29 febbraio, 2008

COTRONEI(KR) - IL CORPO FORESTALE DENUNCIA UNA PERSONA.




Cotronei Scoperto un taglio/furto nel demanio comunale .

Crotone 28/02/2008 - Il Comando stazione forestale di Petilia Policastro, nel corso di alcuni servizi effettuati in materia ambientale, nonché di controllo del territorio delle aree maggiormente a rischio del fenomeno furtivo, e precisamernte in località Reggio in agro e di proprietà del Comune di Cotronei, ha proceduto a deferire alla autorità giudiziaria competente tale C.G di anni 49 di Cotronei. La pattuglia in servizio accortasi di alcuni movimenti sospetti, sorprendeva C.G a fianco della sua autovettura ,dove all’interno del vano posteriore, aveva caricato della legna della specie Cerro allo stato verde, già depezzata e pronta per essere portata via. Da indagini effettuate prontamente sul posto, è emerso che all’interno del complesso boscato, costituito prevalentemente da piante di alto fusto di “Cerro”,vi era in atto un vero e proprio taglio illecito. infatti, vi erano altri due cumuli di legna da ardere depezzata,che verosimilmente doveva essere trafugarta. Da una accurata verifica effettuata dagli agenti del CfS, è stato rilevato che il taglio indiscriminato aveva interessato 36 piante di alto fusto, di cui n.22 della specie “Leccio” e n.14 della specie Cerro e aveva interessato una superficie complessiva di 2.500 metri quadrati. Nel corso degli accertamenti di rito, eseguiti con l’ausilio delle apparecchiature GPS ,per rilevare le coordinate geografiche, e SIM.(sistema informativo della montagna), che consente di sovrapporre cartografia catastale e rilievo aerofotogrammetrico della stessa zona con le coordinate geografiche, è stato possibile accertare che l’area oggetto del furto appartiene al demanio pubblico, di proprietà del Comune di Cotronei. Pertanto, l’indagato, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per furto aggravato, e deturpamento di bellezze naturali, più precisamente per avere abbattuto delle piante di essenze quercine ed avere trafugato contestualmente il relativo materiale legnoso, senza l’autorizzazione e/o concessione dell’ente proprietario, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico - ambientale.

Ciò che è emerso nel corso delle indagini, conferma quanto sospettato dagli uomini del Corpo Forestale, ossia di persone che frequentemente tagliano e rubano piante a danno del Comune di Cotronei, per poi mettere la legna sul mercato in maniera illegale e facendone dalla vendita una vera e propria attività commerciale.

CIRÒ MARINA – SCOPERTA DAGLI UOMINI DEL CORPO FORESTALE UNA DISCARICA ABUSIVA DI PNEUMATICI.-



Crotone 27/02/2008 - Il Comando Stazione Forestale di Cirò, nel corso di alcuni servizi di controllo del territorio, e precisamente in località “Scarati”, agro del Comune di Cirò Marina, ha scoperto una discarica abusiva di pneumatici dismessi. Gli agenti della forestale nell’effettuazione dei relativi controlli hanno accertato che in un terreno incolto, ricadente in un’area molto impervia e di difficile accesso, ignoti avevano proceduto ad abbandonare a più riprese, un ingente quantitativo di pneumatici di automobili fuori uso, quantificabili in 2.000 unità circa. Da indagini espletate immediatamente in loco, è emerso che tali episodi, risalgono a circa un anno e mezzo fa, quando altri fatti analoghi furono scoperti nello stesso comprensorio. La discarica di cui trattasi ai sensi del decreto legislativo n. 152/2006 viene classificata come”rifiuti speciali non pericolosi”, e da una stima effettuata dagli agenti accertatori, è risultata occupare una superficie di circa 200 metri quadrati ed un volume di circa 80 metri cubi. Gli stessi agenti, proceduto a rilevare, mediante strumentazione G.P.S., le coordinate del sito di discarica, al fine di risalire al proprietario del terreno, al momento, non hanno ravvisato alcuna ipotesi di reato a carico dello stesso. Del fatto né stato informato il comune di Cirò Marina, tenuto per Legge a procedere alla rimozione dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi e ne è stata data notizia alla competente Procura della Repubblica di Crotone.-

26 febbraio, 2008

LA ZAVORRA!


Avere trasformato il settore pubblico, in tutte le sue propaggini, un immenso "stipendificio" dove accogliere tutto e tutti, senza avere riguardo agli aspetti di merito o competenza del singolo, ha prodotto il "peccato originale" che sta portando allo sfacelo l' organizzazione dello Stato.
A livello numerico per il notevole esborso di denaro in termini di stipendi e mantenimento dei privilegi di una pletora di nullafacenti e incompetenti, e, in aggiunta, il danno che al sistema economico e produttivo viene provocato dall'inadeguatezza e dall'impreparazione dei tanti "scaldasedie" nei vari uffici.
Licenziare questi qui non si può ( tengono famiglia!) ma almeno costringerli a prepararsi e svolgere decentemente il proprio lavoro potrebbe essere un inizio di strategie, a parte introdurre criteri per i quali i nullafacenti vengano buttati via a calci nel sedere.-
Queste riflessioni mi sono suggerite dalla cronaca tragica di questi gioni riferita ai poveri fratellini di Gravina di Puglia. Chi ha condotto le indagini e chi avrebbe ispezionati ( due anni fa!) il palazzo disabitato nel cui interno è ubicata il pozzo in cui sono stati ritrovati i corpicini devono essere cacciati a pedate!
Questo è solo l' ultimo esempio di queste problematiche, ma infiniti possono essere i casi della zavorra che il settore pubblico rappresenta per le nostre vite e, innumerevoli, i danni che ognuno di noi è costretto quotidianamente a subire.

21 febbraio, 2008

I PILASTRI DELLA TERRA

Geniale.
Solo cosi si può definire "I Pilastri della Terra" di Ken Follet. L'epopea che narra la trasformazione di Kingsbridge da un oscuro villaggio ad una fiorente città dell' Inghilterra del primo Medioevo è qualcosa da annoverare nelle cose impedibili della vita di un uomo.
Tom il costruttore, il priore Philip, Jack Fitzgerald, lady Aliena, Jonathan: William Hamleigh, Ellen: Jack Jackson: Richard: fratello minore di Aliena; Vescovo Waleran Bigod : Thomas Becket. diventano i compagni di uno dei meravigliosi viaggi che un lettore possa pensare di fare.
Ma tutti i personaggi hanno una loro connotazione nel racconto di Follet, il quale regala uno spaccato perfetto di una età in cui i primi barlumi di civiltà fanno capolino in un mondo nel quale ognuno lotta per la sopravvivenza cercando di far salire la scala sociale alla generazione che lo seguirà.
Su tutto la costruzione della cattedrale di Kingsbridge, quale simbolo dell' Eterno a cui deve aspirare qualunque essere umano e che deve ispirare qualunque suo gesto.
Un Ken Follet ispirato divinamente regala un'opera che è stata premiata ampiamente sul piano commerciale, davvero opportunamente perché chi non legge quest'opera perde qualcosa di importante.
Le vicende che si susseguono nel tempo non mostrano alcuna sbavatura e stupendo è il modo in cui lo scrittore proietta il lettore nelle atmosfere e dinamiche dell'epoca che descrive nei minimi particolari, segno che anche il lavoro di studio e preparazione è stato all'altezza dell'ispirazione dell'artista.
Ho riletto questo libro dopo anni, in preparazione della lettura del nuovo libro di Follet ambientato nel medioevo, a Kingbridge, due secoli dopo.
L' emozione è stata immensa come la prima volta.
Spero che tutti possano leggere questo libro meraviglioso, perché è davvero un peccato non farlo.

PROVINCIA DI CROTONE - TUTELA DELL’AMBIENTE – NUOVE OPERAZIONI DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO


Sono diverse e di un certo rilievo le accuse a cui dovranno rispondere le sei persone denunciate, dal Corpo Forestale dello Stato, nel corso dei servizi di controllo del territorio a tutela dell’ambiente.

Esercizio di cava abusiva, deturpamento di bellezze ambientali, violazione alle leggi urbanistiche, e trasformazione del territorio, questi sono in dettaglio i reati ravvisati.

Mesoraca (KR) – In località “Campizzi” in agro di Mesoraca, gli agenti del Comando Stazione Forestale di Petilia Policastro, nel corso di un controllo del territorio, hanno deferito all’autorità giudiziaria il titolare di una impresa edile, F.B. di anni 55 originario di Mesoraca, per violazione alla normativa urbanistico reo di aver modificato sostanzialmente lo stato dei luoghi di un’ampia superficie di terreno su cui sistematicamente aveva fatto scaricare, senza alcuna autorizzazione, una notevole quantità di terreno proveniente da uno scavo per la realizzazione di un fabbricato L’attività messa in atto, oltre ad aver modificato il profilo altimetrico del terreno, ha originato un’ampia scarpata interessando una superficie di 2.500 m2 .La notevole quantità di materiale scaricato, costituito prevalentemente da terreno argilloso e pietrisco, a causa dell’appesantimento dovuto alle piogge sta lentamente franando verso valle, con conseguente dilavamento, erosione e trasporto del terreno verso la parte bassa del versante, pregiudicando così anche la naturale regimazione delle acque.

Melissa (KR) – Una area di 2.400 m2, in località “Montagna” di Melissa è stata sequestrata dal personale del Nipaf di Crotone nel corso di un controllo del territorio. Ad insospettire gli agenti è stato un inconsueto viavai di alcuni autocarri per una strada in terra battuta. Fermati ed identificati gli autisti hanno subito invertito il senso di marcia dirigendosi in altra direzione. Proseguendo per la presunta direzione abbandonata dagli autocarri, gli agenti si sono imbattuti in una vera attività di esercizio di cava abusiva in atto, sorprendendo un operaio, alla guida di una pala gommata, intento nel caricare un camion di inerti. Accertata l’inesistenza delle specifiche ed opportune autorizzazioni, il Nipaf ha provveduto a porre sotto sequestro l’intera area dei lavori ed i mezzi rinvenuti, nonché a denunciare alla Procura gli autori dei lavori illeciti, tra cui il proprietario del terreno, il titolare dell’impresa e i due operai sorpresi nell’area dei lavori, identificati rispettivamente in F.G., M.M, M.F e G.L. tutti residenti a Melissa. Adesso dovranno rispondere, in concorso di persona, ad una serie di reati, quali violazione alla normativa urbanistico-edilizia, esercizio abusivo di cava e deturpamento di bellezze naturali.

Un ulteriore accertamento di reato ambientale, è stato rilevato in località “Armirò” in agro di Santa Severina (KR) dove ha visto protagonista D.A., commerciante sessantenne originario di Santa Severina.

Questa volta,ad accertarlo, sono stati gli agenti del Comando Stazione di Santa Severina, che nel corso di un controllo specifico. All’interno di un’area boscata, hanno riscontrato la realizzazione di una pista sterrata di circa 250 metri, che attraversa un contesto boscato di particolare pregio ambientale. Individuato l’autore dei lavori, questi veniva deferito, agli organi competenti, sia sotto l’aspetto penale che amministrativo.

19 febbraio, 2008

CIRO' MARINA (KR) - SI PASCOLA ANCHE IN DISCARICA



IL CORPO FORESTALE DELLO STATO DENUNCIA UN ALLEVATORE.

Una discarica adibita a pascolo per bovini, questo è lo scenario in cui si sono imbattuti gli agenti della forestale nel corso di un controllo.

Che una mandria di bovini pascoli all’interno di un recinto, sembrerebbe cosa del tutto normale se non fosse che quel recinto delimita la discarica comunale dismessa e mai bonificata, utilizzata dal comune di Cirò Marina, fino a pochi anni addietro, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Gli uomini del Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Cirò, durante un servizio teso a monitorare l’effettiva chiusura delle discariche comunali dismesse con pregressa ordinanza del commissario delegato per l’emergenza ambientale in Calabria, hanno accertato, con non poco stupore, la presenza di una mandria di oltre 40 capi di bovini adulti, di razza podolica, che pascolavano liberamente, rinchiusi, all’interno dell’area dell’ ex discarica comunale di rifiuti solidi urbani, del Comune di Cirò Marina.

Gli agenti della forestale si sono subito resi conto della gravità del fatto, non tanto perché la condotta messa in atto dall’autore mediante l’introduzione degli animali nell’area comunale, raffigurasse i reati di pascolo abusivo, invasione di terreno comunale e danneggiamento, ma soprattutto per il reato di maltrattamento degli stessi animali ed i possibili danni alla salute pubblica, in considerazione del fatto che i medesimi animali sono stati osservati mentre brucavano l’erba cresciuta spontaneamente sul terreno che ricopre i rifiuti e si abbeveravano dell’acqua contenuta in alcune pozze, createsi sull’anzidetto terreno.

Gli accertamenti eseguiti dagli inquirenti della forestale, attraverso la rilevazione del numero di marca identificativo apposta sui padiglioni auricolari dei bovini e le successive indagini, hanno permesso di risalire all’attuale detentore degli animali al pascolo, identificato in D.L. di anni 51 di Cirò, per il quale è subito scattata la denuncia, in stato di libertà, per i reati di maltrattamento di animali, introduzione in fondo comunale, pascolo abusivo, invasione di terreno e danneggiamento.

In relazione a quanto è accaduto, per gli accertamenti sanitari di competenza, sono stati informati gli uffici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone e Cirò Marina.

Analogamente è stato informato il comune di Cirò Marina, al fine di intraprendere tutte le iniziative necessarie per scongiurare possibili altri accessi all’area da parte di persone ed animali per la salvaguardia della salute e della incolumità pubblica.-

18 febbraio, 2008

CROTONE - PLURIPREGIUDICATO ARRESTATO DAL CORPO FORESTALE DELLO STATO



Nei giorni scorsi, una brillante operazione di polizia ha visto impegnati gli uomini del Corpo Forestale dello Stato-Ufficio territoriale per la biodioversità di Catanzaro, in località Casa Pasquale nel Comune di Cotronei.
Nell’ambito dell’attività di sorveglianza delle aree protette ricadenti nel Parco Nazionale della Sila il personale del Comando stazione forestale di Vaccarizzo, comandato dall’Ispettore Carmine Scandale, ha riscontrato il taglio abusivo di piante di alto fusto di cerro.
Sono state intraprese opportune indagini e dopo lunghi appostamenti i forestali hanno sorpreso in flagranza di reato il 29enne T.R. di Cotronei nell’intento di tagliare alberi di alto fusto di cerro, per poi commercializzarli illegalmente nel mercato locale.
L’uomo è stato tradotto presso la Procura della Repubblica Tribunale di Crotone dove ha subito un processo per “direttissima” con convalida dell’ arresto e relativo rinvio a giudizio. E’ stato inoltre convalidato il sequestro dei mezzi impiegati per il taglio ed il legname trafugato.
L’operazione si inserisce nell’ambito delle azioni di prevenzione e repressione posta in essere da parte del CFS – Ufficio territoriale per la biodiversità, coordinata dal Vice Questore ing. Nicola Cucci, al fine di fronteggiare gli abusi perpetrati ai danni del demanio boschivo all’interno delle aree Protette della Sila.
Soddisfazione per l’operazione è stata espressa da Comandante Regionale del CFS Ing. Caracciolo e dal Comandante Provinciale Ing. Archinà.

CROTONE - PESCA DI FRODO NEL PARCO




DUE PERSONE DENUNCIATE NEL CROTONESE DAL CORPO FORESTALE DELLO STATO

Sono state colte in flagranza all’interno del Parco Nazionale della Sila e di un’area SIC. L’accusa è violazione alla legge sulle aree protette, pesca con mezzi vietati e deturpamento di bellezze naturali.

Sabato scorso il personale del Nipaf (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale) di Crotone, hanno deferito all’Autorità Giudiziaria due persone, C.A e C.D rispettivamente di anni 60 e 45, per violazione alla legge sulle aree protette e pesca con mezzi vietati.
Le due persone sono state fermate dal personale del Corpo forestale dello Stato in località “Migliarite” del comune di Cotronei in zona 1 del Parco Nazionale della Sila in prossimità del torrente “Migliarite”, intente a caricare il frutto di una pesca illegale, oltre 7 chilogrammi di trote, praticata con l’ausilio di un generatore di corrente elettrica a 230 volt usato per stordire la fauna ittica ed altre attrezzature correlate per questo tipo di pesca di frodo.
Il corso d’acqua in cui e’ avvenuto il reato, ricade in zona di grande valenza paesaggistica ed ambientale, tant’e’ che fa parte di una area s.i.c. (sito di importanza comunitaria), e per tale aspetto agli autori è stata anche contestata l’ipotesi di reato di deturpamento di bellezze naturali.
Il materiale rinvenuto e’ stato posto sotto sequestro e la fauna ittica sequestrata e’ stata consegnata ad un istituto religioso di Mesoraca, dietro disposizioni del sostituto procuratore della repubblica di turno.
Ai responsabili gli sono state anche comminate le sanzione amministrative previste dalle leggi statali e regionale in materia di pesca.
La pesca nelle aree protette è vietata, come la cattura del pescato per mezzo di corrente elettrica, pratica che incide in maniera eccessiva all’impoverimento della fauna ittica presente in tale habitat, e allo stesso tempo è anche motivo di grande avvilimento per tanti pescatori rispettosi delle regole, che vedono nel esercizio della pesca un momento, oltre di svago, di intenso contatto con la natura.

17 febbraio, 2008

MOMENTI IMPORTANTI


Qualche giorno fa è stato il mio compleanno.
In questo week end la madre della mia futura moglie ( ci sposiamo a giugno!) ha incontrato per la prima volta i miei genitori.
Momenti importanti della mia vita.
Analogo periodo è per il divenire di questo blog, il quale nacque una sera del gennaio del 2006 nel pieno del mio furore intellettuale per un forum antimafia, che poteva essere l'inizio di qualcosa di importante per la Calabria , ma la pochezza infinita dei suoi ideatori lo ha ridotto a spazio di propaganda per tirare la volata alle mire espansionistiche di megalomani in cerca di autore.
Da venerdi siamo online ( grazie alla maestria della design4food) dopo che abbiamo registrato il dominio blogalladeriva.com.
Esso ospita il blog dedicato alla mia professione e poi ospiterà il magazine che sarà solo uno spazio quando si avra voglia di scrivere qualcosa di leggero, scanzonato.
L'unico motore è la passione, la voglia di pensare, mettere su carta i pensieri, le impressioni, le emozioni su ciò che accade, è accaduto, accadrà.
L'attenzione sulla Calabria sarà ancora ingrediente importante, ma , non sono sicuro, che il popolo Calabrese voglia mettere fine all'agonia della propria terra.
A me sembra che l' unico valore che il Calabrese del XXI secolo conosce è che sia sistemata bene la propria sfera personale. Per il resto se ne strafotte di quello che accade ai suoi conterranei o dello sfascio morale, etico, sociale del proprio territorio.
Forse per smuovere questa concezione di "panza" del proprio interagire sulla terra sarebbe utile conoscere qualcosa del proprio passato, quando in Calabria si produceva e bene attraverso il lavoro organizzato.
Ecco perchè ho aderito ai comitati Due Sicile, i quali perseguono lo scopo di dare una prospettiva futura ad una Area Meridionale attraverso la riscoperta del proprio passato industriale, commerciale, storico di primissimo livello. Innanzi tutto per innescare un dibattito e un moto di opinione per capire le cause dello sfascio attuale e, in secondo luogo, per cercare di costruire le basi di un nuovo futuro.



15 febbraio, 2008

L'ULTIMO GIORNO DELL'INDIPENDENZA DEL SUD ITALIA

Ogni anno nel mese di febbraio la città di Gaeta (LT) ricorda la propria distruzione ad opera dell’esercito italiano, la fine del Regno delle Due Sicilie ed il milione di vittime meridionali nella guerra di liberazione (1860 – 1872) contro l’esercito italiano e truppe mercenarie. Gaeta, riconosciuta città martire e simbolo dell’identità nazionalista meridionale, accoglierà nei giorni 16 e 17 febbraio 2008 l’annuale raduno di associazioni culturali meridionali provenienti da ogni parte. Gaeta è una tappa obbligata, un’occasione d’incontro indispensabile per accrescere le conoscenze storiche ed apprendere la documentata verità sulle reali vicende dell’Unità d’Italia e del Risorgimento, che la storiografia ufficiale ha sempre celato.

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CROTONE - VISITA DEL COMANDANTE REGIONALE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO



IL COMANDANTE REGIONALE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO INCONTRA IL PERSONALE CFS OPERANTE NELLA PROVINCIA DI CROTONE


15 febbraio 2008 – Ieri il Capo del Corpo forestale dello Stato della regione Calabria, dirigente superiore Vincenzo Caracciolo è giunto a Crotone per incontrare il Comandante provinciale, v. quest. agg. for. Domenico ARCHINÀ e tutto il personale i dei vari comandi Stazione.
Dopo il saluto di benvenuto da parte del Comandante Provinciale, il Comandante Regionale nel ringraziare per l’accoglienza che gli è stata riservata, si è congratulato per l’attività operativa espletata e dei risultati finora conseguiti.
L’obiettivo della sua breve visita informale è stato quello di stilare un bilancio sulle attività del Corpo nell’ambito della provincia di Crotone e di promuovere ulteriori iniziative mirate a rafforzare le capacità tecniche operative del Corpo, anticipando la notizia che a breve tutti i Comandi Stazione saranno dotati di ulteriori strumenti informatici per snellire sempre più le procedure operative, e nello stesso tempo garantire una più qualificata presenza del CfS su tutto il territorio.
Congedandosi col personale, ha garantito, infine, il massimo impegno, affinché vengano ulteriormente migliorate le condizioni logistiche di tutti i Comandi CfS dislocati in provincia.

14 febbraio, 2008

SCANDALE (KR)- IL C.F.S DENUNCIA DUE PERSONE.


Scandale - denunciate due persone dal Corpo Forestale dello Stato per taglio/ furto piante all’interno del demanio comunale .

Crotone 14.2.2008 - Il Nucleo Investigativo di Polizia Forestale ed Ambientale del Comando provinciale di Crotone, nell’ambito di alcuni servizi mirati atti a prevenire e reprimere reati vari in materia ambientale, nonché di controllo del territorio delle aree maggiormente a rischio del fenomeno furtivo, e precisamernte in località “ Bosco Ferrato” in agro e di proprietà del Comune di Scandale, hanno proceduto a deferire alla autorità giudiziaria competente due persone identificate in S.A. di Anni 49 e S.V. di anni 52, entrambi di Scandale.

Gi Agenti del Nucleo avendo notato alcuni movimenti sospetti, nell’addentrarsi all’interno dell’area boscata sorprendeva S.A, ed S.V. mentre erano intenti a depezzzare delle piante della specie “ Leccio ”, per poi trafugare il realtivo materiale legnoso con le proprie auto.

Nel corso degli accertamenti di rito, a seguito di una verifica effettuata con l’ausilio delle apparecchiature G.P.S ,per rilevare le coordinate geografiche dei lavori eseguiti, e S.I.M.(sistema informativo della montagna), che consente di sovrapporre cartografia catastale e rilievo a erofotogrammetrico della stessa zona con le coordinate geografiche, è stato possibile accertare che l’area oggetto del furto appartiene al demanio, di proprietà del Comune di Scandale. Pertanto, gli indagati, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per furto aggravato,in violazione degli (Artt. 624 , 625, del C.P.).

La zona oggetto di furto, oltre ad essere sottoposta a vincolo idrogeologico è sottoposta anche a vincolo paesaggistico - ambientale.

10 febbraio, 2008

LO STORICO INGLESE CHE BISOGNA LEGGERE



Una interessantissima recensione che ho trovato dal NG it.discussioni.cultura cattolica

Prendete un importante storico inglese come Michael Burleigh, uno che ha insegnato a Oxford, alla London School of Economics e in America, uno che vede tradurre i suoi libri in quindici lingue, uno che - secondo "The Observer" - "è allo stesso tempo uno scrittore polemico e un grande storico". Prendete il suo ultimo libro, "Sacred Causes", una storia dell'Europa "da Hitler ad Al Qaeda", che il "Sunday Times" definisce "un libro che merita di raggiungere il più vasto pubblico possibile".
Provate a immaginare cosa scrive, in questo best seller, sulla Chiesa e sull'Italia. Di sicuro risponderete: scrive peste e corna. Sbagliatissimo. Il suo splendido libro, appena tradotto da Rizzoli col titolo "In nome di Dio", è un'autentica bomba, in totale controtendenza. Mette i piedi nel piatto del politically correct e del multiculturalismo. Con una perla divertente che voglio subito segnalare. Infischiandosene delle caste politiche e intellettuali d'Europa, Burleigh, in riferimento alla decisione del governo Berlusconi di nominarlo Commissario europeo, fa addirittura l'apologia di Rocco Buttiglione che dai Palazzi della tecnocrazia europea fu espulso in quanto cattolico. Burleigh racconta così quella vicenda che - con questo libro - passa alla storia: "Un politico europeo che non dissimula le proprie convinzioni religiose conservatrici, il filosofo Rocco Buttiglione, è stato fatto oggetto di una caccia alle streghe mediatica da parte dei gay e dei laicisti. Costoro rifiutavano infatti di riconoscere che, nella veste di commissario alla Giustizia dell'Unione Europea, Buttiglione sarebbe stato in grado di separare le proprie convinzioni private dal proprio ufficio pubblico (nonostante avesse dato prova di saperlo fare in ogni suo precedente incarico pubblico)". Burleigh ci va giù pesante, notando che nel Parlamento europeo sono rappresentati gruppi molto estremisti, ma questo "viene ritenuto, a quanto sembra, meno preoccupante della nomina di un professore cattolico". Il "caso Buttiglione" in Italia fu denunciato come un'enormità soprattutto da Giuliano Ferrara, ma oggi è quasi dimenticato da tutti. O, se ricordato, è comunque valutato come episodio marginale, di colore. Perché mai allora viene adesso immortalato come evento significativo nel volume di un grande studioso del Novecento? Perché di tutta la nostra storia recente è proprio questo piccolo episodio che passa alla storia? Forse perché è un simbolo dei tempi: per la prima volta, nella comunità europea che fu voluta e fondata da statisti cattolici, un uomo politico è stato espulso formalmente dalle istituzioni di governo a causa della sua fede cattolica (i dettagli dell'inquietante vicenda sono stati ricostruiti da Luca Volonté nel libro "La congiura di Torquemada"). Oltretutto questa discriminazione è stata perpetrata - paradossalmente - in nome della "nuova religione" del multiculturalismo e della tolleranza. Che è un dogma inviolabile per la tecnocrazia europea. Burleigh saluta come un "segno incoraggiante" che la Chiesa cattolica di Benedetto XVI stia assumendo "alcune posizioni non negoziabili piuttosto che continuare a declamare le banalità di un multiculturalismo ormai discreditato". Poi lo storico sottolinea i guasti di questa nuova ideologia "progressista", che fa suicidare l'Europa di fronte all'onda montante dell'islamismo. Lo storico nota che "gli atei e gli anticlericali (molti dei quali si considerano liberali) amano porre l'accento sui pericoli rappresentati dalle Crociate, dall'Inquisizione, dalle guerre di religione e dai cristiani evangelici americani pur di estromettere le Chiese da qualsiasi convolgimento nella politica". Così dimenticano che "il cristianesimo ha contribuito molto alle nozioni di autonomia e inviolabilità personale" e a difendere i diritti della società dall'assolutismo dello Stato. E poi c'è "la parte svolta dal cristianesimo nella grande cultura europea e nelle campagne (o crociate) per abolire la schiavitù o per combattere i mali dell'industrializzazione". Si chiede provocatoriamente Burleigh: "Quanti sono gli intellettuali liberal e atei che mandano avanti le mense per drogati senza casa?". Inoltre "come è stato fatto notare dall'esponente socialista britannico Roy Hattersley, quando mai è successo che i militanti razionalisti distribuissero scodelle di zuppa calda agli affamati, istituissero 'telefoni amici' per gli aspiranti suicidi o ostelli per i tossicodipendenti?". Lo storico conclude: "Le conquiste del cristianesimo meriterebbero molta più risonanza di quanta solitamente ne ricevono. E' interessante notare che sono soprattutto intellettuali secolarizzati come Régis Debray o Umberto Eco ad aver preso le difese del cristianesimo contro gli stupidi ma politicamente corretti tentativi di rifiutarlo o marginalizzarlo. Non c'è alcuna ragione plausibile per escludere i cristiani - per limitarci a questo - dal dibattito politico, così come non ve n'è alcuna per negare il voto a chi ha gli occhi azzurri o i capelli rossi". Burleigh cita "il grande filosofo francese contemporaneo Marcel Gauchet", secondo cui: "la società moderna non è una società senza religione, bensì una società le cui maggiori articolazioni si sono formate metabolizzando la funzione religiosa". Ebbene, aggiunge lo storico, "questa verità è stata soppressa nella bozza del 2004 di Costituzione dell'Unione Europea che i votanti olandesi e francesi hanno da allora relegato nel limbo". Ciò di cui parliamo non è una questione accademica, da intellettuali, ma la più scottante e decisiva per il futuro di un continente che - secondo Burleigh - rischia davvero, come denunciava Oriana Fallaci, di trasformarsi in "Eurabia". O comunque di suicidarsi spiritualmente, economicamente, culturalmente e demograficamente. Lo straordinario libro di Burleigh affronta questi problemi solo negli ultimi capitoli delle sue 634 pagine, perché è un libro sul Novecento europeo e sulle tragedie provocate proprio da quelle "religioni politiche" (le ideologie totalitarie) che pretendevano di sradicare le radici cristiane della nostra civiltà. Una storia del Novecento piena di pagine sorprendenti e affascinanti.

07 febbraio, 2008

CROTONE - A SCUOLA CON IL C.F.S.



CROTONE – LICEO CLASSICO “Piatagora” - PROGETTO FORMATIVO E-LEG@LITY
Lezione frontale in aula sull’ambiente del Corpo Forestale con l’ausilio di tecnologie informatiche.-.-

Crotone 07.02.2008 – Accolti calorosamente dalla Dirigenza del Liceo Classico “Pitagora” della città di Crotone, dal referente alla legalità D.ssa Veronica BILOTTA e da parte di tutti gli alunni interessati al progetto formativo e-legality organizzato da parte dell’U.T.G. Prefettura di Crotone, il personale docente del Corpo Forestale dello Stato del Comando provinciale di Crotone, ha tenuto una lezione frontale ai ragazzi, durata due ore circa, che ha suscitato l’attenzione e l’interesse di tutti i partecipanti .
In particolare, nell’aula “Magna” della prestigiosa scuola, gli argomenti trattati hanno riguardato problematiche generali sull’ambiente, e dopo una breve presentazione delle attività che quotidianamente il Corpo Forestale dello Stato svolge a tutela dell’ambiente naturale, quindi a tutela della salute umana, secondo i principi costituzionali, il modulo didattico – educativo ha riguardato la trattazione dei Mutamenti Climatici in corso ed una presentazione degli strumenti che nel mondo, con il protocollo di Kyoto, sono alla base delle attuali difese.
Successivamente sono state trattate le principali tematiche ambientali con i specifici collegamenti normativi con particolare riferimento alla problematica della gestione dei rifiuti “Decreto Legislativo” 152/06, che soprattutto al sud ed in particolare nella regione Campania ha assunto connotati di vera e propria emergenza ambientale.
Il modulo didattico è stato presentato mediante l’uso di strumenti video – filmati, diapositive presentate con Microsoft PowerPoint, con l’ausilio di tecnologie informatiche.

CUTRO (KR) - SCOPERTE TRAPPOLLE PER TASSO (meles meles) dagli uomini del Corpo Forestale.-


Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato di Petilia Policastro, nell’ambito di alcuni servizi mirati alla prevenzione e alla repressione dei reati vari in materia ambientale, nonché di controllo del territorio, delle aree a maggiore rischio, di caccia illecita hanno

scoperto delle vere e proprie trappole finalizzate alla cattura e conseguente uccisione di una specie animale particolarmente protetta : il Tasso “meles meles “.

Il fatto è accaduto, in località “ Cavaliere”, agro del comune di Cutro (KR), dove gli agenti della forestale hanno accertato che le trappole erano posizionate all’ingresso delle tane e precisamente in un terreno ricadente nel foglio 37 particella 80 del Comune di Cutro.

Attualmente sono in corso indagini atte alla individuazione degli e/o autori .

Inconfondibile per la vistosa mascherina bianca e nera, questo tozzo e simpatico animale è un tipico abitante dei nostri boschi e delle nostre campagne. Prudente e sospettoso, è molto difficile da osservare in natura anche a causa delle abitudini prevalentemente notturne.


Il tasso (Meles meles), mammifero appartenente all’ordine dei Carnivori, è il più grosso dei nostri Mustelidi (faina, puzzola, donnola); alto al garrese una trentina di centimetri, può arrivare a misurare fino a 80-90 cm di lunghezza con un peso di 10-20 chilogrammi. La corporatura robusta, la testa appiattita e le zampe corte e poderose munite di forti unghie ne fanno uno scavatore abilissimo. Il tasso è infatti un’animale specializzato in questo tipo di attività ed ogni parte del suo corpo è ben adattata allo stile di vita sotterraneo: il mantello è poco folto, la coda breve, il naso e il labbro superiore possono retrarsi in fase di scavo e le orecchie, piccole e rigide, si richiudono in avanti per impedire l’ingresso di terriccio nel canale uditivo.


L’habitat preferito dal tasso sono i boschi misti e di latifoglie con ricco sottobosco alternati a zone aperte come macchie, radure, pascoli e coltivi, sia in pianura che in montagna. Tali situazioni ambientali, laddove permangono ancora condizioni di semi naturalità, sono rappresentative e tipiche anche della nostra piccola Repubblica ed è proprio in questi residui lembi del territorio che il tasso ed altri animali selvatici trovano dimora.


L’attività quotidiana delle famiglie di tassi, animali monogami e territoriali ma anche piuttosto sociali (nonostante siano molto irritabili), si svolge all’interno e tutt’intorno alla tana.


Questa, scavata in terreni asciutti e ricoperti di vegetazione, magari sfruttando le asperità e le cavità rocciose presenti sul luogo, è un vasto ed intricato complesso di corridoi e stanze che si sviluppa alcuni metri in profondità nel terreno per una superficie di decine di metri quadrati. Le camere utilizzate come dormitorio e come nido per l’allevamento dei piccoli, spaziose e confortevoli, sono sempre imbottite con muschio, erba e foglie secche; altre stanze vengono usate invece, soprattutto dai piccoli, per scaricare i loro escrementi quando non escono ancora all’esterno, mentre gli adulti lo fanno regolarmente in apposite fosse all’aperto. Sono sempre presenti numerose uscite di sicurezza che si aprono in punti diversi nel territorio circostante, utilizzate in caso di pericolo, e talvolta pozzetti di areazione per ventilare ed ossigenare l’interno.


Durante la notte il tasso esce dalla tana e vaga in cerca di cibo all’interno del proprio territorio percorrendo sempre gli stessi sentieri ben marcati e sicuri (che divengono così molto visibili nel sottobosco). Il tasso pur essendo un Carnivoro è in realtà un animale onnivoro e dotato di una grandissima adattabilità alimentare: si ciba infatti di radici, bulbi, tuberi, semi, funghi, frutti ma anche di piccoli animali come roditori, rettili, anfibi, lumache, larve di insetti, lombrichi (di cui è ghiottissimo) e di uova, miele e all’occorrenza di carogne. Il nutrimento, individuato molto spesso sotto terra grazie al finissimo olfatto, viene portato in superficie scavando il terreno coi potenti unghioni e col muso appuntito (operazione questa che lascia evidenti ed inconfondibili tracce).


Oggi questo animale, protetto dalle legge è prezioso e di indubbia utilità per il ruolo che svolge nell’ecologia del bosco.

06 febbraio, 2008

GARIBALDI? MA QUALE EROE. FU SOLO UN INVASORE SANGUINARIO AL SOLDO DEI PIEMONTESI .



La vera sorpresa sta nel considerare la fonte da cui è presa quest'articolo. Per godere di più dell'effetto sorpresa la cito in fondo. Consiglio di studiare la storia a tutti quelli che ancora celebrano Garibaldi specie se sono meridionali o, peggio, pensano nel 2008 di costruire un mausoleo garibaldino, come sta accadendo nel mio paese di residenza Melito di Porto Salvo(RC)


E' ora di dire "basta" a questa paccottiglia su Garibaldi! In un'era in cui si revisiona la Resistenza e la Costituzione (le basi della nostra repubblica), si inizi a picconare quel falso mito del Risorgimento. Che cosa diremmo oggi se un nugolo di avventurieri, foraggiati dal governo turco, partissero alla conquista di Cipro? Come minimo si beccherebbero l'accusa di terroristi.
E' possibile nel 2007 sorbirsi la stessa retorica delle camice rosse e dei "mille" e non ricordare che il "merito" di questi pseudoeroi mercenari (come Garibaldi) , foraggiati dalla massoneria e dai servizi segreti britannici, fu solo quello di invadere uno stato sovrano, prospero e secolare come il Regno delle Due Sicilie con la complicità della mafia e delle truppe di uno stato invasore come il regno dei Savoia, alla faccia di ogni diritto internazionale? Ma dove è questa impresa? Ma chi li voleva i "liberatori" garibaldini e sabaudi? Ma quale stato dovevano liberare? E da chi? Dai loro legittimi sovrani (i Borboni)?
Tutti questi storici ansiosi di celebrare il falso mito di Garibaldi vadano a tirar fuori i dagherrotipi e i documenti custoditi negli archivi delle Prefetture e delle Questure del Sannio, dell'Irpinia, della Puglia, della Lucania, degli Abruzzi, del Molise, della Terra di Lavoro, della Calabria (insomma di quasi tutto il Sud) e restino scioccati dalle stragi, dagli incendi, dalle devastazioni, dai genocidi compiuti dal 1860 al 1865 nel sud Italia durante quello che al storiografica dell'Italietta ottocentesca definitì "Brigantaggio" e che invece fu solo una grande guerra di popolo e di liberazione repressa nel sangue! Al confronto degli artefici di queste "imprese" Kappler, Reder e Priebke sono dei dilettanti! Tutti noi ricordiamo (e anche giustamente - Marzabotto, Sant'Anna di Stazzema, Caiazzo e altri luoghi delle rappresaglie nazifasciste. Ma chi ricorda, chi ha dedicato vie e piazze e monumenti a Castelduni, Pontelandolfo, a Gaeta, a Civitella del Tronto e ai centinaia e centinaia di paesi del Regno delle Due Sicilie messi a ferro e fuoco dall'esercito invasore piemontese che trattò il neoconquistato Regno di Francesco II di Borbone come o peggio di una colonia? Nemmeno il Fascismo si spinse a così tanta barbarie e repressione nei confronti dei libici negli anni '20 e '30.
Non vogliamo - giustamente - avere vie e piazze intitolate a Tito, ma accettiamo che lo siano a Bixio, Farini, Cialdini e al mercenario Garibaldi, che furono solo dei criminali di guerra. Sì, anche Garibaldi perché la prima rappresaglia, quella di Bronte, fu compiuta propria dai suo fedelissimi generali. Perché non dire finalmente quella che fu la conquista del Regno delle Due Sicilie, il tradimento messo in atto dalla massoneria e dai corruttori inviati da Cavour che si comprarono ministri del governo borbonico? Perché non ricordare che i tanto celebrati "Mille" vennero a patti con la Mafia siciliana e con la Camorra napoletana per comprarsi i potentati locali? E perché non ricordare che il popolo, quello vero, i meridionali rimasero fedeli, fino alla morte più atroce, al loro Re e alla loro Patria? Le gesta di schiere di cafoni e di cosiddetti "briganti" (Ninco Nanco, il generale Borghes, Carmine Crocco), che nulla hanno da invidiare ai partigiani della Secondo Guerra mondiale? Anzi, diciamola tutta: la vera Resistenza, intesa come lotta di popolo, che l'Italia ha conosciuto non è quella del '43-45, ma quella vissuta nel Sud Italia dal '60 al '65! Non sono chiacchiere: basta leggere i documenti! Invece di allestire mostre sui "cimeli" garibaldini, gli storici e i curatori di musei, facciano vedere al pubblico gli orrori che i bersaglieri, i carabinieri e i garibaldini commisero ai danni dei sudditi di Re Francesco. Immagini di donne stuprate, di uomini massacrati, torturati, decapitati, di villaggi incendiati, di montagne deforestate. Perché nessuno ha il coraggio di ammettere che la nascente industria settrentrionale fu foraggiata con il denaro pubblico delle casse statali borboniche? Perché nessuno ha il coraggio di ammettere che il denaro pubblico e le riserve auree del secolare Regno di Napoli furono depredate per ripianare il debito pubblico del Piemonte? Perché non riveliamo che subito dopo la "liberazione" dei Mille e dei Piemontesi, nei villaggi dal Tronto allo Ionio i contadini si affrettarono ad abbattere le insegne tricolori degli invasori e ad issare di nuovo la loro vera e legittima bandiera, il giglio borbonico? Perché non ammettiamo che i famosi plebisciti del 1861 furono una farsa in quanto vi parteciparono solo il 2% della popolazione in seggi elettorali che erano tutto un trionfo di stemmi sabaudi, busti del "re" cosiddetto "galantuomo" e di tricolori che ben presto di sarebbero macchiati del sangue dei meridionali? Perché nessuno ha il coraggio di ammettere che l'eroe dei due Mondi aveva il vizio di andare a "rompere le scatole" - come diremmo oggi - agli stati sovrani, prendendosela anche con lo Stato pontificio (1866) che al tempo non aveva nulla da invidiare all'Iran degli Ayatollah in quanto a … liberalismo, ma era pur sempre uno stato sovrano i cui sudditi non smaniavano certo di passare sotto i Savoia? Perché questa sinistra che si professa libertaria, si impossessa del "mito Garibaldi" o del mito della repubblica partenopea, di realtà che in fondo erano solo l'esplicitazione della repressione delle patrie e dei popoli?
Quando si parla del Sud, del suo sottosviluppo post unitario, della sua arretratezza, bisogna una volta per tutte, anche a scapito del meriodionalismo straccione e piagnucolone di Giustino Fortunato, di De Sanctis, di Tommaseo e di altri intellettuali che oggi potremmo definire tranquillamente come "venduti e traditori", ebbene bisogna avere il coraggio di ammettere che quel sottosviluppo ha un responsabile ben preciso: la repressione feroce, anche ambientale, che il governo di Torino compì sulla colonia quale era considerato l'ex Regno delle Due Sicilie. Da quella forzata "Unità d'Italia" si avvantaggiò quella classe borghese e arruffona che è stata la rovina del Sud e di tutta l'Italia. Se di eroi si deve parlare, questi non sono i piccolo borghesi avidi di affari al seguito del mercenario Garibaldi, Nel XXI° secolo è ora di celebrare i patrioti e gli eroi che resistettero fedeli al loro re Borbone a Gaeta e a Civitella del Tronto, e ai sudditi meridionali che furono massacrati, deportati nei lager del Piemonte, imprigionati. Quanti sanno che a Fenestrelle, vicino Cuneo, operò un vero e proprio campo di concentramento dove furono confinati e lasciati morire migliaia e migliaia di capi briganti, ex ufficiali borbonici, capi contadini, colpevoli secondo la storiografia italica di "non volere l'Italia", in realtà colpevoli solo di voler difendere la loro Patria! A Francesco II e il suo Regno, abbandonati da tutti, da Vienna, dagli zar (pur suoi alleati), dalla Royal Navy che pure poteva intervenire per fermare i "Mille", mancò una cosa: un esercito di popolo fatto di contadini, di artigiani, di commercianti, delle classi umile ma maggioritarie allora.
Se il Regno di Napoli avesse avuto un esercito di popolo (sul modello francese) e non di mercenari, stiamo certi che i "Mille" non avrebbe neanche fatto un passo in più sulla costa di Marsala.

fonte:
www.bergamoblog.it

04 febbraio, 2008

IL SILENZIO DI ZITO


Il Comitato spontaneo per il diritto alla Vita, alla Libertà ed alla Giustizia, dopo una breve pausa dovuta al gravoso impegno Universitario che ha impegnato i ragazzi che lo compongono, annunciano un ritorno alle attività per il raggiungimento dei propri obiettivi. Tale Comitato, come ormai è noto, richiede l'inserimento, nello statuto di ogni comune della Locride, dell'obbligo di Costituzione di Parte Civile in tutti i processi contro la 'ndrangheta.

Durante i preparativi per le nuove azioni di lotta civile, si è presentata l'occasione per interrogarsi sul Silenzio del Presidente dell’Associazione dei Comuni della Locride e Sindaco di Roccella On. Sisinio Zito che, nonostante abbia ricevuto, a mezzo raccomandata, la nostra richiesta di incontro per la consegna delle oltre 2000 firme raccolte, ha deciso in modo "democratico" di non incontrarci e di non rispondere. A tal proposito l'ipotesi che si è diffusa tra i membri del comitato è che l'On. Sisinio Zito sia, a sua volta, impegnato nella preparazione di esami sul diritto. I ragazzi, quindi, approfittano di questa pausa didattica per riproporre l'indirizzo della petizione Online ( http://www.petitiononline.com/CostCivi/petition.html ) e per proporsi volontariamente come assistenti allo studio dell'Onorevole.

CASABONA (KR) - SEQUESTRATA COSTRUZIONE ABUSIVA


Sequestrata dagli uomini del Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Cirò una costruzione abusiva – denunciato il proprietario.-

Crotone 4.02.2008 – Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato di Cirò, nell’ambito di alcuni servizi mirati alla prevenzione e alla repressione dei reati vari in materia ambientale, nonché di controllo del territorio, delle aree a maggiore rischio, hanno proceduto a deferire alla Autorità giudiziaria competente in stato di libertà, una persona anziana identificata in A. V. di Casabona , proprietario del terreno e committente dei lavori.

Il fatto è accaduto, in località “San Vito”, agro del comune di Casabona (KR), dove gli agenti della forestale hanno accertato che in un terreno ricadente, secondo lo strumento urbanistico comunale vigente, in zona agricola, nonché soggetto al vincolo idrogeologico-forestale, erano in corso lavori edili finalizzati alla realizzazione di un corpo di fabbrica, in cemento armato e muratura, da destinare al ricovero di mezzi agricoli.

Le rilevazioni della zona oggetto dei lavori, effettuate mediante strumentazione G.P.S. e le immediate elaborazioni informatiche della centrale operativa regionale del C.F.S., hanno permesso, di determinare con assoluta certezza, il foglio e la particella catastale, nonché, il proprietario del fondo.

Le accurate indagini e gli accertamenti eseguiti dagli uomini della Stazione del C.F.S. di Cirò, anche, presso l’ufficio tecnico del comune di Casabona, hanno portato immediatamente alla individuazione dell’autore, il quale è stato deferito all’autorità giudiziaria competente.

Gli agenti della forestale hanno posto l’immobile, ancora non ultimato, sotto sequestro penale, apponendo i relativi sigilli e nominando, nel contempo, custode giudiziale lo stesso proprietario del terreno.

A.V. dovrà rispondere innanzi alla Autorità Giudiziaria competente per la violazione della normativa urbanistico-edilizia,per avere realizzato un corpo di fabbrica senza avere acquisito il permesso di costruire e senza il preventivo deposito dei calcoli statici presso il competente ufficio regionale (ex Genio Civile).

02 febbraio, 2008

C'ERA UNA VOLTA LA CALABRIA.


Un tempo pensavo di vivere in Calabria,regione d'Italia. Oggi non ho più questa certezza. A giudicare dalle notizie che ogni giorno la cronaca giudiziaria ci propone, a me sembra di vivere nella più disgraziata delle repubbliche delle banane dove il diritto e la logica sono state sospese a tempo indeterminato per cedere il passo ad un regime basato sul malaffare.
Non entro nel merito delle singole vicende perché sono tante le fonti di informazione alle quali attingere, ma mi chiedo come sia potuto accadere. Cosa ha determinato il crollo del comune senso di giustizia, del sentire collettivo in merito alle forme di gestione della cosa pubblica.
Forse il depauperamento delle menti migliori ha fatto sprofondare la società Calabrese in una sorta di feudalesimo medioevale nel quale i signori sono coloro che raccolgono il consenso popolare per ricoprire incarichi istituzionali.
E' cosi emerso la mancanza di un concetto ancestrale di libertà nel DNA del Calabrese medio. Storicamente l'abitante della Calabria non è stato libero. Suddito, colono, ma mai cittadino libero e consapevole dei propri diritti e dei propri doveri.
Solo così mi spiego la mancanza di un sentimento di rivoluzione popolare, di fronte alle notizie che ogni giorno certificano lo sfascio del contesto politico, economico e sociale nel quale si trova a vivere.
Evidentemente il fatalismo e la rassegnazione che i calabresi dimostrano è un retaggio dell'antico essere condizionati a fattori esterni nella determinazione del proprio destino: un tempo il signore (u baruni) oggi l'amico (u cumpari).
La scuola ha fallito nel processo di formazione di generazioni mature, preparate, libere e sono riemersi i vecchi schemi, i vecchi modelli. Ecco perchè dico mestamente:c'era una volta la Calabria!