03 gennaio, 2007

Notte di San Silvestro diversa.

Alcune notizie hanno nelle loro pieghe segnali importanti, da non sottovalutare. Io ne ho colto qualcuno in questa.
Sarebbe auspicabile che i soldi pubblici si spendano per strade, segnaletica, servizi primari per far sentire la presenza dello Stato.
Un segnale importante che spero si perpertui "Forever"

Per una volta, niente spari la notte di San Silvestro a San Luca, piccolo paese della Locride teatro di numerosi fatti di sangue. Né fuochi d'artifico né, tanto meno, pistolettate contro i cartelli stradali. Era una tradizione a cui gli abitanti non avevano mai rinunciato: prendere di mira le insegne dei negozi o danneggiare i cassonetti della spazzatura era un'abitudine il 31 dicembre. Non ieri però. Per tutta la notte non si è sentito un solo colpo di pistola. Nel paese considerato una delle roccheforti della 'ndrangheta le armi da fuoco sono rimaste inutilizzate. Il prefetto di Reggio Calabria Luigi De Sena aveva vietato i festeggiamenti pubblici per il Capodanno. Dopo quello che era successo qualche giorno fa chiudere un occhio sugli spari di mezzanotte sarebbe stato troppo pericoloso. La sera di Natale Maria Strangio era stata uccisa, proprio a San Luca, in un agguato in cui era rimasto ferito anche un bambino di cinque anni: l'ennesino delitto della faida tra le famiglie Nirta-Strangio e Pelle-Vottari. Giovedì a Bovalino, al termine dei funerali della donna, la polizia aveva ingaggiato un conflitto a fuoco con un parente della vittima, ferito e arrestato praticamente sul sagrato della chiesa. Concedere alla gente di San Luca il permesso di sparare la notte di San Silvestro, avrebbe potuto significare permettere che si compissero nuovi omicidi, magari per vendetta, tra il rumore dei botti e i colpi di pistola esplosi per accogliere il 2007.
Niente spari, quindi, a Capodanno. Dopo la mezzanotte, solo un brindisi in strada. Tanta gente nei due bar del paese, ma nessun petardo, neppure i fuochi d'artificio che aveva promesso il Comune. "A San Luca - come hanno detto in molti - finalmente si è imposto lo Stato". Una constatazione significativa per una realtà sociale in cui l'antistato ha sempre imposto in modo tracotante le sue leggi. E ciò che è più significativo è che la popolazione ha accolto di buon grado la decisione del prefetto De Sena. Così come è significativo che alle decine di carabinieri che hanno effettuato in paese i servizi di perlustrazione siano state riservate attestazioni di solidarietà. Una vicinanza di cui si è reso interprete il sindaco, Giuseppe Mammoliti, che ha accettato l'invito del comandante del Reparto territoriale dei carabinieri, tenente colonnello Francesco Iacono, di celebrare il Capodanno in caserma stappando una bottiglia di spumante.
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