26 marzo, 2007

La Massoneria nelle Due Sicilie

La Massoneria è per definizione qualcosa di occulto e sfuggevole, per cui ogni tentativo di approcciarsi ad essa per conoscerla deve sempre tenere presente quest'evidente osservazione.

Ma detto questo, ritengo che questo libro fresco di stampa, sulle organizzazioni massoniche nel più importante Stato italiano del Settecento, potrebbe essere molto interessante da leggere per capire che diavolo (nel vero senso della parola) abbiano combinato...


(da culturanews.it del 25.3.2007)
UN LIBRO SULLA MASSONERIA NEL SETTECENTO A NAPOLI
La storia di Napoli nel XVIII secolo e' una ricchissima miniera di eventi, personaggi e aneddoti. Ne e' prova l'ultimo lavoro del giornalista e storico Ruggiero di Castiglione, La massoneria nelle Due Sicilie e i "fratelli" meridionali del '700 (Gangemi), nel quale viene ricostruito quel travagliato periodo storico in cui Napoli fu teatro di un aspro conflitto tra le potenze massoniche estere per il predominio sulla "fratellanza" meridionale. Al fine di avere l'egemonia sul Mediterraneo, infatti, i principali stati europei dell'epoca (Olanda, Inghilterra e Francia) si servirono della massoneria per influenzare la politica del regno delle Due Sicilie. I massoni napoletani, come i loro "fratelli" europei, dipendevano allora dalla loggia "madre" che aveva sede a Londra.
Nel 1774, pero', per volonta' del principe di Caramanico, la massoneria partenopea volle sottrarsi dall'egemonia inglese e creo' una propria obbedienza indipendente: la "Gran loggia nazionale", appoggiata dalla regina borbonica Maria Carolina che si vociferava fosse l'amante del Caramanico. Del resto era la sovrana che gestiva il potere nelle Due Sicilie, a scapito del marito, Ferdinando IV, dedito piu' ai piaceri mondani che agli affari politici. La "Gran loggia" partenopea raccoglieva principalmente elementi dell'aristocrazia e anche diversi esponenti ecclesiastici che combattevano la Chiesa opulenta e barocca in nome di un ritorno al cristianesimo delle origini. Con il termine "nazionale" si voleva sottolineare il distacco dalla loggia "madre" di Londra.
Non tutta la massoneria napoletana, pero', si ritrovava su queste posizioni aristocratiche e filoborboniche. Vi era, infatti, la corrente che faceva capo al principe Pignatelli la quale, all'indomani della Rivoluzione francese del 1789, raccolse gli elementi piu' ferocemente contrari a Maria Carolina e alla sua corte. Con l'arrivo delle truppe francesi in Italia e la nascita della Repubblica napoletana del 1799, i massoni meridionali cominciarono a fronteggiarsi gli uni con gli altri: da una parte gli elementi rivoluzionari, dall'altra i filoborbonici.
La frattura interna alla massoneria napoletana venne sanata solamente nel 1815, con il ritorno dei Borbone sul trono delle Due Sicilie. In quel momento, infatti, le logge decisero di attuare la cosiddetta "politica dell'amalgama": i "fratelli" che avevano collaborato con i francesi e quelli controrivoluzionari finirono per riappacificarsi per il bene della nazione

1 commento:

100 MILIONI DI TONNELLATE ha detto...

I METODI BASTARDI DEI NEMICI DELL'UMANITA'

@@@Mi potresti dire sinteticamente in cosa consistano i metodi bastardi dei nemici dell'umanità?---

Dipende dalla zona del mondo in cui vivi.

Però in genere se vieni isolato, diffamato, impoverito, derubato, ricattato, infettato, drogato, ingannato, frustato, inquinato e lasciato senza lavoro, non hai molte possibilità di sopravvivere.

Non c'è bisogno in genere di uccidere una persona con una pistola per eliminarla perchè già mettendo in circolazione vetture pericolosissime ogni anno muoiono decine di migliaia di persone in tutto il mondo.

Facendo respirare aria inquinata milioni di persone prendono il cancro.

In Europa ci sono più suicidi che morti in incidenti stradali.

Nel momento che capisci che si tratta di un complotto globale che mira ad eliminare oltre 3 miliardi di persone, non c'è bisogno di aggiungere altro, per fare selezione razziale usano metodi bastardi indiretti.

Non ci sono killer a sufficienza per eliminare oltre 3 miliardi di persone, usano metodi bastardi.

Quindi diventa essenziale organizzare un comitato autonomo per mettere in moto una dinamica nonviolenta con una pianificazione a lungo termine, come sto cercando di fare io in Val di Vara per produrre bioetanolo dalle foglie.

100-milioni-di-tonnellate.blogspot.com