17 ottobre, 2006

Il Governo italiano ci imbavaglia?

DECRETO LEGGE recante "Disposizioni urgenti di carattere finanziario"
Testo approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 29 settembre 2006 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale N. 230 del 3 Ottobre 2006
Art. 32.
Riproduzione di articoli di riviste o giornali 1. All'articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il comma 1, e' inserito il seguente:
«1-bis. I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti.
La misura di tale compenso e le modalita' di riscossione sono determinate sulla base di accordi tra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate.
Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.».


(cit.: Legge 22 aprile 1941 n. 633
Art. 65
1. Gli articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso, pubblicati nelle riviste o nei giornali, oppure radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico, e gli altri materiali dello stesso carattere possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico in altre riviste o giornali, anche radiotelevisivi, se la riproduzione o l'utilizzazione non è stata espressamente riservata, purché si indichino la fonte da cui sono tratti, la data e il nome dell'autore, se riportato.
2. La riproduzione o comunicazione al pubblico di opere o materiali protetti utilizzati in occasione di avvenimenti di attualità è consentita ai fini dell'esercizio del diritto di cronaca e nei limiti dello scopo informativo, sempre che si indichi, salvo caso di impossibilità, la fonte, incluso il nome dell'autore, se riportato.
)


Se questo decreto liberticida (che modifica una norma più liberale di epoca fascista) diventa legge, chi come noi riporta in toto o in parte articoli di riviste o giornali, per poi discuterne e commentare, deve pagare i diritti d'autore. Oppure è soggetto a denuncia.
Domanda: a chi giova questa legge? A chi già governa l'informazione e dispone dei mezzi finanziari per manipolare e lobotomizzare la pubblica opinione, o a chi (come noi) vuole testardamente rimanere LIBERO DI PENSARE?

1 commento:

Jack_Walsh ha detto...

Caro Gaetano Filangieri, in una epoca di minchionauti che slogheggiano, e si beano dall'essere intervistati quando non hanno niente da dire, di cerebrolesi che si arrogano il diritto di parlare a nome di gruppi di persone quando devono imaparare l'ABC del vivere civile, essere liberi di pensare e' essere isole in un mare di ignoranza e miseria intelletiva.
In ogni caso la legge in questione a me non spaventa. E' un insulto per chi l'ha proposta, ma chi ha la testa per pensare non puo' spaventarsi delle cose stupide.
Ben diverso per un minchionauta che senza l' esempio altrui non sarebbe nemmeno in grado di dire il proprio nome.