20 settembre, 2006

LA MORTE DI ORIANA FALLACI....reazioni sul web

Sul web sono state molte le reazioni alla morte di Oriana Fallaci. Tra le tante riporto queste, le quali lette in sequenza danno l' idea di cosa resta dietro il grande monumento che ci ha da poco lasciato. IL DESERTO!!!


Morta Oriana Fallaci quanti giornalisti liberi di nazionalità italiana rimangono in giro? La Fallaci ha scritto cose che non condividevo e altre su cui ero d’accordo. Ma si è presa sempre dei rischi. Diceva la sua verità, ci metteva la sua faccia. Lascia, più che un vuoto, un baratro nel giornalismo italiano. Fare il giornalista non è facile, ci vuole il protettore. Giornalisti senza padroni non ce ne sono più, e quelli che resistono sono sempre più anziani. E anche ripetitivi, ma non ditelo a Eugenio Scalfari. Bisogna andare nella biblioteca comunale e leggersi vecchi pezzi di Montanelli per tirarsi un po’ su. E Travaglio? Mi si chiederà. Ma Travaglio non è un giornalista, è una persona informatasuifattiatempopieno. Un testimone multioculare. Un fenomeno vivente. Uno da fare ministro della Giustizia.
Essere giornalista e non anche servo è una questione di astuzia. Io comunque preferisco il giornalista schierato senza se e senza ma. E’ più pulito, mi è quasi simpatico. Anche se nessuno lo prende sul serio, come un ubriaco al bar, e tutti gli vogliono bene. Fa la pubblicità, ma non è una pubblicità ingannevole. Feltri, Fede, Ferrara, Rossella, la vecchia guardia, gente semplice, una razza in estinzione. Insidiata dagli opinionisti che hanno, soprattutto, una grande opinione di sé stessi.
I fighetti del giornalismo, intellettualmente onesti, con la cravatta giusta e la rubrica. Leggi i loro articoli e alla fine ti rimane un senso di vuoto. Non hanno più bisogno di mentire per coprire i fatti. Li annullano con il nulla. E non fanno neppure fatica. I Riotta, i Severgnini, i Mentana.
Oriana, ci mancherai.

fonte
www.beppegrillo.it


Mi sorprende il tuo silenzio su Oriana Fallaci

Caro Severgnini,
mi sorprende non poco il tuo silenzio sulla morte di Oriana Fallaci, ed ancor di più la pubblicazione la scorsa domenica su "Italians" di un intervento tanto idiota quanto offensivo per la mancanza di rispetto di una personalità della cultura italiana da poco deceduta, che per giunta è stata isolata per anni in modo vegognoso da intellettuali, politici e soprattutto giornalisti di quart'ordine che purtroppo contano oggi più di lei. Si può ovviamente essere d'accordo o contrari alle sue idee, ma è semplicemente folle mettere in un angolo una scrittrice di quel livello. Io mi sono riletto poco tempo fa "Se il sole muore", libro che trovo coinvolgente, passionale e acuto. Ho anche letto tutte e tre gli utlimi suoi libri sull'Islam. Anch'io non condivido tutto quel che la Fallaci ha scritto, ma ne riconosco e apprezzo la sua onestà nel credere fortemente nelle proprie idee e la veemenza con cui riesce a star fuori del coro a costo di biasimo e attacchi personali. Quarda caso la stessa onestà e sfrontatezza che contraddistingueva un altro toscano famoso, Indro Montanelli. Delle loro sfuriate e delle loro prese di posizioni "antipatiche" ne sentirò un gran vuoto adesso che il giornalismo è fatto da pennini e inchiostro simpatico. Quanto è difficile aver carattere, quanto è difficile saper e voler dire quel che si pensa contro tutti e tutto! Mi chiedo se altri come la Fallaci saranno capaci di lasciare la stessa traccia nella storia del giornalismo, se altri italiani come Oriana saranno negli anni a venire punti di riferimento per le scuole di giornalismo di tutto il mondo. Vedremo, son proprio curioso! Io che sono ateo come lei, pregherò per la sua anima, che goda del riposo e della pace che si merita. Son sicuro che da lassù ci sta già apostrofando come poveri bischeri, con i suoi occhiali scuri e la sigaretta in mano, beandosi di un piacevole silenzio. Tanto i ragli degli imbecilli non arrivano in cielo.

Antonio Cini, antonio_cini@fsmail.net

Andiamo con ordine, Antonio. Su "Italians" vengono pubblicate lettere che contengono opinioni diverse. La più critica verso Oriana Fallaci, domenica, cominciava così: "Cari Italians, con la morte di Oriana Fallaci se ne va una persona che fino ad una certa età è stata un'ottima giornalista, una delle migliori al mondo, e che per motivi a me ignoti ha deciso di passare gli ultimi anni della sua vita a seminare odio..." Puoi non essere d'accordo, ma perché devi chiamare questo intervento "idiota e offensivo", "ragli di un asino"? Cos'è, il modo post-moderno di discutere? E poi: che razza di forum saremmo se pubblicassimo solo interventi "polticamente corretti" (che oltretutto non sarebbero piaciuti all'interessata. E dal Cielo dei Grandi Giornalisti ne ha dovuti leggere molti, sulla stampa italiana, in questi giorni...).

Veniamo al mio presunto silenzio. Ho già spiegato - ma ti dev'essere sfuggito - che talvolta preferisco leggere, pensare e aspettare. "Italians" è un luogo di discussione, non un giornale costretto all'attualità; e io non sono il grillo parlante, oltrettutto, né un distributore automatico di opinioni (senza neppure il soldino, visto che "Italians" è gratutito).

Tieni proprio alla mia opinione? Eccola: ti dico subito che non è molto originale, e forse rimarrai deluso. Oriana Fallaci è stata la più grande giornalista italiana del XX secolo (toscana, come il più grande giornalista, che anche tu citi: Montanelli, con cui aveva un rapporto piuttosto movimentato). Una scrittrice originale e efficacissima; e una vera prima donna, con tutti gli annessi e connessi. Non c'è bisogno di citare i reportage di guerra, le interviste, "Un uomo", "Niente e così sia" eccetera. Si capiva la stoffa fin da "I sette peccati di Hollywood" (1957), dove la giovane Oriana - 28 anni - riusciva a scrivere un ritratto magistrale dell'ambiente raccontando le interviste che NON aveva ottenuto.

Quello che ha fatto Oriana Fallaci nel XXI secolo mi convince meno: non posso nasconderlo. Si può essere preoccupati e intransigenti di fronte all'arroganza di una parte dell'Islam; e sconfortati di fronte all'ignavia di molti musulmani di fronte al terrorismo e alle aggressioni. Ma non si può reagire all'arroganza con l'arroganza, e all'insulto con l'insulto. Non è giusto e non paga. Credo che Oriana Fallaci non andasse presa alla lettera, e non avesse intenzione di lanciare una crociata. Ma nella cultura islamica non conoscono il "paradosso toscano", e certi malintesi possono diventare pericolosi.

Queste affermazioni fanno di me uno smidollato, uno sciocco deciso a svendere l'Occidente per il quieto vivere? Ms Fallaci probabilmente l'avrebbe pensato. Ma io non credo di esserlo. Ho scritto ieri, proprio qui su "Italians": "Nessuna religione giustifica la violenza, l'intimidazione, le mutilazioni, i soprusi. I diritti dell'uomo - espressione vecchia, ma bellissima - sono una conquista, e non ce la faremo portar via tanto facilmente. Reagire? Certo. Ma con calma, senza isterismi. Le opinioni, in Occidente, sono libere: lo dicono le nostre Costituzioni, la nostra tradizione, la nostra sensibilità. Allo stesso modo, le donne hanno gli stessi diritti agli uomini. Quindi, a chi arriva in Italia e sostiene di poter fare diversamente in nome della religione (spesso travisata, tra l'altro), occore dire: scordatelo, amico mio."

Così la penso, caro Cini. E detto questo saluto la Fallaci, una signora che ha insegnato a tanti di noi a scrivere, e a coltivare l'orgoglio, inevitabilmente egocentrico, della professione.

fonte:
http://www.corriere.it/solferino/severgnini/

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