03 aprile, 2007

Morale e Politica




L'etica e la logica sono sempre una scoperta specie se contrapposte a realtà in cui i pecoroni rinunciano alla loro dignita umana consentendo ai predoni di fare il bello è il cattivo tempo.
Chi sono più colpevoli? Chi ruba o depreda o chi lo permette non esercitando il suo ruolo di cittadinanza attiva e pensante?




Importante incontro dibattito ieri sera a Condofuri con Lino Prenna docente di pedagogia sociale ed etica sociale all’ Università di Perugia e coordinatore nazionale dell' associazione "Agire Politicamente", il quale ha tenuto una relazione molto attuale ponendo mente all’ attuale situazione che attraversa l’intera Calabria. Una importante occasione di arricchimento culturale, che meritava un pubblico più vasto e una maggiore attenzione da parte dell’ amministrazione comunale.“Molto spesso si sente discutere di morale, politica”- afferma il professore Prenna “-senza avere bene chiari i significati dei vari termini. La morale può essere considerata una scienza dei fini, mentre la politica, una arte dei mezzi, la prime definisce le finalità, la seconda invece gli strumenti. Entrambe sono condotte ad un comune denominatore dalla legge , il quale avendo per oggetto il bene utile è, insieme , determinazione dell’ assoluto morale e rappresentazione del relativo politico”“La mediazione è svolta dalla legge”- sottolinea Prenna la quale assume l’autorità normativa della morale e sottrae alla politica le immani potenzialità di arbitrio. Assenza di legalità comporta come conseguenza assenza di moralità e sottrazione del politico a qualsiasi controllo”.“E allora diventa predominante-“continua nella sua disamina Lino Prenna-“ una cultura del privilegio per la quale l’ eletto dal popolo non si sente più depositario del potere di realizzare il bene della collettività, quanto piuttosto titolare di un privilegio che lo sottrae a qualsiasi controllo e verifica.Il privilegio è il contrario della legalità”- conclude il professore –“ poichè pochi impongono la loro particolarità tutti, ed è la situazione che predomina nella società italiana contemporanea. La soluzione diventa allora la diffusione sempre massiccia della conoscenza negli strati di popolazione meno preparati, di modo che possano essere messi nella condizione di esercitare i propri diritti e difendere i propri interessi utilizzando gli strumenti gia presenti nell’ ordinamento come i bilanci partecipativi”.

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