, avrebbe dovuto partire per l’America o per qualunque altro posto.



riferimento: PANE, VINO E ANGELI - Anna PALETTA ZURZOLO

© 2004 - Iride Edizioni, gruppo Rubettino - Soveria Mannelli - Calabria - Italia

Una bimba povera, emarginata, guardata con diffidenza perché appartenente a una piccola minoranza religiosa ma dotata di squisita sensibilità, ascolta e osserva, con acuta intelligenza, il mondo nel quale vive, conservando ogni cosa nella sua "stanza della mente collegata al cuore" perché, figlia di emigranti, è destinata ad essere sradicata dal suo paese natale.
Da questa "stanza", dopo anni, i ricordi dell’infanzia sgorgano vividi e nitidi, in un intreccio di storie narrate con lo stesso ritmo di quelle che, una volta, si raccontavano attorno al focolare nelle lunghe sere d’inverno. Storie sapientemente incastrate l’una nell’altra come pezzi di un grande mosaico nel quale si anima la vita di un paese calabrese, tra gli anni 50 e 60 del novecento, attraverso una folla di personaggi a volte appena abbozzati ma sempre disegnati con incisività e grande spirito d’osservazione.

--Tutti i racconti sono pervasi da un’ironia sottile che sdrammatizza anche i momenti di più intensa commozione. In questo scenario, spiccano soprattutto le riflessioni, i sentimenti, le emozioni della piccola protagonista, le sue domande sulla vita, sulle ingiustizie, su una scuola incapace di vedere oltre le apparenze, su Dio, sulla felicità, sulla morte.

--L’autrice narra non solo la sua infanzia, ma anche l’epopea di una famiglia che, come tante in quel periodo, ha avuto il "coraggio di osare", emigrando per potere sopravvivere ma che, come un albero dalle radici elastiche che non cede alla bufera, ha anche saputo conservare, con la propria identità e i propri principi, un grande amore per il luogo d’origine.



Anna Paletta Zurzolo


è nata a S. Giovanni in Fiore nel 1952. All’età di dieci anni esattamente il 14.12.1962 è emigrata in Canadà, dove vive con suo marito e due figli a Winnipeg. “Pane, Vino e Angeli” è il suo primo romanzo, che in Canadà ha avuto diverse edizioni e ha ricevuto il premio Commonwealth. Ottimo successo ha avuto anche la traduzione in lingua tedesca. La versione italiana inedita, ha ricevuto la menzione speciale del “Premio Grotteria 2003”, per “l’abilità narrativa di mescolare ricordi di vita migrante con gli elementi del folclore del paese d’origine

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