09 settembre, 2006

Quarto Potere


Oltre al servizio sui raccoglitori schiavi in Puglia, la prima pagina de l'Espresso ci regala un altro bel servizio shock su "Napoli perduta".

Già l'anno scorso il prode Giorgio Bocca aveva dato ufficialmente "l'Addio" a Napoli da questa stessa copertina (ricavandoci, buon per lui, anche un bel arrotondamento sulla già lauta pensione, grazie alle vendite del suo immancabile best-seller).

Questo continuo sparare su Napoli e sul Sud si potrebbe interpretare come fuoco amico - una salutare tirata d'orecchi da parte dei più bravi nei confronti dei più scapestrati; e nel caso de l'Espresso: la sinistra che spara sulla sinistra.
Oppure, visto da destra, come preparazione ad un mollate le zavorre!.

Ma di logiche partitiche e politiche non ho mai parlato finora, e non sarò tanto ingenuo da cascare in questo sciocco tranello nemmeno ora.


Voglio solo utilizzare questa copertina de l'Espresso del Settembre 2006 come strumento di paragone, e osservare questo: oggi Milano è la capitale italiana dell'economia, della cultura e dello spettacolo, con svariati quotidiani, periodici, televisioni, case editoriali, discografiche, 5 università di cui almeno 2 considerate le più importanti d'Italia.
Ieri, nel Settembre 1860, quando si preparava a "risorgimentare", aveva sì un bel teatro asburgico (per avere la sua prima università dovette attendere il 1863) ma il ruolo di "capitale morale" (e anche politica!) era completo appannaggio di Napoli, che oltre a non avere rivali in Italia, gareggiava e talvolta primeggiava in Europa e nel mondo.
Cosa che invece, contestualizzando alla situazione odierna, a Milano non riesce altrettanto bene (sebbene giornali e televisioni nazionali ci rassicurino del contrario), per evidente scarsità di carisma e fascino.

Su Fora!, l'e-journal di Nicola Zitara, è stata aperta una nuova sezione di ricerca storica: i commenti dei giornali dell'epoca sulla sconvolgente invasione (senza dichiarazioni di guerra) del Regno siciliano, che inevitabilmente crolla nell'anarchia.
Scopriamo l'esistenza di molti giornali, in lingua italiana e vernacolare, stampati in maggioranza a Napoli da diverse decine di stamperie. E sebbene il governo di allora non si facesse scrupoli ad usare l'opzione della censura, é possibile trovare anche alcune "voci contrarie ai Borbone".
Eppure, come possiamo renderci conto da questi giornali italiani (e anche da quelli stranieri), persino molti entusiasti liberali dell'epoca rimasero sbigottiti di fronte a quanto stava succedendo.


Mi piace ricordare che Luigi Settembrini, apprezzato liberale meridionale a lungo rinchiuso in carcere fino quasi all'arrivo di Garibaldi, alcuni anni dopo l'unificazione savoiarda si sia lasciato sfuggire suppergiù questa confessione, dall'alto della sua nuova cattedra universitaria: "Sarebbe stato molto meglio se i Borbone ci avessero fatti giustiziare, come facevano i Savoia coi sobillatori, piuttosto che graziarci sempre col carcere o l'espatrio!"

Ma questo ed altri marginali dettagli sull'epopea risorgimentale è meglio che non si sappiano troppo in giro...
Come potremmo altrimenti considerare ancora Settembrini come uno degli eroi senza-macchia e convinti padri della patria (pur sempre alle spalle dei sempiterni massoni Galibardi, Cavour, Mazzini e Vittorio Emanuele)?












(link alla sezione di Fora! sui giornali dell'epoca: http://www.eleaml.altervista.org/sud/stampa_1860/stampa_napoli_1860_1861.html)

1 commento:

Anonimo ha detto...

Comitato Valori Collinari
Presidente: Prof. Ing. Gennaro Capodanno
Via Tino di Camaino, 22 - Napoli
Tel. 0815787434 - 3356664498
e-mail: gennaro.capodanno@tin.it
http://www.vivivomero.it/forum/sms_toc.htm
http://it.groups.yahoo.com/group/corso_concorso_per_dirigente_scolastico/
http://it.groups.yahoo.com/group/in-formazione_docente/


LETTERA APERTA

Per la “ Napoli perduta” l’emergenza è il traffico!

Incredibile, ma vero: nelle stesse ore nelle quali nelle edicole appariva la prima pagina del settimanale L’Espresso con l’articolo dal titolo “Napoli perduta”, che segue quello precedente, di un anno prima, dal titolo “ Napoli addio”, con una fotografia di uno dei tanti morti ammazzati, osservato da alcuni bambini, il Governo nazionale votava lo stato d’emergenza per il traffico a Napoli: traffico di che: di droga o di rifiuti? Possibile che in una città che viene ancora una volta dipinta a fosche tinte, dove si dice che la violenza è un valore aggiunto, in una terra di frontiera, senza cultura della legalità, dove i cittadini non hanno una coscienza forte per reagire, al punto che il nuovo arcivescovo parla di una Napoli terribilmente inquinata dove i giovani crescono diseducati al senso civico, il problema che gli attuali governi locali e nazionale individuano come “emergenza” sia quello endemico del traffico e dei parcheggi? Ma se i nostri governanti non prendono coscienza di una Città definita “senza più speranza”, che è oramai agonizzante, dove i giovani fuggono ogni anno a decine di migliaia, esportando altrove cultura e scienza, da dove mai potrebbe cominciare la risalita? E’ serviranno le fiaccolate come quella per l’edicolante barbaramente assassinato in questi giorni, ultima, per il momento, vittima di una barbarie senza fine, quando poi alla fine di questo mese verranno sperperate centinaia di migliaia di euro per una “notte bianca” che servirà solo a distribuire danaro ai soliti noti, laddove queste risorse potrebbero meglio essere utilizzate per creare o potenziare i sistemi di sicurezza posti a tutela dei cittadini? Noi diciamo basta ai bla bla di una classe politica che governa la città da ben 13 anni e che, nonostante le tante occasioni offerte, non ha risolto nessuno dei mali endemici di Napoli. Più che di poteri speciali, Napoli e la Regione Campania hanno bisogno di una classe politica forte ed autorevole che sostituisca quello che il segretario dei Radicali italiani ha di recente definito come “ sistema di potere pervasivo ”, avvalendosi della presenza di uomini dotati di notevoli capacità propositive e realizzative, liberi dai lacci e dai laccioli dei partiti politici e delle loro varie congregazioni. Chi in tanti anni non ha saputo o non ha voluto, nonostante gli straordinari strumenti messigli a disposizione, risolvere, almeno in parte, i problemi di Napoli e della Campania dovrebbe avere il buon gusto di tornarsene a casa o, in mancanza, dovrebbe essere esautorato d’imperio da ogni e qualsivoglia funzione pubblica, quantomeno per non causare ulteriori danni alla collettività.

Gennaro Capodanno
Presidente Comitato Valori collinari - Napoli