02 novembre, 2007

VIA GARIBALDI DAI NOSTRI PAESI!




in tanti paesi della Calabria è tutto un florilegio di corsi dedicati a Garibaldi, Mazzini, esponenti dei Savoia o , peggio, esponenti della spedizione dei Mille. Ci sono anche dei dementi che celebrano lo sbarco e rendono omaggio ad un manipolo di delinquenti che ha ucciso e depredato, magari uccidendo propri gli avi dei dementi di cui sopra. E' civile e auspicabile che le vie dei paesi del sud siano dedicati a personaggi del posto che han dato qualcosa allo sviluppo e alla storia del proprio territorio.
ecco dunque una petizione per cacciare Garibaldi e soci dai nostri Paesi. E' l' invito a prendere coscienza della propria storia e reagire ad un momento storico attuale, davvero triste. Le popolazioni meridionali devono conosxcere il loro fulgido passato per trarre insegnamento e affrontare il presente, senza una rassegnazione e un fatalismo da fine della Storia.
E'una situazione allucinante, veramente apocalittica, se si pensa che "solo" due secoli fa i calabresi erano reputati in Europa i più intransigenti e reattivi
ed ora sono i più rassegnati e chiusi in se stessi... ed è allucinante
che questo paradosso che da solo potrebbe smuovere milioni di coscienze, non venga nemmeno colto



Via Giuseppe Garibaldi dalle nostre piazze, strade e paesi..
. La povertà era ed è il nodo cruciale di tutte le vicissitudini che il caro Sud ha dovuto sopportare, prima e dopo l’unità. L’erario del Regno delle Due Sicilie contava ben 443,2 milioni di lire; la Lombardia 8,1; il Ducato di Modena 0,4; Parma e Piacenza 1,2; Roma 35,3; Romagna-Marche e Umbria 55,3; l’Impero Sardopiemontese 27,0; Toscana 85,2 e Venezia 12,7.Questi dati provengono da Francesco Saverio Nitti, facoltà Scienze delle Finanze)
Garibaldi era anche uno schiavista e lo comprovano le sue scorribande in America Latina. Garibaldi e i suoi Mille partono da Quarto (Genova) imbarcati sui piroscafi Piemonte e Lombardo alla volta del Regno delle Due Sicilie. A Garibaldi era stata segretamente versata dal governo inglese e dal Piemonte l'immensa somma di tre milioni in piastre d'oro (molti milioni di dollari odierni), che sarebbe servita soltanto a corrompere i dignitari borbonici e comperare il loro tradimento. Nemmeno un soldo fu preso dal nizzardo e servì tutto per la corruzione. I soldi per comprarsi Caprera furono proprio quelli rubati dall’erario in Banco di Napoli e poi un “contentino” fu versato da Vittorio Emanuele II e dagli Inglesi per un totale di 3 milioni. Entrata cosí a far parte del Regno d'Italia, la Sicilia, nel giro di pochi anni si vide spogliata dell'ingente patrimonio di quei Beni Ecclesiastici che fruttarono allo Stato 700 milioni del tempo, della riserva d'oro e d'argento del suo Banco di Sicilia, e vide portato il carico tributario a cinque volte di piú del precedente. Come accertò Giustino Fortunato, mentre per l'anno1858 esso era stato di sole lire 40.781.750 per l'anno1891 le sue sette province registrano un carico di lire 187.854.490,35 (5). Si inasprirono inoltre i pesi sui consumi, sugli affari, sulle dogane, le tasse di successione che prima non esistevano, quelle del Registro che erano state fisse, quelle di bollo, per cui nel 1877 queste tasse erano già pervenute a 7 milioni e nel 1889-90 avevano raggiunto i 20 milioni. La vendita del patrimonio dello Stato - ossia del demanio dell'ex Regno della Due Sicilie- impinguato dai beni dei soppressi Enti Religiosi e sommato alla vendita delle ferrovie, aveva fruttato allo Stato italiano oltre un miliardo, senza contare il capitale dei mobili, delle argenterie e tutta la rendita del debito pubblico, posseduta dalle Corporazioni religiose, che venne cancellata del tutto. E non erano "beni della Chiesa di Roma", ma frutto dell'accumulazione di famiglie siciliane investito sul "figlio prete".
L'invasione di uno Stato in pace senza dichiarazione di guerra, agevolata da fenomeni di corruzione e dalla connivenza della Massoneria. Questo fu lo sbarco. L'epopea dei Mille è nota in tutto il mondo. Mille uomini, e per di più 'civili', che conquistano un regno vecchio di oltre settecento anni. Un regno ricco, che vantava la seconda marina del continente dopo quella inglese.

4 commenti:

ettore ha detto...

ho fatto un video su Garibaldi
la penso come te
se lo vuoi vedere cerca
cesenatico festeggia il mercenario dei due mondi

Anonimo ha detto...

FINALMENTE I VERI SICILIANI e i Duosiciliani si sono risvegliati da 147 anni di sonno profondo. Il sangue del Vespro di 750 anni fa`incomincia a scorrere di nuovo. Questa volta gli nemici non sono i francesi angioini e il papa, ma gli italici del nord, i pseudo-italiani che hanno perso le loro radici e lingue storiche, il governo coloniale italiano, i partiti nazionali italiani, l’opinione pubblica italiana col cervello lavato al stile stalinista, i pseudo-siciliani colonizzati, il sistema scolastico conformista perpuatori delle menzogne anti-storiche, la stampa asservita al potere politico italico. Il nostro momento storico per la nostra riscossa come popolo Siciliano e`arrivato il 4 luglio 2007 quando il popolo Siciliano ha finalmente smaschierato l’anti-eroe ed assassino garibaldi al parlamento italiano. Lo stesso giorno dell’anti eroe garibaldi e della revoluzione Americana. Noi faremo come hanno fatto gli Americani di 231 anni fa`, rovesciando il potere coloniale che le teneva schiavi. VIVA La Sicilia Libera, VIVA il popolo Siciliano, VIVA la Nazione Siciliana,Viva il Sud, VIVA LA LINGUA CALABRO-SICILIANA. Avanti col nuovo Vespro Siciliano

Carmelo Parrinelli ha detto...

Grazie a Fortunato Vadalà per aver postato la mia petizione sulle vie e piazze dedicate a quel mostro sanguinario di Garibaldi. VOTATE.

Carmelo Parrinelli

Anonimo ha detto...

A Capo d'Orlando (Messina) il 4 luglio 2008 il SIndaco a rotto a martellate la targa che indicava piazza Garibaldi, e l'ha ribattezzata piazza 4 luglio in memoria della battaglia navale di Capo d'Orlando del 1299.
Complimenti al Sindaco Enzo Sindoni per il coraggio non comune.