22 gennaio, 2007

Gioacchino da Fiore


GIOACCHINO DA FIORE

Gioacchino da Fiore apparteneva all’Ordine di Sion, e progettò la Basilica di San Marco a Venezia ispirandosi al Tempio di Salomone. Ne fece fare a Reggio un primo “modello” dalla scuola orafa della Sambucina. Vicino al Teatro della Fenice gli è intitolata una chiesa, “Chiesa di San Fantin Cavaliere e Calabrese”.
La leggenda cavalleresca di Lancillotto e del Graal è ispirata ai principii del “Vangelo Eterno” di Gioacchino. E Gioacchino incontrò a Messina Riccardo Cuor di Leone in partenza per le Crociate.
Il primo romanzo graaliano si deve a Chrétien de Troyes; a Troyes si tenne il Concilio che sancì la nascita dell’Ordine del Tempio; un cofanetto del XII secolo, proveniente da quella città, raffigura la chiesa dell’Annunziata di Reggio.

Il miracolo eucaristico di Sant’Erasmo, che ha collegamenti con i “codici” di Gioacchino da Fiore, è praticamente identico all’apparizione del Graal a Sir Galvano descritta nel “Perlesvaus”, di autore curiosamente anonimo, che poi ispirò il “Parzival” di Wolfram von Eschenbach.

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"Quest’autore identifica il luogo della rivelazione del Graal a Galvano in “Pietracoppa” (oggi “Pietra Cappa”, nella foto a sinistra), un gigantesco masso simile ad una sfinge egizia, nei pressi di Samo a /(centro della Riforma Valdese del 1500: fu in questa cittadina, e non nell'omonima città greca, che nacque Pitagora?), sulla cui sommità sorgeva una chiesa bizantina.



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