11 novembre, 2006

SABBIE MOBILI (2)

Prendo spunto dal demoralizzante caso di cronaca giudiziaria in Calabria riportato dall'amico Jack Walsh, per puntare di nuovo l'attenzione sulla "ricca vetta" di questa nostra Italia.

Faccio così perché, da profondo estimatore della saggia cultura popolare, credo fermamente che "o pesce fete sempre d'a capa" (il pesce puzza sempre dalla testa).

Del film di Francesca Comencini A CASA NOSTRA avevo già scritto qualche tempo fa, in occasione della sua presentazione alla Festa del Cinema di Roma. Ma credo che sia ormai necessario, quasi un obbligo morale, andare a vedere il film al cinema e seguire attentamente il dibattito che ne uscirà. Sperando che l'imbarazzo di molti, dalla sindaca di Milano ai vari potentati italo-padani, non tamponi il dibattito con una "rassicurante censura".

Ieri la Comencini è stata intervistata sul sito del corriere online e poi anche dalla Bignardi su La7, alle Invasioni Barbariche. Grande cura, devo dire, è stata messa nel banalizzare e minimizzare il prepotente contenuto di denuncia dell'opera: si è buttato tutto sul solito "ma il film è più di destra o di sinistra?", oppure puntualizzando che avrebbe potuto tranquillamente essere girato a Roma, la quale in quanto a corruzione non scherza.
Poi le idiozie sul carattere "austro-ungarico" di Milano rispetto al "calore latino" di Roma (che chissà perché, da diversi anni viene individuata non più come centro Italia, ma d'amblais come Sud...).
Il tempo metereologico che a Milano è sempre grigio, mentre a Roma mette allegria e buonumore. La sensazione che si ha a Roma "di vivere in un paese", con le persone del condominio che ti invitano a prendere il caffè, mentre a Milano è tutto più asettico e freddo.
Ma anche la puntualizzazione che almeno i milanesi non hanno i difetti dei "latini".

Insomma, i soliti luoghi comuni, seppur spesso abbastanza veri, della solita diatriba post-illuministica tra Nord e Sud.
L'Italia come paradigma del mondo, in questo. Immagino che dovremmo essere orgogliosi di quanto dopo tutto noi italiani siamo ancora così "centrali" nel mondo contemporaneo...


Ma, purtroppo, e mi dispiace (anzi mi irrita proprio), non si arriva mai al punto, alla verità tutta intera.
Non si arriva mai a "mettere lo scuorno in faccia" ai settentrionali, così come meritano. Senza sconti e senza attenuanti.
E quindi, nel caso del "paradigma Italia", a distruggere completamente le sue marcite fondamenta risorgimentali, per poi ricostruirne di migliori e più solide.

Milano e il Nord sono la fonte primaria di mediocrità e corruzione d'Italia, la "capa" del pesce che puzza. (Jack Walsh mi perdonerà, ma in cima alla lista ci metto ovviamente anche gli "juventini" Agnelli...)

Vogliamo veramente risolvere seriamente qualcuno degli enormi problemi dell'Italia, a partire dalla mafia e finire alla corruzione diffusa, passando per lo smantellamento dei valori dell'uomo attraverso la "legittima" compravendita di qualsiasi cosa e il senso di insicurezza latente che ormai attanaglia quasi tutti gli italiani?
Allora cominciamo a riscoprire la nostra vera storia, e a individuare CORRETTAMENTE i meriti e le colpe, gli eroi e i farabutti, i martiri e i criminali, gli onesti e gli imbroglioni, i "furbi" e i "fessi".
Insomma: la verità e la menzogna.

Fino a quando non si farà questo terribile e doloroso passo, si continueranno solo a mettere delle "pezze a colori" sul vestito sempre più lacero.
E a lungo andare (anzi no, a breve, a brevissimo) arriveremo ad essere "democraticamente" tutti in braghe di tela. E allora sì, ci accorgeremo che almeno a Sud fa più caldo...

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