25 gennaio, 2008

La parola ad un "antisemita"

Il presidente Napolitano, celebrando la Giornata della Memoria, avverte minaccioso che "l'antisemitismo è ancora vivo".

Ovviamente su questo blog condanniamo nella forma più assoluta ogni forma di razzismo, dalle teorie naziste giù giù fino al latente "complesso di superiorità" che hanno i settentrionali italiani rispetto ai meridionali.

Ma, giacché i media italiani si sono finalmente accorti del genocidio in atto a Gaza per mano israeliana, ospitiamo volentieri un noto e censuratissimo "antisemita" che da anni denuncia inascoltato ciò che succede in Medioriente (in realtà Blondet è un brillante giornalista e saggista cattolico).
Lo facciamo non perché "deroghiamo" alla condanna verso ogni odio razziale, ma perché crediamo piuttosto che censurando Blondet tacciandolo per antisemita, si metta in gioco proprio quella nostra sbandierata "civiltà occidentale" fatta (anche) di libertà di espressione e di confronto.
Blondet non ha mai detto o scritto che la "razza ebraica" sia inferiore alla nostra o a qualsiasi altra; inoltre non ha mai incitato alla violenza e non ha mai esaltato le persecuzioni dei nazifascisti.
Al contrario, molto spesso dimostra incontestabili "doti profetiche", perché le sue analisi politiche ed economiche, molto spesso impietose, prevedono il futuro con sorprendente precisione.
Ecco perché è interessante ascoltarlo, accanto ad altre voci.


(da http://www.effedieffe.com/)
Israele, la vergogna!
Maurizio Blondet
25/01/2008

GAZA - I giornali fanno quello che possono per mascherare la vergogna d’Israele, la sua insensibilità meschina.«Forze di Hamas hanno segretamente lavorato per mesi al muro di metallo con lance termiche», ha accusato il Times di Londra.Le evasioni dai lager tedeschi di eroici soldati inglesi sono state glorificate in infiniti film.Di colpo, i prigionieri non hanno più il diritto di fuggire dal lager.Se sono palestinesi, il loro è un complotto deplorevole.Eh sì, hanno commesso il delitto di segretamente forare il muro di acciaio massiccio, perchè gli esseri umani vogliono essere liberi.Poi, un bulldozer ha aperto il varco perché potessero passarci le auto.E 350 mila palestinesi sono usciti in Egitto, hanno svuotato le botteghe di Rafah, alcuni hanno raggiunto in auto El Arish, 45 chilometri più addentro.

«Siamo caduti nella trappola di Hamas», ha dichiarato rabbioso Danny Ayalon, già ambasciatore israeliano a Washington, «e abbiamo perso di nuovo la nostra deterrenza. E’ stato un disastro di pubbliche relazioni» (1).Gente abituata al male finisce per rivelarsi, nonostante ogni ipocrisia, nelle sue parole.Ecco come pensano gli israeliani: «deterrenza», «disastro di relazioni pubbliche».

continua

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