25 dicembre, 2008

Buon Natale a tutti.

Un Natale sereno per tutti.
E' questo il mio augurio in questo Santo giorno, rivolto in modo particolare a chi crede di sapere, chi vive di certezze, a chi giudica senza sforzarsi di capire.
Sono questi solo degli infelici, ai quali auguro di trovare la via degli affetti familiari , prima di qualsiasi altra cosa.
Ridurre tutto (e ridursi) a meri adoratori del materialismo più spinto è davvero miserevole.

20 dicembre, 2008

Il Beppe e il "Salvagente". Cantonata clamorosa del condottiero della teppaglia!


Ecco il "civile" Grillo durante uno dei suoi spettacoli(?).
Odio, livore, saccenza.
Sono questi i sentimenti, che esprimono tutti coloro i quali formano il proprio orientamento politico attingendo, quale unica fonte di informazione e formazione politica, al blog di Beppe Grillo.
Gentaglia(non mi viene definizione migliore, mi scuso per questo) che insulta, mistifica, ODIA!
E' una razza di Italioti frustrati dannosa per le sorti del Paese, poichè costoro, privi degli strumenti per formare una propria opinione, si fanno guidare da un furbastro, il quale nel suo cieco livore mina la base della organizzazione civile e religiosa del nostro Paese.
Il Beppe si riempie le tasche, e coloro che lo seguono, i quali non conoscono l'ABC del vivere civile, danneggiano le tante persone perbene, che, in silenzio, si rimboccano le maniche per mandare avanti le cose di questo disgraziato Paese.
La presunzione di essere un VATE fa prendere al Beppe delle sonore cantonate, come la sua crociata contro una rivista seria,rigorosa, inattacabile quale "il Salvagente",uno dei pochi esempi, nel nostro Paese, di giornale di servizio per i suoi lettori.
Questo è il mio pensiero, il quale non segue le mode o le convenienze, ma le idee che mi formo sulle varie questione in base al mio sistema di valori. E tu cosa ne pensi?
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

13 ottobre, 2008

Un altra Calabria

Uno scritto che mi è piaciuto molto.

di
Francesco Cirillo

Questa foto di un binario “triste e solitario” è significativa di una Calabria che sembra sempre più lontana. Un binario che sembra morto e che è invece l’unico binario che collega Reggio Calabria con tutti i comuni della costa ionica fino a Taranto. Un unico binario rimasto tale, senza che il secondo binario, da sempre agognato non è mai stato costruito. Un binario pieno di storie, che ha trasportato migliaia e migliaia d’emigrati al nord e che adesso sempre più raramente trasporta gente, essendo tutti provvisti di trasporto privato. Un trasporto che si riversa tutto sulla piccola 106 ionica conosciuta oramai come la strada della morte. Una strada rimasta tale da trent’anni, da quando fu leggermente ampliata sul tracciato fatto da Mussolini. Una strada che si dipana lungo tutta la costa frastagliata di scogliere e bianche spiagge e che collega i paesini della Calabria antica, che purtroppo assurge alla nostra cronaca solo per fatti delittuosi legati alla presenza massiccia della ndrangheta, ma ricchi di storia, di bellezze naturali, d’antiche tradizioni che ancora oggi mantengono viva la gastronomia, la musica, il dialetto grecanico.
 continua qui

12 ottobre, 2008

Sersale (CZ) e i paladini di Carlo Magno


In giro sul web si trovano ancora perle di Calabria che a leggerle ti si riempie il cuore di una sana emozione.


Muscardinu è una località collinare della campagna ai piedi di Sersale ricca d'uliveti (l'olio di queste colline è di ottima qualità) in cui cresce lussureggiante il fico d'india. Muscardinu è il nome di un personaggio medievale leggendario, un cavaliere uno dei sette paladini di Carlo Magno. [i "paladini" sono eroi, personaggi consacrati all'ideale dell'amore per la patria, della fede e dell'onore] Questa località collinare prende il nome proprio da questo mitico paladino. Sono eredi di un versante di questa località di campagna mio padre le sue sorelle e cugini. Aldilà e nei dintorni di questa campagna si trovano altre colline che hanno ricevuto il nome del resto dei paladini di Carlo Magno: Razzone, Fariano, Filippazzu, Lucciu, Scaranu e il colle di Orlando.
Ma, che centra la letteratura epica francese con queste disabitate colline di campagna? Per quale motivo gli antichi proprietari chiamarono queste campagne con il nome di questi leggendari paladini di Carlo Magno?
per saperlo leggi qui

28 settembre, 2008

BEPPE GRILLO, PERCHE', PER UN VOLTA, NON VAI TU A QUEL PAESE?

Ho sempre avuto il sospetto che il blog di Beppe Grillo non fosse altro che un sito spazzatura, luogo di raccolta di migliaia di individui in preda ad un un vuoto emozionale e culturale disarmante.
Con il post relativo alla raccolta fondi per il sito "Ämmazzateci tutti", ne ho avuto clamorosa conferma.
D'altro canto Grillo fa il suo mestiere. Deve riempire di gente le sue serate, deve vendere i suoi dvd.
Ma pensare che migliaia di persone formino le proprie idee poltiche attingendo a quella fonte di informazione mi fa rabbrividire.
Il post su "Ammazzateci tutti", di cui ho una conoscenza diretta per averne fatto parte nei suoi primi mesi di vita, mi conferma che Grillo non si cura di approfondire gli argomenti di cui tratta nel suo blog, ma fa da megafono a realta' virtuali privi di un qualsiasi riscontro sul territoria, poiché se si fosse preso la briga di approfondire e venire di persona in Calabria, MAI avrebbe fatto quel post, e avrebbe dato spazio alle associazionji e ai calabresi che IN SILENZIO  e CONCRETAMENTE contrastano la Ndrangheta nei suoi santuari, dove, penso, Grillo non si sia mai fatto vedere.
Circa i frequentatori di quel sito o, peggio, chi va ai vaffa - day, penso si tratti di poveracci privi di un loro equilibri, una loro personalitá.Frustrati che si fanno guidare nel processo di formazione delle loro idee politico da un comico che pensa a riempire il proprio portafoglio.
Falliti, in parole povere
Circa il post di quel blog su "Ammazzateci tutti", permettemi che a quel paese a Grillo ce lo mandi io, stavolta.
Di tutto cuore!

26 settembre, 2008

SPONSORIZZIAM, SPONSORIZZIAM....






Der Spiegel, il noto settimanale tedesco, parla della Calabria.'


Quest'ultima regione si caratterizza per l'assoluta mancanza dei fondamentali necessari per definirsi "consorzio civile".


Mancano strade, mancano i servizi fondamentali, la speranza.


Certo che é demenziale, in questo contesto, andare a spendere milioni di euro per sponsorizzare la Nazionale di calcio, ed é normale che un settimanale straniero si ponga degli interrogativi, specie se per queste "operazioni" si utilizzano i fondi della Unione Europea, i quali dovrebbero essere utilizzati per realizzare le infrastutture che mancano e di cui la regione ha bisogno come il pane.


Leggo anche che la regione Calabria querelerá (tanto per spendere un altro pó di soldi inutilmente) il giornale tedesco.
Evidentemente é colpa del settimanale tedesco se la situazione della Calabria é disperata e, allegramente, si pensa di risolverla sponsorizzando la nazionale per attirare gente in una regione che non offre nulla per essere meta appetibile dei flussi turistici.


Forse lo é stata, ma se non hai le strutture e i servizi cosa vuoi fare?


Questa querela serve a tutelare l' immagine di una delle tante Calabrie esistenti, non certo la mia, la quale pretende che i media nazionali e stranieri si occupino della mia regione per metterla al centro del dibattito politico, sociologico, culturale ed economico nazionale ed europeo.




23 settembre, 2008

PER FISSARE LE IDEE



I meridionali del Nord continuano a proporre la loro brodaglia intellettuale in risposta all'articolo di Ernesto Galli dela Loggia , che trovo di qualitá eccelsa.

Ne sottolineo alcuni passi su cui penso, sia il caso di porre adeguata attenzione.

E' il silenzio.Un sostanziale silenzio sulle condizioni del proprio sistema scolastico che appare come un aspetto del più generale silenzio del Mezzogiorno. Un Mezzogiorno che ormai da anni ha cessato di parlare di se stesso e dei suoi mali, che da anni ha messo volontariamente in soffitta la «questione meridionale», che sembra ormai rassegnato a fingere una normalità da cui invece è sempre più lontano. E così la spazzatura copre Napoli, la scuola del Sud è quella che abbiamo visto, intere regioni sono sotto il dominio della delinquenza, in molti centri l'acqua ancor oggi viene erogata poche ore al giorno, i servizi pubblici (a cominciare dai treni) sono in condizioni pietose, il sistema sanitario è quasi sempre allo stremo e di pessima qualità, ma il Sud resta muto, non ha più una voce che dica di lui.


Sì, l'opinione pubblica meridionale, specie quella del Mezzogiorno continentale, nel suo complesso latita, è assente. Mai che essa metta sotto esame, e poi se del caso sotto accusa, i suoi gruppi dirigenti locali di destra o di sinistra che siano; mai che crei movimenti, associazioni, giornali, che agitino i temi della propria condizione negativa; mai che da essa vengano analisi sincere, e magari (perché no?) autocritiche, dello stato delle cose e dei motivi perché esse stanno al modo come stanno.Soprattutto sorprendente e significativo (eppure si trattava della scuola, dell'istruzione, santo iddio!) è apparso nei giorni scorsi il silenzio — o, peggio, l'adesione alla protesta perbenistico-sciovinista — da parte di tanti intellettuali. E' stata la conferma di un dato da tempo sotto gli occhi di tutti: che proprio la cultura meridionale, ormai, non si sente più tenuta a rappresentare quella coscienza polemicamente e analiticamente esploratrice della propria società, a svolgere quella funzione critica, che pure dall'Unità in avanti avevano costituito un tratto decisivo della sua identità. In questo silenzio e con questo silenzio degli intellettuali la «questione meridionale» mette davvero fine alla sua storia.

14 settembre, 2008

IL SILENZIO DEL SUD



di Ernesto Galli Della Loggia

FONTE: CORRIERE DELLA SERA

«Esiste una questione meridional e nella scuola italiana? Temo proprio di sì (…). L'Europa non boccia l'Italia e i suoi quindicenni (…) ma boccia il Sud e le Isole, assai indietro rispetto alla media europea mente il Centronord la supera nettamente. (…) Le fredde statistiche rivelano un fenomeno inedito: un abbassamento della complessiva qualità scolastica nel Sud. Nel passato, in piena "questione meridionale" generale, un liceo o una scuola elementare di Napoli aveva in genere un livello analogo alle consorelle milanesi. Oggi non è più così». A parlare in questo modo non è il ministro Gelmini, il ministro della «solita destra italiana». No. E' un esponente di antica data della sinistra come Luigi Berlinguer, tra l'altro un ex ministro dell'Istruzione, in un articolo di rara onestà intellettuale pubblicato sull'Unità del 29 agosto scorso. Articolo che però, abbastanza sorprendentemente, non ha provocato neppure la più blanda protesta da parte di quella legione di politici, professori e intellettuali che invece solo pochi giorni prima si erano stracciati le vesti per le cose più o meno analoghe dette dal responsabile attuale dell'Istruzione, il ministro Gelmini di cui sopra, seppellita sotto una valanga di vituperi per il suo supposto razzismo antimeridionale.Il fatto è che dovremmo prendere atto tutti, una buona volta, di alcuni dati di fatto. Non solo di quelli ormai notissimi delle rilevazioni Ocse-Pisa, ma anche, per esempio, della circostanza, che negli ultimi 7-8 anni i migliori piazzamenti nelle varie olimpiadi di matematica, informatica, fisica o nei certami di latino, ecc. organizzati internazionalmente, li hanno ottenuti quasi sempre studenti dell'Italia settentrionale. Così come dovremmo chiederci perché mai, di fronte a questi risultati, accade però che la maggiore concentrazione dei 100 e lode all'esame di maturità delle scuole italiane si abbia proprio in Calabria e in Puglia, o che le più alte percentuali di punteggi massimi si registrino in una scuola di Crotone (ben 34 «100 e lode »!) di Reggio Calabria (28) e di Cosenza (21), mentre i Licei Mamiani e Tasso di Roma si devono accontentare di appena due, e rispettivamente un solo, 100 e lode. Geni in erba a Crotone e geni incompresi a Friburgo o ad Amsterdam? Andiamo! E forse dovremmo pure chiederci come mai il Friuli, regione che pure fa segnare la percentuale di 100 e lode più bassa fra tutte le regioni d'Italia, veda invece poi i suoi studenti, nell'ultimo quinquennio, fare incetta di premi nelle più varie competizioni.E' fin troppo evidente che questo insieme di dati tira pesantemente in ballo non solo la realtà scolastica ma l'intera realtà sociale del Mezzogiorno. Ne parla del resto, senza peli sulla lingua, lo stesso Berlinguer nell'articolo citato: «Gli enti locali nel Centro- nord hanno fatto in questi decenni cose straordinarie per la scuola, egli scrive (…), nel Sud tutto questo o è episodico o non c'è. Nel Centro-nord la scuola è tema che influenza le scelte dell'elettorato locale, che stimola così gli amministratori. Al Sud o è episodico o non c'è». Insomma la società meridionale presta scarsa o nulla attenzione alla sua scuola, alla qualità dell'insegnamento, perché evidentemente non le considera cose molto importanti.Le famiglie, più che alla sostanza sembrano guardare all'apparenza dei «bei voti» comunque ottenuti. E quando la verità comincia a venir fuori — com'è per l'appunto accaduto con la sacrosanta denuncia del ministro Gelmini — allora la reazione generalizzata è quella del perbenismo indignato, del ridicolissimo «ma come!? noi che abbiamo avuto Croce e Pirandello!»: nella sostanza, cioè, è il fingere di non vedere, di non capire. E' il silenzio.Un sostanziale silenzio sulle condizioni del proprio sistema scolastico che appare come un aspetto del più generale silenzio del Mezzogiorno. Un Mezzogiorno che ormai da anni ha cessato di parlare di se stesso e dei suoi mali, che da anni ha messo volontariamente in soffitta la «questione meridionale», che sembra ormai rassegnato a fingere una normalità da cui invece è sempre più lontano. E così la spazzatura copre Napoli, la scuola del Sud è quella che abbiamo visto, intere regioni sono sotto il dominio della delinquenza, in molti centri l'acqua ancor oggi viene erogata poche ore al giorno, i servizi pubblici (a cominciare dai treni) sono in condizioni pietose, il sistema sanitario è quasi sempre allo stremo e di pessima qualità, ma il Sud resta muto, non ha più una voce che dica di lui. Unica e isolata risuona la nota dissonante di un pugno di scrittori e di saggisti coraggiosi come Mario Desiati, Marco Demarco, Gaetano Cappelli, Adolfo Scotto di Luzio di cui sta per uscire il bellissimo «Napoli dai molti tradimenti». Sì, l'opinione pubblica meridionale, specie quella del Mezzogiorno continentale, nel suo complesso latita, è assente. Mai che essa metta sotto esame, e poi se del caso sotto accusa, i suoi gruppi dirigenti locali di destra o di sinistra che siano; mai che crei movimenti, associazioni, giornali, che agitino i temi della propria condizione negativa; mai che da essa vengano analisi sincere, e magari (perché no?) autocritiche, dello stato delle cose e dei motivi perché esse stanno al modo come stanno.Soprattutto sorprendente e significativo (eppure si trattava della scuola, dell'istruzione, santo iddio!) è apparso nei giorni scorsi il silenzio — o, peggio, l'adesione alla protesta perbenistico-sciovinista — da parte di tanti intellettuali. E' stata la conferma di un dato da tempo sotto gli occhi di tutti: che proprio la cultura meridionale, ormai, non si sente più tenuta a rappresentare quella coscienza polemicamente e analiticamente esploratrice della propria società, a svolgere quella funzione critica, che pure dall'Unità in avanti avevano costituito un tratto decisivo della sua identità. In questo silenzio e con questo silenzio degli intellettuali la «questione meridionale» mette davvero fine alla sua storia. Abituati a essere portatori di istanze di critica e di cambiamento, abituati cioè a svolgere un ruolo socio-culturale oggettivamente di opposizione, e dunque, almeno in questo dopoguerra, orientati tradizionalmente a sinistra, gli intellettuali meridionali si direbbe che siano rimasti vittime della rivoluzione politica verificatasi nel Mezzogiorno negli ultimi vent'anni. La vittoria della sinistra in tanti comuni e in tante regioni, infatti, se per alcuni di essi ha voluto dire l'arruolamento in questo o quell'organismo pubblico, e dunque l'assorbimento puro e semplice nel potere, per molti di più, per la stragrande maggioranza, ha significato essere privati di una potenzialità alternativa essenziale, di una sponda decisiva per il proprio ragionare e il proprio dire d'opposizione.Dopo la vittoria della sinistra essere «contro» ha rischiato di significare qualcosa di ben diverso che per il passato: ed è stato un rischio che quasi nessuno si è sentito di correre.Peccato però che evitare i rischi non significa in alcun modo esorcizzare i pericoli: a cominciare, in questo caso, dal pericolo di un declino inarrestabile di cui sono testimonianza proprio le brillantissime pagelle degli studenti del Mezzogiorno.
14 settembre 2008

13 settembre, 2008

NO AL CARBONE, SI ALLO SVILUPPO ALTERNATIVO




Il progetto di costruire una Centrale a Carbone a Saline Joniche (RC) ha dato luogo ad un ampio dibattito tra i favorevoli e i contrari al progetto.
La novità è rappresentata dalla nascita di un coordinamento delle associazioni dell'Area, il quale ha prodotto un documento che riporto qui di seguito.


L'ipotesi di realizzare una Centrale a Carbone rievoca spettri di un passato "pseudo-industriale", tradito sul nascere, che ha provocato stravolgimenti e disastri sul nostro territorio. Una violenza inaudita che non ha tenuto conto delle vocazioni naturali dell'Area ed ha negato la possibilità di un percorso di sviluppo all'intero comprensorio.
Dal fallimento di quel modello ad oggi sono passati più di trent'anni e niente è accaduto. Nulla è stato fatto per perseguire la riconversione dell'Area secondo sistemi compatibili con l'ambiente, con la nostra storia e con i nostri bisogni.
E oggi come ieri i nostri bisogni e le nostre aspettative non sono compatibili con il progetto della S.E.I. che:
- propone un impianto facendo leva sul bisogno di lavoro, promettendo ciò che non potrà mantenere in termini di occupazione;
- un impianto che non attiverà, attorno a sé, un indotto economico significativo ma, al contrario, deprezzerà i valori degli immobili e delle attività commerciali ed agricole;
- che produrrà emissioni diffuse di agenti inquinanti nocivi per la salute dei residenti;
- che genererà un notevole danno ambientale diffuso in mare, attraverso l'innalzamento della temperatura dell'acqua, in aria con la coltre di polveri sottili ed in terra con la conseguente ricaduta di queste polveri.
Niente lavoro, rischio per la salute, crollo dei valori immobiliari, inquinamento.
Di fronte a tutto questo dove sono i benefici?
La Calabria ha un esubero di produzione energetica rispetto ai suoi consumi perciò l'energia prodotta andrebbe ad alimentare fabbriche ed abitazioni di altre Regioni del Paese, e va ricordato, a tal proposito, che la Calabria s'é fatta già carico dei problemi del Paese con il suo nulla-osta al rigassificatore da allocare nel porto di Gioia Tauro. Abbiamo già dato!
Non vogliamo più assistere inermi a progetti imposti dall'alto e che non tengono conto delle vocazioni e delle reali potenzialità del territorio, ma pretendiamo di conoscere le previsioni ed i programmi che la Regione Calabria intende realizzare su questo territorio e con i quali, come affermato dal Presidente Loiero, la costruzione della Centrale non è coerente.
Noi, il mondo dell'associazionismo dell'Area, ci proponiamo e siamo disponibili a promuovere la costruzione di un programma di sviluppo alternativo e sostenibile che valorizzi le risorse naturali, storico-culturali e paesaggistiche partendo dalle vocazioni naturali di questa porzione di territorio, convinti che la Centrale non rappresenti un volano di sviluppo ma l'ennesima e questa volta definitiva "mazzata".
COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI
DELL'AREA JONICA
Per ulteriori informazioni: coord.assoareajonica@gmail.com

11 settembre, 2008

BORGHESIA MAFIOSA E SOCIETA' CONTEMPORANEA



Mentre i bambinoni giocano ai soldatini il dramma del Sud continua.
Un fenomeno molto grave è quello della cosiddetta "borghesia mafiosa", il quale mischia le carte, rompe gli argini tradizionali tra società civile sana e quella malata. Se poi esso deborda, la prima vede ritirarsi i suoi spazi in ambiti sempre più stretti, al punto che verrebbe da chiedersi se si possa definire consorzio civile il contesto di vita, dato che saltano gli originali pali dell'etica e dei giochi economici sostituiti da altri che rispondono a logiche deviate, per cui l'alternativa è adeguarsi o finire isolati in un vicolo cieco senza ritorno, nel quale ogni tentativo di affermazione viene frustrato dal contesto marcio in cui si vive.
Ritengo utile approfondire questo aspetto, che coloro i quali lottano per l' indipendenza del Sud, dalle loro comode posizioni al Nord non possono conoscere.
Consiglio la lettura
della "Relazione di Umberto Santino al convegno su "Mafia e potere" di Magistratura Democratica, Palermo, 18-19 febbraio 2005

31 agosto, 2008

CAMMARELLE MANDA AL TAPPETO I TIFOSI DELLE "DUE SICILIE"



Dal quotidiano "La Repubblica" del 25/08/2008

Articolo di Emilio Marrese relativo alla vittoria del pugile Cammarelle..

Ad un certo punto si legge "...che lui, tiene a precisare, è nato a Cinisello balsamo ed è lombardo: non che rinneghi le radici, però gli da noia essere sempre annesso al "Gomorra fight club" di Russo e compagni "Smettetela di definirmi pugile campano"
Qualche settimana fa su un sito si leggeva che

"Noi del Comitato delle Due Sicilie-Lombardia siamo andati a fare una ricerca “etnica” per capire se davvero gli atleti azzurri che hanno vinto più medaglie avessero i “geni padani”

Si trattava di una risposta a certe esternazioni(stupide IMHO) di Mario Borghezio.

Pur di dare conferma alle loro tesi, taluni, si rendono semplicemente ridicoli, nel proporre le relative argomentazioni. Bastano le dichiarazioni di una persona sana come Roberto Cammarelle per smontare tutti i proclami di certe persone, le quali non possono pensare di essere utili al destino del Sud perdendosi in un lontano passato, specie quando operano e si ingrassano al Nord, che tanto odiano, senza avere il coraggio di abbandonare le loro comode posizioni e scendere a sporcarsi le mani nella Terra, che tanto dicono di amare.




17 agosto, 2008

CENTRALE A CARBONE DI SALINE IONICHE- CONSIDERAZIONI



Tornando ad occuparmi di cose serie, dopo uno sconfinamento nel nulla, pubblico una interessante riflessione di Federico Curatola.
Solo vivendo e operando sul territorio è possibile conoscere le problematiche, approfondire la comprensione dei problemi, proporre soluzioni, dare voce al sentire della gente.
Non avendo mai vissuto al Sud e avendo una comoda situazione lavorativa al Nord, uno che ciarla di Borbone e tutto il caravanserraglio di parole inutili che intorno ad esso gira, può mai ergersi a guida? può mai rappresentare qualcosa, o qualcuno? può essere credibile agli occhi della popolazione meridionale che ogni giorno lotta per andare avanti?..
Allora caro Filangieri continua a giocare con i soldatini, che ai problemi del Sud ci pensano persone come il Curatola, che si mette in gioco, vive sul territorio, conosce i "Rumors" del territorio.

La cittadina di Melito di Porto Salvo sembra non essere più di tanto consapevole di cosa potrebbe accadere a pochissimi chilometri. “Si ho sentito che vogliono fare una fabbrica”, “Ah si, la Centrale, no guardate non mi occupo di queste cose e poi tanto non credo più a nessuno, quando la vedrò…”, o peggio ancora “No, perché, cosa vogliono fare?”. Ho raccolto tre commenti di questo tipo sul Viale Garibaldi in una calda mattina di mezz’estate. Gente comune, che entrava in banca, o al bar, o in un esercizio commerciale. Gente che decenni di distacco, mala politica e disinformazione hanno contribuito ad alienare, ad allontanare da ciò che la circonda, facendole dimenticare di essere “padrona” del proprio territorio e che può essere determinante in un qualsiasi processo decisionale.

Non sto parlando dell’essere favorevoli o meno a questo o quel modello di sviluppo, sto parlando di partecipazione, di interesse (che non sia quello economico), di quel sentimento sopito che ogni uomo ha dentro di sé. Parlo di espressione del proprio pensiero, di condivisione delle proprie idee. Questa è la vera ricchezza dell’uomo.

Ma da queste parti, l’uomo, sembra averlo dimenticato. E se serve un evento come la presentazione del progetto della Centrale a Carbone per risvegliare l’interesse verso ciò che ci circonda ben venga (in senso lato).

Per molti anni, quegli anni che ci avrebbero permesso di chiudere i conti con la “questione meridionale” che ci portiamo addosso, la nostra Area è stata prima dissacrata e poi abbandonata a sé stessa servendo solo come alibi o, quando faceva comodo, come bacino elettorale per questo o quel politico (di ogni colore).

Mentre altre zone della nostra arretratissima Regione crescevano, anche se di poco, noi abbiamo fatto molti passi indietro, sedendoci ad aspettare e domandandoci quale sarebbe stata la prossima “promessa mancata”.

La Regione e la Provincia in quasi quarant’anni non hanno mai neanche lontanamente pensato ad un piano di sviluppo per questa che è l’area più depressa in assoluto. Eppure qualche spunto c’era…un porto, molte bellezze naturali, molti saperi (ormai quasi perduti), e tanta tanta naturalità. Elementi caratterizzanti di una “potenzialità” turistica di tutto rispetto.

Ma affinchè questa potenzialità si trasformasse in “offerta”, era necessario infrastrutturare, rendere accessibile, innovare, far crescere culturalmente, insomma in una parola “investire”.

A nessuno oggi sarebbe venuto in mente di costruire una Centrale a Carbone se a Saline ci fosse un porto turistico, un acquapark, un villaggio, ecc…

Invece in una zona arida, semi-desertica, asfittica dal punto di vista turistico ed imprenditoriale ed in cui quasi a nessuno importa di ciò che accade intorno a sé, un progetto come quello della Centrale a Carbone potrebbe attecchire. Dietro il miraggio di qualche posto da guardiano notturno o di idraulico o quant’altro, la gente non vede a cosa va incontro in termini di salute. Certo è difficile, in termini di legge, dimostrare il diretto collegamento tra l’aumento dell’incidenza tumorale e le sostanze emesse dalla centrale, ma se usiamo il buon senso e la testa, sapremo darci una risposta.

Non è ancora il tempo della rassegnazione, è invece il tempo di svegliarsi e di proporre, dal basso, un’alternativa seria, fattibile e metterla finalmente in atto. Faremo due cose positive, creeremo vero sviluppo ed allontaneremo lo spettro di queste iniziative che ci vengono presentate come “scialuppe di salvataggio”.

Federico Curatola

11 agosto, 2008

PARTE "IBERNAUTA PROJECT"-


"Calabria buona" - n°1

ELENA FAZIO interpreta "Intro Ibernauta Project"

Domenica 24 agosto 2008 ore 22.00
S. MARIA DEL CEDRO – Carcere dell’Impresa

La prima edizione di “Storytellers & Jazz” chiude i battenti con uno
spettacolo teatrale di denuncia sul processo di emarginazione, a volte
anche inconsapevole, dei disabili sensoriali a causa dell’assenza di
letture digitali o di scritture e informazioni per loro accessibili. Intro
Ibernauta Project, introduzione al progetto completo, molto ampio, prende
il nome da una poesia del libro “Dalla Ziggurat di Ur” di Laura Raffaeli,
poesie che faranno capire meglio che la femminilità, la dignità, la
maternità sono qualità che si mantengono anche dopo un incidente di moto
che lascia una cecità assoluta e una sordità parziale.
Ibernauta Project mira ad abbattere le barriere più importanti, che non
sono solo quelle architettoniche, giornalmente sotto gli occhi di tutti, ma
quelle mentali e della comunicazione. Protagonista della serata, l’attrice
Elena Fazio, che sarà accompagnata musicalmente dalla cantante Antonella
Biondo e dal pianista Francesco Scaramuzzino.
Il libro, già disponibile come ebook accessibile su Blindsight Project,
sarà anche un audiobook, sempre recitato da Elena Fazio, (di prossima
uscita).

www.blindsight.eu (per l'ebook)
www.myspace.com/ibernauta (ogni info su Ibernauta Project)

www.peperoncinojazzfestival.com/artisti.html (per il programma del festival)

E' solo un "intro" di qualcosa mai realizzata prima d'ora: I DISABILI
SENSORIALI CHE VORRANNO PARTECIPARE IN FUTURO, SIA COME ARTISTI CHE PER
COLLABORAZIONI VARIE, POTRANNO SCRIVERE A INFO@BLINDSIGHT.EU

07 agosto, 2008

BOVA SUPERIORE(RC) PRESENTAZIONE DEL LIBRO "CE L' HO FATTA!"


“Da questa piazza da piccolo venivo ad ascoltare i racconti degli anziani, oggi sono io a raccontare a tutti voi la mia vita”

Questa frase dell’ ispettore superiore a riposo del Corpo Forestale dello Stato Leone Casile riassume il senso della serata di cultura vissuta a Bova superiore in occasione della presentazione del suo libro “Ce l’ ho fatta!”.alla presenza del professor Pasquino Crupi, del comandante regionale del Corpo Forestale dello Stato Ingegnere Vincenzo Caracciolo, del presidente del Parco dell’Aspromonte Leo Autelitano e dei sindaci di Bova Superiore , Condofuri e Bagaladi.
Il libro è l’ imponente racconto di quarant’anni di vita all’ interno del Corpo Forestale di un ragazzo di Bova , il quale, in maniera particolareggiata, racconta la sua esperienza professionale vissuta in vari comandi stazioni di frontiera nelle zone più interne della provincia reggina, tra cui Platì. San Luca.
Il lettore potrà avere visione di un ruolo, quello dell’ agente forestale, nel suo divenire da un’epoca nella quale egli, spesso, era l’ unica presenza dello Stato in lande isolate in un’altra nella quale svolge il moderno ruolo di poliziotto ambientale.
Molto spesso per intere popolazioni, le pattuglie del Corpo Forestale hanno rappresentato l’ unico segno tangibile di uno Stato lontano e l’agente forestale ha interpretato il suo ruolo cercando di istaurare un rapporto proficuo di collaborazione con la popolazione per rispondere al fine istituzionale del corpo di salvaguardare il Bosco e la Montagna.
Oggi , purtroppo, quel ruolo si è perso per i mutamenti imposti dalla legge di riordino del 2004, am il libro può essere utile strumento per tornare allo spirito di un ruolo antico del Corpo Forestale, ma allo stesso tempo moderno, poiché la collaborazione e l’ interazione con la popolazione è la via più sicura per rispondere efficacemente alla domanda di salvaguardia che si richiede per il territorio montano in senso lato.
Il libro di Leone Casile è tutto questo. La storia di uno e , al tempo stesso, tutti i protettori della montagna che hanno fatto sempre fino in fondo il loro dovere nell’ interesse primario della loro amministrazione.  

04 agosto, 2008

CONDOFURI (RC) - 7 AGOSTO SCREENING GRATUITO PER PREVENIRE I RISCHI DI ICTUS CEREBRALE

foto:
i partecipanti all' iniziativa dello scorso anno.


Giornata di prevenzione dal rischio di Ictus cerebrale il 7 agosto a Condofuri.

Come l’anno scorso la dottoressa Antonia Nucera, della Stroke Unit dell’Arcispedale Santa Nuova di Reggio Emilia , presidente della sezione dell’ Emilia Romagna dell’associazione italiana per la lotta all’ictus cerebrale ONLUS, nativa di Condofuri organizza lo screening per il rischio cardio-vascolare e cerebrale, attraverso il controllo, assolutamente gratuito, dei livelli di glicemia, colesterolo e pressione arteriosa e l’esame Doppler TSA, esame che presso strutture pubbliche implicherebbe tempi di attesa lunghissimi. Appuntamento presso il locale “Sole Nero” sul Lungomare di Condofuri dalle nove del mattino in poi..
“Due casi di ictus su tre potrebbero”- spiega lAntonia Nucera – “ essere evitati se la prevenzione e le cure fossero praticate in modo adeguato. Lo scopo dell’associazione , prima di tutto, divulgare tutte le informazioni utili a riconoscere tempestivamente le manifestazioni della malattia e le condizioni che la favoriscono, a tal proposito invito a visitare il sito http://www.aliceitalia.org/. per riconoscere i sintomi della malattia. Altro punto che sta a cuore all’associazione la realizzazione centri specializzati, ovunque nella cura dell’ictus cerebrale”.
“A tal proposito la mia esperienza”- continua la dottoressa Nucera “- mi fa dire che, mentre in alcune regioni , come l’ Emilia Romagna, si è all’avanguardia in questo campo, in altre , come la Calabria,siamo all’anno zero. Eppure l’applicazione di questi programmi farebbe risparmiare immense somme di denaro”..
“Si lavora per una presenza stabile dell’associazione in provincia di Reggio Calabria, e a tal proposito lancio un appello a tutti i miei colleghi ” conclude Antonia Nucera e non mi stancherò mai di ringraziare il Sig. Nuccio La Rosa responsabile d’area per la regione Calabria della Ditta ESAOTE ,leader nel campo degli Ecografi, il quale renderà possibile l’utilizzo della macchina per il doppler, per l’intera giornata”.

30 luglio, 2008

UNITA?


"I TEMPI SONO MATURI" qualcuno molto più intelligente di me faceva notare.

Dopo circa 150 anni dalla geopolitica unità truffaldina della penisola italica, è giunto il momento di raccogliere i frutti che i nostri avi hanno seminato.

Lo stato sabaudo, sta correndo ai ripari, gli eredi di cavour sono impegnati in una campagna mediatica mirata al recupero della mentalità unitaria, cercando invano di trasmettere quel senso nazionalistico che non sono riusciti a creare in 147 anni di esistenza del governo italiano.

Da una parte c'è l'inutile presidente che cerca di risollevare il valore della bandiera e della costituzione, dall'altra i ministri che organizzano, degni dei migliori attori, tappe sul tutto il territorio nazionale, militarizzando città, piazze, quartieri, proprio come farebbe un invasore nel territorio conquistato.

Se per un giorno cesserebbe il servilismo dei media, agli occhi dei tanti, l'italia farebbe la figura di un paese che cerca un inutile recupero del mai esistito senso patriottico.

Le ultime elezioni politiche hanno evidenziato, anche se nessun media l'ha riportato, come la maggioranza degli italioti (più del 40% sul totale del corpo elettorale) abbia scelto di non premiare ancora una volta i partiti nazionalisti.

Tutto questo movimento preventivo trae origini sicuramente dalle continue minacce al pensiero nazional-sabaudo, che tutti i movimenti indipendentisti stanno mostrando, ricevendo sempre più consensi da parte della gente che ha notato la politica fallimentare degli ultimi 147 anni.

I liguri con il M.I.L., i veneti con i P.N.V., il sud con i Comitati Due Sicilie, rappresentano solo alcuni di questi movimenti che crescendo anche grazie alla libera voglia di comunicare che trova sfogo nella grande rete che internet ci offre, stanno minacciando la nazione sabauda.

Ma per raccogliere i frutti, bisogna lottare contro tanti nemici

Un nemico è rappresentato dalla voglia di protagonismo e di potere che caratterizza l'operato di qualche esponente di movimenti indipendentisti, questo sottrae energia alle azioni volte al recupero dell'identità storico culturale che è alla base del raggiungimento degli obbiettivi di noi tutti.

Un altro nemico sono i media servi dell'italia, che diffondono propaganda sabauda screditando ingiustamente gli esponenti dei movimenti indipendentisti, accostandoli a seconda delle occasioni, a camorristi/mafiosi o a razzisti.

Un nemico da non sottovalutare, sono invece la creazione, la diffusione, e l'appoggio da parte di politici romani, di partiti doubleface, autonomisti dichiarati, filosabaudi per necessità, che alla stregua dei peggiori venditori di fumo, distolgono l'attenzione dei tanti che anelano ad un indipendenza del loro territorio.

Essere compatti contro il comune male che è la causa scatenante della nostra nascita, è il mezzo più semplice per raccogliere i meritati frutti che da circa 150 anni stanno maturando, il recupero storico-culturale che stiamo cercando può partire proprio dal sentimento che noi tutti proviamo verso lo stato sabaudo, noi tutti amiamo quello che la nostra terra era prima del 1861.

Essere consapevoli che potenzialmente siamo la maggioranza del culturalmente inesistente popolo italiano, ci dia la forza e la consapevolezza che proprio la loro creatura (l'unità dei popoli di diverse nazioni) gli si rivolterà contro.

Nello Esposito

CDS Casellammare di Stabia

http://nazionedelleduesicilie.blogspot.com

24 luglio, 2008

CONDOFURI (RC) - ANTONELLA MAFRICI REAGISCE DOPO LA REVOCA DEI SUOI INCARICHI IN GIUNTA COMUNALE

Terremoto politico a Condofuri.

Il sindaco Filippo Lavalle ha revocato gli incarichi di vicesindaco e assessore alle Pari Opportunità ad Antonella Mafrici.

In risposta a tale atto, quest’ultima ha scritto una lunga e articolata lettera indirizzata al primo cittadino.

Innanzitutto, l’ex vicesindaco si sofferma sul contenuto del decreto con il quale le sono state revocati gli incarichi, “I licenziamenti del personale”- si legge nella lettera –“ devono essere motivati e per giusta causa .Ma nel caso che mi riguarda , non si è sentito l’obbligo di contestare episodi, fatti, azioni tali da far venire meno la fiducia, come deve essere in un dialogo tra persone civili. Generalizzare con vacue espressioni, significa non avere ragioni per procedere seriamente, se non il tentativo di eliminare un elemento scomodo, non essendomi mai piegata, a compromessi, a progetti dispendiosi e inutili, contrari agli interessi della collettività”.

Antonella Mafrici elenca i servizi espletati nel suo incarico di assessore a favore dei concittadini: assistenza domiciliare per anziani e disabili; trasporto alle Terme di Antonimina; soggiorni per anziani; progetti d'integrazione sociale a favor dei soggetti in difficoltà socio-economiche; gite sociali per anziani.

Inoltre denuncia il boicottaggio subito per altri progetti : la sistemazione Villetta Comunale in Condofuri Marina; attività per i minori; tariffe privilegiate per i più bisognosi; proroga progetto d'integrazione sociale, ecc.

Il mancato finanziamento di tale iniziative è dovuto, secondo la Mafrici – “ alla irrazionale distribuzione dei fondi disponibili destinati, per opere non primarie e non necessarie”

Rivolgendosi direttamente al Sindaco e ai colleghi di giunta l’ex vicesindaco si chiede “A parte gli atti oggetto di severa critica da parte della Corte dei Conti ed aver sperperato il danaro pubblico per particolaristici provvedimenti e per smaccati favoritismi, cosa ha concretizzato; ed quali obiettivi si sono posti e quali mete si sono raggiunte!?”

La lettera continua con una lunga serie di interrogativi su cosa sia stato fatto per lo sviluppo economico, per la tutela dell'ambiente e del territorio, per il personale, per i servizi comunali, per le attività ricreative e culturali, per riordinare il marasma del settore tributario; e ancora “quale indirizzo si è dato per l'eliminazione del contenzioso? Cosa è stato fatto per incrementare le attività produttive del Comune? Perchè non è stato valorizzato il patrimonio artistico e culturale del nostro Paese e molto altro ancora potremmo aggiungere a dimostrazione della sua inefficienza”.

Nulla di nulla è la risposta della Mafrici “nonostante questi impegni programmatici facessero parte del programma indirizzato alla collettività”.

L’ex vicesindaco sottolinea che all’interno della giunta ella ha sempre agito nell'interesse della collettività, esprimendo le sue critiche costruttive all’ operato del sindaco, inoltre il fatto che la sua opera fosse stata apprezzata e valutata positivamente da tutti compresa l'opposizione,sarebbe dovuto essere il fiore all’ occhiello della giunta Lavalle”!

Antonella Mafrici conclude la sua lunga missiva esprimendo l’assenza di un qualsiasi rammarico e, anzi, ringraziando, amaramente, il primo cittadino, il quale con “ la sua mossa ha evidenziato, che lungi dall'essere attaccata alla poltrona, l’ ho contrastato quando l'ho ritenuto doveroso nell'interesse dei Cittadini. Ed è a loro che risponderò del mio operato, anche nel corso della prossima seduta del Consiglio Comunale, quando lei porrà - come Statuto Comunale impone - in discussione l'argomento della revoca dei decreti che mi riguardano”.

23 luglio, 2008

CONDOFURI (RC) - INCENDIO DEVASTA LA ZONA MONTANA DEL COMUNE



Incendio devasta la zona montana del comune di Condofuri.

Un pomeriggio di paura è stato quello di due giorni fa nelle frazioni San Carlo, Passo Masseria e Barone della cittadina del Basso Ionio Reggino.

Un fronte di fuoco di vaste proporzioni ha impegnato per ore uomini e mezzi della protezione civile, Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco,

Per ore si è lavorato per arginare le fiamme con l’ausilio di due Canad – Air che hanno scaricato un immenso volume d’acqua sulle fiamme alimentate, tra l’altro, da un forte vento.

Il giorno dopo resta ancora la paura di chi ha visto il fuoco avvicinarsi pericolosamente alle abitazioni, la disperazione di chi ha subito dall’evento danni di proporzioni incalcolabili.

Nell’area interessata dall’ incendio, infatti, sono ubicate numerose aziende agricole, le quali sono state colpite duramente. Chi ha visto svanire in fumo decine di piante di ulivo chi, ancora più sfortunato, ha visto distrutto un capannone che serviva da ricovero per il bestiame.

E’ forte l’appello. che tutti gli interessati fanno affinché l’amministrazione comunale si attivi al più presto per dichiarare lo Stato di calamità naturale per consentire a chi ha subito danni immensi di recuperare qualcosa.

In questo senso è accorato l’appello del consigliere di minoranza Domenico Paino , il quale chiede l

che la giunta comunale si attivi, per quanto di sua competenza, per avviare l’iter che consenta di dare ossigeno ad aziende colpite a morte dall’evento dell’altro giorno, investendo provincia, regione e prefettura dell’accaduto, inoltre chiede l’ immediata convocazione di un Consiglio Comunale ad hoc , nel quale discutere della vicenda e fornire, e fornire supporto ad un gran numero di aziende, che rischiano di scomparire.

Tra i proprietari serpeggia, forte il malcontento, specie perché, si fa notare che nella zona colpita non vi sono strade adeguate per cui i mezzi di soccorso , in particolare le autobotti, non hanno potuto raggiungere il luogo del disastro e , operare nel modo più consono, per cui si spera che questa problematica possa essere in qualche modo risolta.

Inoltre, si pone l’accento, sul necessario lavoro di prevenzione di tali eventi, in quanto ogni anno questi eventi si ripetono senza alcuna soluzione di continuità.

21 luglio, 2008

SUL LUOGO DEL RELITTO



articolo tratto da Gente viaggi
Un tempo erano navi militari: trasportavano truppe, armi e munizioni. Affondarono e oggi
sono relitti, che giacciono in fondo al mare, trasformati in musei sommersi. Lo sanno bene
in Calabria, nelle cui acque si trovano 156 naviandate a picco nel corso dell'ultimo conflitto
bellico, una concentrazione unica al mondo, comparabile solo con quella dei fondali di Pearl
Harbor.
L'assessorato al Turismo e alla Cultura ha deciso di valorizzarla e ha messo a punto
il progetto Sul luogo del relitto, nel Tirrenoe nello Ionio. «Un'equipe di esperti», spiega
Francesco Scavelli, responsabile del progetto,«ha già localizzato ed esplorato 40 relitti,
ricostruendone la storia attraverso laboriose ricerche negli archivi navali».
Un mondo tuttoda scoprire per gli appassionati di storia, ma anche per chi ama la biologia marina. La natura ha fatto rinascere questi relitti, che da simboli di guerra sono diventati simboli di vita: lungo le fiancate degli scafi proliferano colonie dialghe e di spugne, gorgonie adornano ponti e ciminiere, pesci guizzano tra le lamiere arrugginite.
La rete di diving center Consorzio Calabria Sub (tei. 0961.747898) propone tour subacquei nei due mari calabresi. Ma anche chi non pratica le immersioni può partecipare all'avventura, salendo a bordo di un sottomarino.
Gli istruttori del diving clubSensazioni Blu a Paola (tei. 348.3268364) accompagnano nella difficile esplorazione alla scoperta del relitto di Fiumefreddo Bruzio, il più grande affondato nel Mediterraneo: la Trapez 4, una nave cisterna francese che ora giace maestosa a 72 metri di profondità.
Nello Stretto di Messina, dove c'è un vero e proprio sacrario militare di navi sommerse,
il diving center Un Tuffo nel Blu a Scilla (tei. 338.7562343) propone una crociera in barca a vela: tre giorni a bordo con tour dei relitti in cinque immersioni costano €480.
Da vedere il vapore di Cannitello, spezzato in due tronconi e cosf affascinante da meritare
una telecamera ancorata sul fondale che loinquadra di continuo e tramite il circuito Earth
Tv ne trasmette le immagini a 50 televisioni nel mondo.
Doppiato capo Spartivento, anche lo Ionio nasconde un consistente numero di relitti, come uno dei quattro grandi sottomarini della Regia Marina Italiana, l'Ammiraglio Millo, trovato lo scorso anno da un team di esperti delle grandi profondità al largo di Punta Stilo.
Il tour operator Evolution Travel (tei. 049.8912509) offre un pacchetto di cinque giorni in mezza pensione, con quattro immersioni per visitare i relitti del basso Ionio, a €352.

20 luglio, 2008

CALABRIA NEL PALLONE



Un bell'articolo di Giusva Branca tratto dal sito www.strill.it

Condivido pienamente le considerazioni dell'autore. Incapace di risolvere i problemi

la classe politica Calabrese fa operazioni di propaganda, sperperando denaro pubblico.

Dignità, senso di responsabilità, attenzione alle condizioni disastrose della Regione Calabria suggerirebbero ben altri provvedimenti.

Ma sono secoli che ho perso la speranza che la logica e la serietà guidino l'azione della politica Calabrese

"Il vero problema di Palermo è il traffico" - sentenziava Johnny Stecchino in un celeberrimo film - alla stessa maniera più di qualcuno si è convinto che il problema della Calabria sia l'immagine.

Cioè: mentre la gente muore negli ospedali, la criminalità ammazza per le strade, il malaffare impera, la disoccupazione galoppa, i servizi scendono sotto il tasso minimo accettabile, c'è chi pensa che il vero problema sia l'immagine che la Calabria dà di sè stessa.

Intendiamoci: il problema esiste, nella misura in cui molti lati positivi della calabresità vengono sottaciuti per dare spazio sempre, comunque e solo alla Calabria brutta, sporca e cattiva.

La notizia è che la Giunta regionale ha disposto un investimento di 1,8 milioni di euro per diventare "sponsor istituzionale" della FIGC, in buona sostanza per abbinare alla Nazionale di calcio il proprio nome.

Abituiamoci a vedere il logo della Regione dietro le spalle di De Rossi e Pirlo, durante le interviste.

Ecco, il nocciolo della questione è proprio questo: di recente, presentando l'iniziativa che garantisce i voucher formativi all'estero a centinaia di giovani Calabresi, il Presidente del Consiglio regionale, Bova, rimarcava che proprio queste iniziative dimostrano che esiste anche un'altra Calabria che merita di finire sui giornali, accanto all'altra, tristemente nota.

Bova sottolineò come - proprio per dare "immagine" all'iniziativa - una certa somma sarebbe stata investita alla voce "comunicazione".

Bene, benissimo, trattasi di operazione tristemente necessaria.

Ma - e torniamo agli azzurri in salsa calabra - piuttosto che , a suon di soldi (circa la somma spesa dall'hospice per tirare avanti in un anno e mezzo), veicolare il generico logo o il generico spot che richiama alla mente la Regione Calabria, cioè esattamente lo stereotipo che troneggia nell'immaginario collettivo, non sarebbe stato più opportuno veicolare iniziative che segnano un momento di riscatto, di speranza, come quella illustrata da Bova, ma anche come tante altre che, vivaddio, caratterizzano il lato fero ed orgoglioso della nostra terra?

Certo, però, queste non garantiscono la "vip" durante l'esecuzione degli inni nazionali.

E c'è chi non si perderebbe questo momento per niente al mondo...

19 luglio, 2008

RICCARDO RICCO' - IL TRAGICO SPECCHIO DEI NOSTRI TEMPI



Leggo su un giornale che un medico di mia conoscenza è stato condannato per omicidio colposo perché aveva rimandato a casa , una notte mentre era in servizio presso il Pronto Soccorso, un signore che aveva avuto un incidente a casa e che, dopo sei ore è morto di emorragia cerebrale.
Assisto allibito alle vicende di Riccardo Riccò, ennesimo truffatore del mondo del ciclismo, il quale tutto è tranne che uno sport.
Due vicende lontane, privi di legami, ma che possono avere un minimo comune denominatore se si pensa che esse siano il tragico specchio dei nostri tempi, un periodo storico in cui la ragionevolezza, l'etica, la logica, l' impegno, l'abnegazione, la serietà, l' onestà e tutti i possibili sinonimi sembrano essere diventati orpelli inutili del vivere quotidiano.
Il medico, che rimanda a casa il poveraccio solo perché viene disturbato nel cuore della notte e il giovane imbecille che si droga per avere la vetrina sui media di tutti il mondo sono solo due esempi del modello che più ha preso piede nel nostro Paese.
Il mediocre che occupa indebitamente il proprio posto, e , invece di fare un servizio , uccide perché incapace, moralmente, di svolgere il proprio compito.
Non è tanto il problema della raccomandazione che in Italia c'è sempre stata, quanto piuttosto di un costume per il quale si cerca di ottenere un risultato con ogni mezzo tranne che con l' impegno e il sacrificio.
Il sistema, marcio fino al midollo, ha sposato questo "modus vivendi", per cui un esercito di inetti occupa il posto che i meritevoli devono elemosinare e il risultato è che il Sistema Paese è ormai alla frutta.
La selezione naturale di Darwin ha il preciso scopo di preservare e perpetuare la specie scegliendo gli esemplari più forti, più sani.
In Italia la selezione darwiniana è stata blccata è chi meritava di essere estraneato dal consorzio civile occupa i suoi gangli vitali.
Il risultato?
Tempo qualche generazione e il popolo italiano sparirà se non si mette in moto la rivoluzione della meritocrazia, dell'etica, del rigore morale.
Potrà mai questa rivoluzione realizzarsi in Italia.
Io ho i miei dubbi!

14 luglio, 2008

UN MESE



Un mese è trascorso dal mio Matrimonio.
Una giornata perfetta ha segnato l'inizio del periodo più bello della mia vita. Passare dall'IO al NOI è davvero il passo definitivo della maturità e dell'evoluzione di una persona sana.
In un'epoca in cui si esalta l' IO e il soddisfacimento dei suoi bisogni primari quale unico scopo dell'Umanità, fondare una famiglia fondata sul NOI è eroico.
A ben vedere ciò a cui porta la cultura dominante è un inferno in cui la vita non ha valore, il sesso è merce, l'etica è un inutile orpello ostacolo del proprio arricchimento o soddisfazione dei propri bisogni primari.
NON E' L' INFERNO QUESTO?

Il matrimonio è l'unione fisica, morale e legale dell'uomo (marito) e della donna (moglie) in completa comunità di vita, al fine di fondare la famiglia e perpetuare la specie.

Matrimonio e famiglia sono due istituzioni inseparabili, in quanto la seconda trae origine dalla prima e su di essa costantemente si regge. L'analisi storica e sociologica rivela che l'istituzione del matrimonio come quella della famiglia hanno assunto configurazioni diverse; ma, nonostante i profondi cambiamenti che si sono avuti soprattutto durante gli ultimi tempi, sia il matrimonio sia la famiglia hanno conservato funzioni primarie e fondamentali.

Essi infatti consentono ai coniugi la loro personalizzazione, mediante l'attuazione del loro progetto di umanità; provvedono alla generazione dei figli e alla costituzione della società; ed infine favoriscono, anzi procurano la formazione della cultura.

Per i cristiani il matrimonio ancor più che un contratto giuridico è una qualità di rapporto che assurge a valore sacramentale. Gesù Cristo, elevando il matrimonio a dignità di sacramento della nuova alleanza fa partecipare l'amore dell'uomo e della donna al mistero della grazia che trascorre da Lui nella Chiesa.

Sulla scorta dei testi evangelici, tra cui in particolare l'episodio delle nozze di Cana e delle lettere di san Paolo, i Padri della Chiesa hanno ripetutamente rilevato come l'inserimento vitale degli sposi cristiani nello sposalizio celebrato tra Cristo e la Chiesa costituisca il fondamento dell'amore nuovo tra i coniugi, chiamati a volersi bene come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei (Ef5,25).

Il Concilio di Trento, in opposizione alle negazioni dei protestanti, definì che il matrimonio cristiano è uno dei sette sacramenti della nuova alleanza, istituito da Gesù Cristo e dunque un vero e proprio dono di Cristo che conferisce agli sposi la grazia santificante e le grazie attuali necessarie all'adempimento del loro stato di vita. Tra l'altro il Tridentino spiega che la grazia specifica del sacramento del matrimonio ha una triplice finalità: «Perfezionare l'amore naturale, confermare l'unità indissolubile, santificare i coniugi». In tal modo la relazione amore-indissolubilità-grazia viene affermata nella sua più profonda unità. «Non c'è per la coppia cristiana, l'amore umano da una parte e l'indissolubilità e la sacramentalità dall'altra, come qualcosa che si sovrapporrebbe quasi dal di fuori;
ma quello stesso amore - che già in se stesso implica l'indissolubilità - è assunto e consacrato da Cristo nel sacramento del matrimonio;
e ciò "conferma" l'indissolubilità dell'amore coniugale e "santifica" i coniugi. In tal senso l'amore dei due sposi - in tutte le sue gamme ed espressioni - è assunto nell'amore di Cristo per la Chiesa e diviene il modo concreto ed immediato per vivere la sacramentalità stessa del matrimonio cristiano» (C. Rocchetta, I sacramenti della fede).

Il Concilio Vaticano II, particolarmente nella Lumen gentium e nella Gaudium et spes, ha sottolineato questa unità armonica tra la realtà terrena del matrimonio e la sua elevazione sacramentale.

«L'autentico amore coniugale - recita la Gaudium et spes - è assunto nell'amore divino, ed è sostenuto ed arricchito dalla forza redentiva del Cristo e dall'azione salvifica della Chiesa, perché i coniugi, in maniera efficace, siano condotti a Dio e siano aiutati e rafforzati nello svolgimento della loro sublime missione» (n. 48).

In forza del sacramento del matrimonio, gli sposi sono dunque posti in una nuova condizione di vita in Cristo e nella Chiesa: una condizione di alleanza che Dio ha stretto con loro come coppia e non solo come singole persone, che completa e specifica l'alleanza battesimale. Questa alleanza esprime l'impegno di Dio verso i due sposi e crea tra loro un legame indissolubile. A loro volta, gli sposi si impegnano nei confronti di Dio a vivere e a crescere in questa alleanza nel Signore per edificazione della Chiesa.

Come l'alleanza tra Dio e Israele e tra Cristo e la Chiesa, il patto matrimoniale è unico e indissolubile.

Non rappresenta infatti un semplice accordo umano, ma un'alleanza che si radica in quella del Signore Gesù con la sua Chiesa e di cui riproduce le dimensioni e le caratteristiche proprie.

Tra queste assume particolare rilievo la fecondità. «Il matrimonio e l'amore coniugale sono ordinati per loro natura alla procreazione ed educazione della prole».

«La vera pratica dell'amore coniugale e tutta la struttura della vita familiare che ne nasce, senza posporre gli altri fini del matrimonio, a questo tendono: che i coniugi, con forza d'animo, siano disposti a cooperare con l'amore del Creatore e del Salvatore, che attraverso di loro continuamente dilata e arricchisce la sua famiglia» (n. 50). Il mistero dell'alleanza o patto matrimoniale dice «dono» e «stato di vita» nuova in Cristo e nella Chiesa e fonda il ministero proprio dei coniugi cristiani a servizio del regno di Dio nel mondo (Lumen gentium, n. 11; Gaudium et spes, n. 48). Il contenuto della missione degli sposi cristiani corrisponde a quello della missione salvifica di Gesù Cristo e della sua Chiesa. Ciò significa che è contemporaneamente una missione di evangelizzazione e di santificazione:

  • Evangelizzazione
    Come proclamazione del Messaggio di Cristo e presenza nel mondo per la sua trasformazione, nella prospettiva dell'autentica promozione dell'uomo;

  • Santificazione
    Come dispiegamento della vita nuova portata da Cristo, che riguarda tutto l'uomo e tutti gli uomini, in ogni loro dimensione di esistenza.

La famiglia cristiana ha in questo senso un compito e una responsabilità propria. Come la Chiesa, essa è una comunità profetica, sacerdotale e diaconale: in quanto tale, è chiamata ad operare nel mondo come «sale» e «luce», come «lievito» e come «seme». Soprattutto con l'educazione cristiana della prole essa dà un apporto decisivo alla inculturazione cristiana della società

12 luglio, 2008

CONDOFURI (RC) - CONSIGLIO COMUNALE, RISVOLTI POLITICI




Ieri sia su "Calabria Ora", che sul "quotidiano della Calabria" sono usciti due articoli sul consiglio comunale di Condofuri.
Seduta, che ho seguito di persona, dalle ore 12.10 alle 15.30., tenutasi nella frazione Superiore.
Io ho fatto un primo articolo di cronaca della seduta, un altro che ho mandato oggi sui risvolti politici della riunione e un altro , sulla questione della Comunità Montana della zona dalla quale la comunità condofurese rischiava di essere esclusa.
Informazioni relative all'assenza di molti consiglieri, tra cui importanti membri della giunta comunale in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione dell'Ente, al comportamento di gente che si dichiara di appartenere ad un partito e ne ignora gli orientamenti e le direttive politiche, penso siano fondamentali per consentire ad una comunità di formarsi una autonoma idea e opinione su ciò che accade.
Sull'altra testata il firmatario dell'articolo, assente alla seduta, non ha potuto scrivere niente su questi 'argomenti.
Come avrà fatto l'articolo? Sarebbe interessante la risposta.
Se questa è la qualità di un certo tipo di informazione che si fa da queste parti, cosa vogliamo sperare?
La Calabria non avrà mai un futuro se non si comincia a privilegiare l' onestà intellettuale di chi fa informazione, a patto che costoro siano messi nella condizione di vivere con questo lavoro.

Il Consiglio Comunale tenutoi nei giorni scorsi a Condofuri ha segnato alcuni assaggi politici di primaria importanza.

Politicamente notevole è stato l’ intervento del consigliere di minoranza Domenico Paino , il quale ha stigmatizzato l’assenza di un numero rilevante di consiglieri comunali, ben sei (Mafrici, Condemi, Sgrò, Mafrica, Casile, Manglaviti).

“L’assenza di molti consiglieri comunali e, tra questi, di importanti esponenti della maggioranza in Consiglio , in occasione dell’esame di uno dei documenti più importanti nella vita amministrativa”- ha affermato Paino- “e’ gravissima nei confronti di tutta la cittadinanza, poiché non è fatto obbligo a nessuno di dedicarsi alla vita politica, ma una volta eletti si ha il dovere di operare nell’ interesse della cittadinanza. Assentarsi nei momenti più importanti della vita amministrativa dell’Ente è vergognoso!”

Paino ha poi riconosciuto l’ impegno e l’abnegazione del sindaco Lavalle nella attività di amministrazione svolta in questi anni, ma ha denunciato i tanti ostacoli che in seno alla sua amministrazione ha dovuto subire, facendogli il solo appunto di non avere avuto il coraggio di ritirare le deleghe a chi non meritava di averle.

“L’approvazione del bilancio di previsione”- ha concluso Paino “- con soli sette voti favorevoli è una sconfitta per tutta Condofuri. E’ bene per il futuro dare spazio a persona appassionate e interessate a svolgere un servizio per ropria Città”

C’era attesa, inoltre, per il comportamento che avrebbero tenuto alcuni consiglieri ; alcuni che nel passato, erano usciti dalla maggioranza e avevano dato vita ad un gruppo autonomo denominato dell’ “Ulivo”, altri, che, anche in sede di dichiarazione di voto del bilancio di previsione. hanno dichiarato esplicitamente la propria appartenenza al Partito Democratico.

L’attesa era stata determinata da un comunicato stampa diffuso dal PD locale nel quale si giudicava negativa l’esperienza dell’attuale Giunta Comunale e ci si aspettava una coerenza tra atti e parole in sede di approvazione del Bilancio di Previsione.

Puramente e semplicemente il comunicato è stato ignorato in sede di Consiglio Comunale, per cui si apre una delicatissima fase di dibattito interno nelle fila del PD condofurese, in considerazione del fatto che ancora non è stata definita l’organizzazione cittadina del Partito, ma, soprattutto, considerando che le prossime elezioni comunali impongono la massima chiarezza prima della presentazione,dinnanzi al giudizio dei cittadini.



10 luglio, 2008

CONSIGLIO COMUNALE A CONDOFURI



C'è modo e modo di fare il corrispondente!
Oggi c'era il Consiglio Comunale a Condofuri.E oggi sia su "Calabria Ora" che "Il quotidiano della Calabria" sono stati pubblicati due articoli, i quali prendevano spunto da un comunicato del PD locale.
Oggi il sottoscritto a mezzogiorno era nella frazione Superiore a 12 km circa ad assistere al Consiglio Comunale, e mi sono trattenuto fino alle 15.30.
Dell'altra testata nessuna traccia visibile.
E' questa la differenza tra chi fa un servizio con passione e chi è un semplice passacarte o megafono del pensiero altrui.
Se il popolo Calabrese cominciasse a capire queste differenze saremmo sulla buona strada per la rinascita!

Primo consiglio comunale dell’anno a Condofuri.

In una caldissima giornata d’estate sono stati discussi numerosi punti all’ordine del giorno.

Prima di tutto quello relativo alla relazione preparata dagli organi comunali in risposta alle delibere della Corte dei Conti che nei mesi scorsi ha interessato l’ Ente Comunale.

In particolare, ha spiegato il sindaco Lavalle, si tratta di un atto cartaceo di tutta la serie di chiarimenti intercorsi con i magistrati contabili negli ultimi tempi, per i quali il Comune di Condofuri ha dato piena e adeguata risposta agli appunti in materia di bilanci degli anni precedenti, ricognizione dei residui attivi, riscossione tributaria straordinaria.

La relazione in oggetto non ha ricevuto i voti della minoranza in consiglio perché s giudizio di quest’ultima questa relazione non è risposta sufficiente alle prescrizione della Corte dei Conti.

Altro punto oggetto di discussione era l’adesione del comune alla Stazione unica appaltante gestita dalla prefettura per gli appalti pubblici comunali superiore all’ammontare di 150000 euro al fine di garantire condizione di trasparenza e legalità agli iter procedurali degli stessi.

Inoltre sono state mantenute per quest’anno le aliquote Ici e Irpef dello scorso anno.e’ stato votato un atto di indirizzo per la eventuale esternalizzazione del servizio tributi e servizio idrico integrato.

Ancora , è stato approvato il Piano triennale delle opere pubbliche approvato dalla Giunta Comunale nel dicembre scorso.

Il punto più importante della riunione era rappresentato dall’approvazione del bilancio di previsione 2008. Sul punto è stata lunga la discussione nel merito del documento , il quale prevede una situazione contabile di assoluto pareggio per l’anno in corso.

Il capogruppo di minoranza Giovanni Nucera ha ribadito i suoi dubbi sul documento sempre ravvisabili negli appunti della Corte dei Conti, ma il sindaco ha chiarito e assicurato che tutto quanto richiesto alla sua amministrazione è stato realizzato nel migliore dei modi.

Prima dell’inizio della seduta alcuni consiglieri hanno fatto delle dichiarazioni proponendi all’attenzione del sindaco Lavalle alcune questioni considerate meritevoli di attenzione: in particolare il consigliere di minoranza Bruno Malsano ha chiesto attenzione per la situazione fognaria della frazione marina di Condofuri, per la questione connessa alla riperimetrazione dei confini del Parco dell’Aspromonte nel territorio comunale, e, infine, con riferimento alla situazione idrica della vallata dell’Amendolea.

Il sindaco ha garantito per ogni questione il suo personale interessamento per tutte le questioni , sottolineando, che i disagi dei giorni scorsi nella frazione marina nel settore fognario sono stati provocati dal contemporaneo guasto a due pompe al quale si è posto rimedio prontamente.

09 luglio, 2008

IL CASTELLO E IL BORGO DELL'AMENDOLEA:STORIA DI UOMINI E DI MAGARE.


Sabato 5 luglio presso l’agriturismo “Il Bergamotto” nella suggestiva cornice della vallata dell’Amendolea, all’ombra della rupe fortificata e del Castello Normanno, si è svolta una serata di cultura nel senso pieno della parola.

Il Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”, in collaborazione con il dott. Ugo Sergi, titolare dell’Agriturismo, ha organizzato una conferenza dal titolo “Il Castello e il borgo di Amendolea: storia di uomini e di magare”, una pagina di storia tratta da scavi e ricerche nel sito archeologico monumentale del centro fortificato di Amendolea. Relatore della serata è stato Francesco Cuteri, archeologo medievista, professore a contratto di Archeologia Medievale presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, socio della Deputazione di Storia Patria, nonché Socio Cultore dello stesso Circolo e segretario di Redazione della Rivista “Studi Calabresi”edita dal sodalizio che ha sede legale a Gioiosa Jonica. Ha presentato e moderato la serata la presidente del Circolo, Marilisa Morrone, ha porto il suo saluto il padrone di casa Ugo Sergi. La conferenza di Cuteri è stata introdotta da Filippo Racco, vice presidente del Circolo, storico del diritto e del feudalesimo meridionale, che ha tracciato un quadro della successione feudale di Amendolea; all’inizio dell’intervento di Cuteri c’è stato un fuori programma del poeta grecanico Salvino Nucera che ha recitato una poesia sulla mandorla, in onore dell’Amendolea terra di mandorleti. Il relatore ha poi presentato i dati delle sue ricerche andando al di là delle strette connotazioni tecnico-archeologiche, dando un taglio antropologico e quasi di racconto della storia del vecchio centro che ha affascinato il numeroso pubblico presente. Sono intervenuti, infatti, molti dei Soci del Circolo, provenienti in gran numero dalla Locride, ma anche da Reggio Calabria e da altre località calabresi; gradite ospiti sono state anche le dott.sse Iannelli e Soffrè della Soprintendenza per i Beni archeologici della Calabria. La serata è poi proseguita con un momento conviviale di degustazione delle specialità aspromontano-grecaniche, concluse da un appassionato recital del poeta di Africo Gianni Favasuli, accompagnato in alcuni momenti dalla chitarra.

La serata ha avuto una riuscita ottimale grazie alla magica atmosfera del posto situato sulle sponde della grande fiumara argentata dell’Amendolea, sotto un cielo stellato di pieno luglio che rendeva ancora più affascinante l’altura del castello e le altre bellissime rocce nella fiumara fasciate in una luce quasi irreale. La bellezza del posto scaturisce da una natura incontaminata, dove la mano dell’uomo non ha, per fortuna, ancora deturpato con invasivi segni di modernità la vallata: qui è possibile ancora godere delle luci naturali, dei profumi della campagna, dei colori della vegetazione apromontana ancora intatta. Si spera che questo stato di cose non venga alterato da interventi quali illuminazioni artificiali o altri impianti che deturperebbero per sempre un posto ancora unico.

Le ricerche archeologiche nel sito di Amendolea, sono state condotte dall'insegnamento di archeologia medievale dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, Corso di
laurea in Storia e conservazione dei Beni architettonici e Ambientali,
d'intesa con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria,
si sono svolte dal 2000 al 2003. I lavori sono stati eseguiti, grazie
anche al contributo del Comune di Condofuri e della provincia di Reggio
Calabria, dagli studenti dell'ateneo reggino coordinati sul campo da
Francesco A. Cuteri e da Carmela Calabria.
I primi due anni gli scavi hanno interessato solo le strutture del
castello mentre negli ultimi due si è lavorato anche nel borgo, dove
sono state scavate la chiesa protopapale dedicata all'Assunta ed una
cisterna e all'esterno della fortificazione, con lo scavo parziale
della chiesa di S. Caterina. La chiesa protopapale è di età angioina
ed è legata all'impianto del borgo effettuato in età angioina, la
seconda, più antica, è stata ricostruita nel XIV secolo.
Il castello è stato costruito alla fine dell'XI secolo dai normanni e
la località Amendolea compare per la prima volta nel 1086, in un
diploma.
La fortificazione rappresenta la costruzione più meridionale edificata
dai normanni nel continente nelle fasi di conquista e venne potenziata
e abbellita durante il regnum, con la realizzazione di una nuova
cortina muraria, di una grande cisterna e di una cappella palatina
decorata alla moda "siciliana" e ben affrescata.
Nuove modifiche e ampliamenti si ebbero soprattutto nell'età
federiciana e poi nell'età angioina, con la messa in opere di un forte
recinto circolare e di un fossato. Nelle età successive molte aree del
catello furono trasformate in ambienti residenziali affiancate da
piccole zone di discarica. Da queste zone provengono molti manufatti
ceramici e resti di assi di animali che offrono preziose indicazioni
sulla mensa e sull'alimentazione del tardo medioevo e dell'età moderna.
Il castello venne abbandonato nel settecento a causa dei danni causati
dal terremoto mentre il borgo è rimasto in uso fino al 1953 quando
venne quasi completamente abbandonato a causa di una alluvione.
I risultati degli scavi, editi in più riviste specialistiche, sono
stati anche presentati in importanti convegni nazionali ed
internazionali di archeologia: Savona, Salerno, Egio (Grecia).

Il Circolo di Studi Storici “Le Calabrie” che ha organizzato la serata, è un sodalizio che si è costituito il 9 gennaio 1999 ad opera di un gruppo di giovani studiosi operanti, prevalentemente in Calabria, nei settori della ricerca storica, archeologica, artistica ed architettonica e collegati, a vario titolo, al mondo accademico ed alle Soprintendenze regionali.
Il Circolo, che non ha fini di lucro, svolge attività diretta alla ricerca, allo studio ed alla divulgazione degli eventi storici, archeologici ed artistici che hanno caratterizzato la storia della Calabria.

Per la realizzazione di tali fini si è svolta in questi anni un'attività sul territorio consistente in conferenze, convegni, proiezione di film con relazioni e dibattito correlati, presentazioni di volumi, mostre. Oggi è proiettato ad organizzare eventi e ricerche in tutto il territorio regionale; tra le varie attività si menziona la scoperta del sito e dei ruderi del famoso Monastero bizantino-normanno di S. Filippo d’Argirò nel territorio di Gerace, che verrà a breve indagato d’intesa con la Soprintendenza ai Beni archeologici della Calabria.

Il Circolo, secondo gli intenti statutari, si è reso promotore della pubblicazione di un nuovo periodico dal titolo "Studi Calabresi -Storia Arte Archeologia", per i tipi delle Edizioni Corab di Gioiosa Jonica, il cui primo volume ha visto la luce nel 2001 e a giorni vedrà la luce un numero doppio. Nel 2006 è stata inaugurata una nuova iniziativa editoriale, i "Taccuini di Studi Calabresi" che costituiscono un supplem
ento alla Rivista.
Il sodalizio è oggi composto da circa trenta soci, divisi in due categorie di soci cultori e soci aderenti, ed è governato da un direttivo di cinque elementi. Altrettanti studiosi compongono il comitato di redazione della rivista.
L'attuale presidente pro tempore è la dott.ssa Marilisa Morrone (eletta a marzo 2006), archeologa, socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e Ispettore archeologo onorario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Il Direttore responsabile della rivista "Studi Calabresi" è il prof. Vincenzo Cataldo, socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria.

PETILIA POLICASTRO (KR) - INQUINAVA IL FIUME TACINA – DENUNCIATA UNA PERSONA DAL CORPO FORESTALE.


– Il Nucleo Investigativo di Polizia Forestale ed Ambientale, congiuntamente al Comando Stazione Forestale di Petilia Policastro, a continuazione dell’attività di contrasto in materia eco-ambientale, e precisamente in località Lattaleone, in agro del Comune di Petilia Policastro, ha proceduto a segnalare alla autorità giudiziaria competente una persona identificata in S.C. imprenditore di Petilia Policastro di anni 38.

La pattuglia in servizio nel corso dei controlli ha avuto modo di accertare che S.C. da una vasca in terra battuta, insistente all’interno della sua proprietà, adibita alla raccolta delle acque reflue olearie e /o di vegetazione, ubicata a monte della ex SS 179 che da Petilia Policastro porta a Cotronei, aveva immesso un ingente quantitativo di reflui oleari, nel corso del fiume Tacina.

Le sostanze inquinanti, provenienti verosimilmente dalla molitura delle olive del suo uliveto, venivano immesse nel fiume per caduta, utilizzando un tubo interrato , munito di regolare rubinetto di chiusura, che dalla vasca sfruttando la pendenza del terreno, raggiungevano il corso del fiume.

Più precisamente l’immissione avveniva mediante un piccolo affluente del fiume che attraversava l’azienda di S. C..

Da accurate indagini e accertamenti eseguiti, nella predetta azienda e precisamente a cento metri circa dal cancello di accesso al fondo è stata rilevata la presenza di una vasta chiazza oleosa di colore scuro e il tubo in plastica che veniva utilizzato per lo scarico, dove era evidente la fuoriuscita di liquido oleoso.

Inoltre il piccolo vallone sottostante l’azienda era totalmente imbrattato di sostanze inquinanti, da dove venivano sprigionate anche esalazioni maleodoranti.

Pertanto, alla luce di quanto accertato dagli uomini del CFS S.C. è stato segnalato all’autorità giudiziaria per: violazione del Decreto Legislativo 152/2006, per avere immesso reflui oleari sul fondo, inquinando le acque del fiume Tacina.