29 settembre, 2006

Pace preventiva - L'Occidente e le sue fittizie "guerre di civiltà"

Un giorno o l'altro comincerò a postare qualche articolo anche sui grandi protagonisti della scuola di musica classica napolitana, dal Seicento all'Ottocento, scuola di primissimo piano in Europa, e senz'altro la prima in Italia.
I musicisti del Regno, in parallelo con la grande tradizione culturale e filosofica napolitana, affondavano le loro radici e la loro ispirazione nel mito greco e nella storia cristiana cattolica (universale), sublimandoli con melodie ricercate e coinvolgenti.


Nel momento in cui l'Occidente fa la brusca virata illuministica razionalista-positivista, Napoli e la Sicilia si ritrovano ad essere i più autorevoli e convincenti avversari e difensori della "tradizione", anche più di Austria, Spagna e Russia: sia dal punto di vista filosofico (con pensatori di prim'ordine), sia da quello politico (col riformismo giuridico che accoglie le istanze illuministiche ma senza stravolgere e rivoluzionare l'esistente, la tradizione appunto, e soprattutto escludendo le parti più arroganti e disumane delle nuove teorie francesi ed anglosassoni), sia da quello artistico (con la grande e splendida scuola musicale e la non trascurabile scuola pittorica), sia da quello economico-industriale (con il grande progresso del Regno, soprattutto dell'ultimo trentennio prima dell'unificazione).

Insomma: Napoli era un nemico micidiale, inattaccabile, a meno di non "giocare sporco".
E infatti, si è giocato sporco: si è dichiarata una sorta di guerra di civiltà al cosiddetto "ancien regime", si è proclamato che era "il popolo" a volersi liberare dell'oppressiva tradizione, che "magnifiche sorti e progressive" ci attendevano, una bella dose di menzogne ed inciuci e il resto è stato facile.
O quasi...

Ora, quello che sta accadendo tra "occidentali" e "islamici" (a prescindere dalle colpe e dalla presunta arretratezza dei secondi) mi ricorda molto le vicende accadute all'interno del nostro Occidente, solo un paio di secoli orsono.
E giacché proprio il "nostro" Vico ci insegna che è la Storia, prima ancora che le Scienze Fisiche, la "Nova Scienza" che ci aiuta a comprendere a fondo l'uomo ed il mondo, mi permetto di invitare tutti a non fermarsi mai all'apparenza, di approfondire sempre mirando alla verità delle cose, e soprattutto di diffidare sempre di chi (avendo profondo ribrezzo del "popolo", della massa maggioritaria di persone, lontane dai giochi di potere) utilizza la pura propaganda per smuovere gli animi.


Infine, segnalo questo bell'articolo su una "propaganda" assai curiosa e cerebrale: "l'Islam contro Mozart". Nell'articolo emerge anche con chiarezza l'importanza della scuola musicale napolitana nel Settecento.

http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1456&parametro=cultura

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