12 dicembre, 2006

Perché confido nella Calabria e nel Sud Italia

Sul blog alla deriva, Fortunato ed io siamo assolutamente in sintonia, e nello stesso tempo assolutamente complementari.


Fortunato parla (giustamente) di cloaca, ed io (mi permetto di dire: altrettanto giustamente) parlo di fiducia.


Un calabrese perbene è una persona che, nonostante tutti i condizionamenti esterni, conserva ancora un patrimonio di valori sani.

E' una persona che lavora, anche duramente, per costruire un futuro sereno per sé e la propria famiglia.

Capace di avvertire la sincerità di un ragionamento e di un sentimento, è a sua volta in grado di manifestare onestamente e senza troppe timidezze i propri ragionamenti e sentimenti.


Purtroppo, dopo aver imparato in fretta e sulla propria pelle quanto il mondo sia ingiusto e insensibile, e non possedendo (o credendo di non possedere) gli "strumenti" per comprendere le cause oggettive di tanta ingiustizia e per controbattere in modo efficace, si è rassegnato a subire in silenzio, seppure conservando una certa dignità.

Dignità che si risveglia, ad esempio, di fronte a scene di squallido e vigliacco sciacallaggio.

Ma terminata la breve indignazione, subentra nuovamente la rassegnazione, che fa abbandonare ogni entusiasmo di lavorare insieme per permettere al Bene di avere la meglio, in qualche modo, sul Male.



Io confido nei Calabresi perbene, nei Campani, Abruzzesi, Molisani, Pugliesi, Lucani e Siciliani perbene; confido soprattutto nella loro civiltà straordinariamente ricca e nel loro carattere fortissimo.

Confido in loro perché sono gli unici, che io veda, in grado di migliorare sensibilmente questo mondo, di costruire una solida e convincente Preventive Peace. Gli unici in possesso di qualità e "talenti" tanto spiccati; e gli unici ad una avere una differenza tanto marcatamente negativa tra passato e presente, da usare come leva per un futuro migliore.

Quando arriverà il giorno in cui avremo una consapevolezza collettiva di tali potenzialità?

Nessun commento: