30 luglio, 2008

UNITA?


"I TEMPI SONO MATURI" qualcuno molto più intelligente di me faceva notare.

Dopo circa 150 anni dalla geopolitica unità truffaldina della penisola italica, è giunto il momento di raccogliere i frutti che i nostri avi hanno seminato.

Lo stato sabaudo, sta correndo ai ripari, gli eredi di cavour sono impegnati in una campagna mediatica mirata al recupero della mentalità unitaria, cercando invano di trasmettere quel senso nazionalistico che non sono riusciti a creare in 147 anni di esistenza del governo italiano.

Da una parte c'è l'inutile presidente che cerca di risollevare il valore della bandiera e della costituzione, dall'altra i ministri che organizzano, degni dei migliori attori, tappe sul tutto il territorio nazionale, militarizzando città, piazze, quartieri, proprio come farebbe un invasore nel territorio conquistato.

Se per un giorno cesserebbe il servilismo dei media, agli occhi dei tanti, l'italia farebbe la figura di un paese che cerca un inutile recupero del mai esistito senso patriottico.

Le ultime elezioni politiche hanno evidenziato, anche se nessun media l'ha riportato, come la maggioranza degli italioti (più del 40% sul totale del corpo elettorale) abbia scelto di non premiare ancora una volta i partiti nazionalisti.

Tutto questo movimento preventivo trae origini sicuramente dalle continue minacce al pensiero nazional-sabaudo, che tutti i movimenti indipendentisti stanno mostrando, ricevendo sempre più consensi da parte della gente che ha notato la politica fallimentare degli ultimi 147 anni.

I liguri con il M.I.L., i veneti con i P.N.V., il sud con i Comitati Due Sicilie, rappresentano solo alcuni di questi movimenti che crescendo anche grazie alla libera voglia di comunicare che trova sfogo nella grande rete che internet ci offre, stanno minacciando la nazione sabauda.

Ma per raccogliere i frutti, bisogna lottare contro tanti nemici

Un nemico è rappresentato dalla voglia di protagonismo e di potere che caratterizza l'operato di qualche esponente di movimenti indipendentisti, questo sottrae energia alle azioni volte al recupero dell'identità storico culturale che è alla base del raggiungimento degli obbiettivi di noi tutti.

Un altro nemico sono i media servi dell'italia, che diffondono propaganda sabauda screditando ingiustamente gli esponenti dei movimenti indipendentisti, accostandoli a seconda delle occasioni, a camorristi/mafiosi o a razzisti.

Un nemico da non sottovalutare, sono invece la creazione, la diffusione, e l'appoggio da parte di politici romani, di partiti doubleface, autonomisti dichiarati, filosabaudi per necessità, che alla stregua dei peggiori venditori di fumo, distolgono l'attenzione dei tanti che anelano ad un indipendenza del loro territorio.

Essere compatti contro il comune male che è la causa scatenante della nostra nascita, è il mezzo più semplice per raccogliere i meritati frutti che da circa 150 anni stanno maturando, il recupero storico-culturale che stiamo cercando può partire proprio dal sentimento che noi tutti proviamo verso lo stato sabaudo, noi tutti amiamo quello che la nostra terra era prima del 1861.

Essere consapevoli che potenzialmente siamo la maggioranza del culturalmente inesistente popolo italiano, ci dia la forza e la consapevolezza che proprio la loro creatura (l'unità dei popoli di diverse nazioni) gli si rivolterà contro.

Nello Esposito

CDS Casellammare di Stabia

http://nazionedelleduesicilie.blogspot.com

24 luglio, 2008

CONDOFURI (RC) - ANTONELLA MAFRICI REAGISCE DOPO LA REVOCA DEI SUOI INCARICHI IN GIUNTA COMUNALE

Terremoto politico a Condofuri.

Il sindaco Filippo Lavalle ha revocato gli incarichi di vicesindaco e assessore alle Pari Opportunità ad Antonella Mafrici.

In risposta a tale atto, quest’ultima ha scritto una lunga e articolata lettera indirizzata al primo cittadino.

Innanzitutto, l’ex vicesindaco si sofferma sul contenuto del decreto con il quale le sono state revocati gli incarichi, “I licenziamenti del personale”- si legge nella lettera –“ devono essere motivati e per giusta causa .Ma nel caso che mi riguarda , non si è sentito l’obbligo di contestare episodi, fatti, azioni tali da far venire meno la fiducia, come deve essere in un dialogo tra persone civili. Generalizzare con vacue espressioni, significa non avere ragioni per procedere seriamente, se non il tentativo di eliminare un elemento scomodo, non essendomi mai piegata, a compromessi, a progetti dispendiosi e inutili, contrari agli interessi della collettività”.

Antonella Mafrici elenca i servizi espletati nel suo incarico di assessore a favore dei concittadini: assistenza domiciliare per anziani e disabili; trasporto alle Terme di Antonimina; soggiorni per anziani; progetti d'integrazione sociale a favor dei soggetti in difficoltà socio-economiche; gite sociali per anziani.

Inoltre denuncia il boicottaggio subito per altri progetti : la sistemazione Villetta Comunale in Condofuri Marina; attività per i minori; tariffe privilegiate per i più bisognosi; proroga progetto d'integrazione sociale, ecc.

Il mancato finanziamento di tale iniziative è dovuto, secondo la Mafrici – “ alla irrazionale distribuzione dei fondi disponibili destinati, per opere non primarie e non necessarie”

Rivolgendosi direttamente al Sindaco e ai colleghi di giunta l’ex vicesindaco si chiede “A parte gli atti oggetto di severa critica da parte della Corte dei Conti ed aver sperperato il danaro pubblico per particolaristici provvedimenti e per smaccati favoritismi, cosa ha concretizzato; ed quali obiettivi si sono posti e quali mete si sono raggiunte!?”

La lettera continua con una lunga serie di interrogativi su cosa sia stato fatto per lo sviluppo economico, per la tutela dell'ambiente e del territorio, per il personale, per i servizi comunali, per le attività ricreative e culturali, per riordinare il marasma del settore tributario; e ancora “quale indirizzo si è dato per l'eliminazione del contenzioso? Cosa è stato fatto per incrementare le attività produttive del Comune? Perchè non è stato valorizzato il patrimonio artistico e culturale del nostro Paese e molto altro ancora potremmo aggiungere a dimostrazione della sua inefficienza”.

Nulla di nulla è la risposta della Mafrici “nonostante questi impegni programmatici facessero parte del programma indirizzato alla collettività”.

L’ex vicesindaco sottolinea che all’interno della giunta ella ha sempre agito nell'interesse della collettività, esprimendo le sue critiche costruttive all’ operato del sindaco, inoltre il fatto che la sua opera fosse stata apprezzata e valutata positivamente da tutti compresa l'opposizione,sarebbe dovuto essere il fiore all’ occhiello della giunta Lavalle”!

Antonella Mafrici conclude la sua lunga missiva esprimendo l’assenza di un qualsiasi rammarico e, anzi, ringraziando, amaramente, il primo cittadino, il quale con “ la sua mossa ha evidenziato, che lungi dall'essere attaccata alla poltrona, l’ ho contrastato quando l'ho ritenuto doveroso nell'interesse dei Cittadini. Ed è a loro che risponderò del mio operato, anche nel corso della prossima seduta del Consiglio Comunale, quando lei porrà - come Statuto Comunale impone - in discussione l'argomento della revoca dei decreti che mi riguardano”.

23 luglio, 2008

CONDOFURI (RC) - INCENDIO DEVASTA LA ZONA MONTANA DEL COMUNE



Incendio devasta la zona montana del comune di Condofuri.

Un pomeriggio di paura è stato quello di due giorni fa nelle frazioni San Carlo, Passo Masseria e Barone della cittadina del Basso Ionio Reggino.

Un fronte di fuoco di vaste proporzioni ha impegnato per ore uomini e mezzi della protezione civile, Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco,

Per ore si è lavorato per arginare le fiamme con l’ausilio di due Canad – Air che hanno scaricato un immenso volume d’acqua sulle fiamme alimentate, tra l’altro, da un forte vento.

Il giorno dopo resta ancora la paura di chi ha visto il fuoco avvicinarsi pericolosamente alle abitazioni, la disperazione di chi ha subito dall’evento danni di proporzioni incalcolabili.

Nell’area interessata dall’ incendio, infatti, sono ubicate numerose aziende agricole, le quali sono state colpite duramente. Chi ha visto svanire in fumo decine di piante di ulivo chi, ancora più sfortunato, ha visto distrutto un capannone che serviva da ricovero per il bestiame.

E’ forte l’appello. che tutti gli interessati fanno affinché l’amministrazione comunale si attivi al più presto per dichiarare lo Stato di calamità naturale per consentire a chi ha subito danni immensi di recuperare qualcosa.

In questo senso è accorato l’appello del consigliere di minoranza Domenico Paino , il quale chiede l

che la giunta comunale si attivi, per quanto di sua competenza, per avviare l’iter che consenta di dare ossigeno ad aziende colpite a morte dall’evento dell’altro giorno, investendo provincia, regione e prefettura dell’accaduto, inoltre chiede l’ immediata convocazione di un Consiglio Comunale ad hoc , nel quale discutere della vicenda e fornire, e fornire supporto ad un gran numero di aziende, che rischiano di scomparire.

Tra i proprietari serpeggia, forte il malcontento, specie perché, si fa notare che nella zona colpita non vi sono strade adeguate per cui i mezzi di soccorso , in particolare le autobotti, non hanno potuto raggiungere il luogo del disastro e , operare nel modo più consono, per cui si spera che questa problematica possa essere in qualche modo risolta.

Inoltre, si pone l’accento, sul necessario lavoro di prevenzione di tali eventi, in quanto ogni anno questi eventi si ripetono senza alcuna soluzione di continuità.

21 luglio, 2008

SUL LUOGO DEL RELITTO



articolo tratto da Gente viaggi
Un tempo erano navi militari: trasportavano truppe, armi e munizioni. Affondarono e oggi
sono relitti, che giacciono in fondo al mare, trasformati in musei sommersi. Lo sanno bene
in Calabria, nelle cui acque si trovano 156 naviandate a picco nel corso dell'ultimo conflitto
bellico, una concentrazione unica al mondo, comparabile solo con quella dei fondali di Pearl
Harbor.
L'assessorato al Turismo e alla Cultura ha deciso di valorizzarla e ha messo a punto
il progetto Sul luogo del relitto, nel Tirrenoe nello Ionio. «Un'equipe di esperti», spiega
Francesco Scavelli, responsabile del progetto,«ha già localizzato ed esplorato 40 relitti,
ricostruendone la storia attraverso laboriose ricerche negli archivi navali».
Un mondo tuttoda scoprire per gli appassionati di storia, ma anche per chi ama la biologia marina. La natura ha fatto rinascere questi relitti, che da simboli di guerra sono diventati simboli di vita: lungo le fiancate degli scafi proliferano colonie dialghe e di spugne, gorgonie adornano ponti e ciminiere, pesci guizzano tra le lamiere arrugginite.
La rete di diving center Consorzio Calabria Sub (tei. 0961.747898) propone tour subacquei nei due mari calabresi. Ma anche chi non pratica le immersioni può partecipare all'avventura, salendo a bordo di un sottomarino.
Gli istruttori del diving clubSensazioni Blu a Paola (tei. 348.3268364) accompagnano nella difficile esplorazione alla scoperta del relitto di Fiumefreddo Bruzio, il più grande affondato nel Mediterraneo: la Trapez 4, una nave cisterna francese che ora giace maestosa a 72 metri di profondità.
Nello Stretto di Messina, dove c'è un vero e proprio sacrario militare di navi sommerse,
il diving center Un Tuffo nel Blu a Scilla (tei. 338.7562343) propone una crociera in barca a vela: tre giorni a bordo con tour dei relitti in cinque immersioni costano €480.
Da vedere il vapore di Cannitello, spezzato in due tronconi e cosf affascinante da meritare
una telecamera ancorata sul fondale che loinquadra di continuo e tramite il circuito Earth
Tv ne trasmette le immagini a 50 televisioni nel mondo.
Doppiato capo Spartivento, anche lo Ionio nasconde un consistente numero di relitti, come uno dei quattro grandi sottomarini della Regia Marina Italiana, l'Ammiraglio Millo, trovato lo scorso anno da un team di esperti delle grandi profondità al largo di Punta Stilo.
Il tour operator Evolution Travel (tei. 049.8912509) offre un pacchetto di cinque giorni in mezza pensione, con quattro immersioni per visitare i relitti del basso Ionio, a €352.

20 luglio, 2008

CALABRIA NEL PALLONE



Un bell'articolo di Giusva Branca tratto dal sito www.strill.it

Condivido pienamente le considerazioni dell'autore. Incapace di risolvere i problemi

la classe politica Calabrese fa operazioni di propaganda, sperperando denaro pubblico.

Dignità, senso di responsabilità, attenzione alle condizioni disastrose della Regione Calabria suggerirebbero ben altri provvedimenti.

Ma sono secoli che ho perso la speranza che la logica e la serietà guidino l'azione della politica Calabrese

"Il vero problema di Palermo è il traffico" - sentenziava Johnny Stecchino in un celeberrimo film - alla stessa maniera più di qualcuno si è convinto che il problema della Calabria sia l'immagine.

Cioè: mentre la gente muore negli ospedali, la criminalità ammazza per le strade, il malaffare impera, la disoccupazione galoppa, i servizi scendono sotto il tasso minimo accettabile, c'è chi pensa che il vero problema sia l'immagine che la Calabria dà di sè stessa.

Intendiamoci: il problema esiste, nella misura in cui molti lati positivi della calabresità vengono sottaciuti per dare spazio sempre, comunque e solo alla Calabria brutta, sporca e cattiva.

La notizia è che la Giunta regionale ha disposto un investimento di 1,8 milioni di euro per diventare "sponsor istituzionale" della FIGC, in buona sostanza per abbinare alla Nazionale di calcio il proprio nome.

Abituiamoci a vedere il logo della Regione dietro le spalle di De Rossi e Pirlo, durante le interviste.

Ecco, il nocciolo della questione è proprio questo: di recente, presentando l'iniziativa che garantisce i voucher formativi all'estero a centinaia di giovani Calabresi, il Presidente del Consiglio regionale, Bova, rimarcava che proprio queste iniziative dimostrano che esiste anche un'altra Calabria che merita di finire sui giornali, accanto all'altra, tristemente nota.

Bova sottolineò come - proprio per dare "immagine" all'iniziativa - una certa somma sarebbe stata investita alla voce "comunicazione".

Bene, benissimo, trattasi di operazione tristemente necessaria.

Ma - e torniamo agli azzurri in salsa calabra - piuttosto che , a suon di soldi (circa la somma spesa dall'hospice per tirare avanti in un anno e mezzo), veicolare il generico logo o il generico spot che richiama alla mente la Regione Calabria, cioè esattamente lo stereotipo che troneggia nell'immaginario collettivo, non sarebbe stato più opportuno veicolare iniziative che segnano un momento di riscatto, di speranza, come quella illustrata da Bova, ma anche come tante altre che, vivaddio, caratterizzano il lato fero ed orgoglioso della nostra terra?

Certo, però, queste non garantiscono la "vip" durante l'esecuzione degli inni nazionali.

E c'è chi non si perderebbe questo momento per niente al mondo...

19 luglio, 2008

RICCARDO RICCO' - IL TRAGICO SPECCHIO DEI NOSTRI TEMPI



Leggo su un giornale che un medico di mia conoscenza è stato condannato per omicidio colposo perché aveva rimandato a casa , una notte mentre era in servizio presso il Pronto Soccorso, un signore che aveva avuto un incidente a casa e che, dopo sei ore è morto di emorragia cerebrale.
Assisto allibito alle vicende di Riccardo Riccò, ennesimo truffatore del mondo del ciclismo, il quale tutto è tranne che uno sport.
Due vicende lontane, privi di legami, ma che possono avere un minimo comune denominatore se si pensa che esse siano il tragico specchio dei nostri tempi, un periodo storico in cui la ragionevolezza, l'etica, la logica, l' impegno, l'abnegazione, la serietà, l' onestà e tutti i possibili sinonimi sembrano essere diventati orpelli inutili del vivere quotidiano.
Il medico, che rimanda a casa il poveraccio solo perché viene disturbato nel cuore della notte e il giovane imbecille che si droga per avere la vetrina sui media di tutti il mondo sono solo due esempi del modello che più ha preso piede nel nostro Paese.
Il mediocre che occupa indebitamente il proprio posto, e , invece di fare un servizio , uccide perché incapace, moralmente, di svolgere il proprio compito.
Non è tanto il problema della raccomandazione che in Italia c'è sempre stata, quanto piuttosto di un costume per il quale si cerca di ottenere un risultato con ogni mezzo tranne che con l' impegno e il sacrificio.
Il sistema, marcio fino al midollo, ha sposato questo "modus vivendi", per cui un esercito di inetti occupa il posto che i meritevoli devono elemosinare e il risultato è che il Sistema Paese è ormai alla frutta.
La selezione naturale di Darwin ha il preciso scopo di preservare e perpetuare la specie scegliendo gli esemplari più forti, più sani.
In Italia la selezione darwiniana è stata blccata è chi meritava di essere estraneato dal consorzio civile occupa i suoi gangli vitali.
Il risultato?
Tempo qualche generazione e il popolo italiano sparirà se non si mette in moto la rivoluzione della meritocrazia, dell'etica, del rigore morale.
Potrà mai questa rivoluzione realizzarsi in Italia.
Io ho i miei dubbi!

14 luglio, 2008

UN MESE



Un mese è trascorso dal mio Matrimonio.
Una giornata perfetta ha segnato l'inizio del periodo più bello della mia vita. Passare dall'IO al NOI è davvero il passo definitivo della maturità e dell'evoluzione di una persona sana.
In un'epoca in cui si esalta l' IO e il soddisfacimento dei suoi bisogni primari quale unico scopo dell'Umanità, fondare una famiglia fondata sul NOI è eroico.
A ben vedere ciò a cui porta la cultura dominante è un inferno in cui la vita non ha valore, il sesso è merce, l'etica è un inutile orpello ostacolo del proprio arricchimento o soddisfazione dei propri bisogni primari.
NON E' L' INFERNO QUESTO?

Il matrimonio è l'unione fisica, morale e legale dell'uomo (marito) e della donna (moglie) in completa comunità di vita, al fine di fondare la famiglia e perpetuare la specie.

Matrimonio e famiglia sono due istituzioni inseparabili, in quanto la seconda trae origine dalla prima e su di essa costantemente si regge. L'analisi storica e sociologica rivela che l'istituzione del matrimonio come quella della famiglia hanno assunto configurazioni diverse; ma, nonostante i profondi cambiamenti che si sono avuti soprattutto durante gli ultimi tempi, sia il matrimonio sia la famiglia hanno conservato funzioni primarie e fondamentali.

Essi infatti consentono ai coniugi la loro personalizzazione, mediante l'attuazione del loro progetto di umanità; provvedono alla generazione dei figli e alla costituzione della società; ed infine favoriscono, anzi procurano la formazione della cultura.

Per i cristiani il matrimonio ancor più che un contratto giuridico è una qualità di rapporto che assurge a valore sacramentale. Gesù Cristo, elevando il matrimonio a dignità di sacramento della nuova alleanza fa partecipare l'amore dell'uomo e della donna al mistero della grazia che trascorre da Lui nella Chiesa.

Sulla scorta dei testi evangelici, tra cui in particolare l'episodio delle nozze di Cana e delle lettere di san Paolo, i Padri della Chiesa hanno ripetutamente rilevato come l'inserimento vitale degli sposi cristiani nello sposalizio celebrato tra Cristo e la Chiesa costituisca il fondamento dell'amore nuovo tra i coniugi, chiamati a volersi bene come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei (Ef5,25).

Il Concilio di Trento, in opposizione alle negazioni dei protestanti, definì che il matrimonio cristiano è uno dei sette sacramenti della nuova alleanza, istituito da Gesù Cristo e dunque un vero e proprio dono di Cristo che conferisce agli sposi la grazia santificante e le grazie attuali necessarie all'adempimento del loro stato di vita. Tra l'altro il Tridentino spiega che la grazia specifica del sacramento del matrimonio ha una triplice finalità: «Perfezionare l'amore naturale, confermare l'unità indissolubile, santificare i coniugi». In tal modo la relazione amore-indissolubilità-grazia viene affermata nella sua più profonda unità. «Non c'è per la coppia cristiana, l'amore umano da una parte e l'indissolubilità e la sacramentalità dall'altra, come qualcosa che si sovrapporrebbe quasi dal di fuori;
ma quello stesso amore - che già in se stesso implica l'indissolubilità - è assunto e consacrato da Cristo nel sacramento del matrimonio;
e ciò "conferma" l'indissolubilità dell'amore coniugale e "santifica" i coniugi. In tal senso l'amore dei due sposi - in tutte le sue gamme ed espressioni - è assunto nell'amore di Cristo per la Chiesa e diviene il modo concreto ed immediato per vivere la sacramentalità stessa del matrimonio cristiano» (C. Rocchetta, I sacramenti della fede).

Il Concilio Vaticano II, particolarmente nella Lumen gentium e nella Gaudium et spes, ha sottolineato questa unità armonica tra la realtà terrena del matrimonio e la sua elevazione sacramentale.

«L'autentico amore coniugale - recita la Gaudium et spes - è assunto nell'amore divino, ed è sostenuto ed arricchito dalla forza redentiva del Cristo e dall'azione salvifica della Chiesa, perché i coniugi, in maniera efficace, siano condotti a Dio e siano aiutati e rafforzati nello svolgimento della loro sublime missione» (n. 48).

In forza del sacramento del matrimonio, gli sposi sono dunque posti in una nuova condizione di vita in Cristo e nella Chiesa: una condizione di alleanza che Dio ha stretto con loro come coppia e non solo come singole persone, che completa e specifica l'alleanza battesimale. Questa alleanza esprime l'impegno di Dio verso i due sposi e crea tra loro un legame indissolubile. A loro volta, gli sposi si impegnano nei confronti di Dio a vivere e a crescere in questa alleanza nel Signore per edificazione della Chiesa.

Come l'alleanza tra Dio e Israele e tra Cristo e la Chiesa, il patto matrimoniale è unico e indissolubile.

Non rappresenta infatti un semplice accordo umano, ma un'alleanza che si radica in quella del Signore Gesù con la sua Chiesa e di cui riproduce le dimensioni e le caratteristiche proprie.

Tra queste assume particolare rilievo la fecondità. «Il matrimonio e l'amore coniugale sono ordinati per loro natura alla procreazione ed educazione della prole».

«La vera pratica dell'amore coniugale e tutta la struttura della vita familiare che ne nasce, senza posporre gli altri fini del matrimonio, a questo tendono: che i coniugi, con forza d'animo, siano disposti a cooperare con l'amore del Creatore e del Salvatore, che attraverso di loro continuamente dilata e arricchisce la sua famiglia» (n. 50). Il mistero dell'alleanza o patto matrimoniale dice «dono» e «stato di vita» nuova in Cristo e nella Chiesa e fonda il ministero proprio dei coniugi cristiani a servizio del regno di Dio nel mondo (Lumen gentium, n. 11; Gaudium et spes, n. 48). Il contenuto della missione degli sposi cristiani corrisponde a quello della missione salvifica di Gesù Cristo e della sua Chiesa. Ciò significa che è contemporaneamente una missione di evangelizzazione e di santificazione:

  • Evangelizzazione
    Come proclamazione del Messaggio di Cristo e presenza nel mondo per la sua trasformazione, nella prospettiva dell'autentica promozione dell'uomo;

  • Santificazione
    Come dispiegamento della vita nuova portata da Cristo, che riguarda tutto l'uomo e tutti gli uomini, in ogni loro dimensione di esistenza.

La famiglia cristiana ha in questo senso un compito e una responsabilità propria. Come la Chiesa, essa è una comunità profetica, sacerdotale e diaconale: in quanto tale, è chiamata ad operare nel mondo come «sale» e «luce», come «lievito» e come «seme». Soprattutto con l'educazione cristiana della prole essa dà un apporto decisivo alla inculturazione cristiana della società

12 luglio, 2008

CONDOFURI (RC) - CONSIGLIO COMUNALE, RISVOLTI POLITICI




Ieri sia su "Calabria Ora", che sul "quotidiano della Calabria" sono usciti due articoli sul consiglio comunale di Condofuri.
Seduta, che ho seguito di persona, dalle ore 12.10 alle 15.30., tenutasi nella frazione Superiore.
Io ho fatto un primo articolo di cronaca della seduta, un altro che ho mandato oggi sui risvolti politici della riunione e un altro , sulla questione della Comunità Montana della zona dalla quale la comunità condofurese rischiava di essere esclusa.
Informazioni relative all'assenza di molti consiglieri, tra cui importanti membri della giunta comunale in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione dell'Ente, al comportamento di gente che si dichiara di appartenere ad un partito e ne ignora gli orientamenti e le direttive politiche, penso siano fondamentali per consentire ad una comunità di formarsi una autonoma idea e opinione su ciò che accade.
Sull'altra testata il firmatario dell'articolo, assente alla seduta, non ha potuto scrivere niente su questi 'argomenti.
Come avrà fatto l'articolo? Sarebbe interessante la risposta.
Se questa è la qualità di un certo tipo di informazione che si fa da queste parti, cosa vogliamo sperare?
La Calabria non avrà mai un futuro se non si comincia a privilegiare l' onestà intellettuale di chi fa informazione, a patto che costoro siano messi nella condizione di vivere con questo lavoro.

Il Consiglio Comunale tenutoi nei giorni scorsi a Condofuri ha segnato alcuni assaggi politici di primaria importanza.

Politicamente notevole è stato l’ intervento del consigliere di minoranza Domenico Paino , il quale ha stigmatizzato l’assenza di un numero rilevante di consiglieri comunali, ben sei (Mafrici, Condemi, Sgrò, Mafrica, Casile, Manglaviti).

“L’assenza di molti consiglieri comunali e, tra questi, di importanti esponenti della maggioranza in Consiglio , in occasione dell’esame di uno dei documenti più importanti nella vita amministrativa”- ha affermato Paino- “e’ gravissima nei confronti di tutta la cittadinanza, poiché non è fatto obbligo a nessuno di dedicarsi alla vita politica, ma una volta eletti si ha il dovere di operare nell’ interesse della cittadinanza. Assentarsi nei momenti più importanti della vita amministrativa dell’Ente è vergognoso!”

Paino ha poi riconosciuto l’ impegno e l’abnegazione del sindaco Lavalle nella attività di amministrazione svolta in questi anni, ma ha denunciato i tanti ostacoli che in seno alla sua amministrazione ha dovuto subire, facendogli il solo appunto di non avere avuto il coraggio di ritirare le deleghe a chi non meritava di averle.

“L’approvazione del bilancio di previsione”- ha concluso Paino “- con soli sette voti favorevoli è una sconfitta per tutta Condofuri. E’ bene per il futuro dare spazio a persona appassionate e interessate a svolgere un servizio per ropria Città”

C’era attesa, inoltre, per il comportamento che avrebbero tenuto alcuni consiglieri ; alcuni che nel passato, erano usciti dalla maggioranza e avevano dato vita ad un gruppo autonomo denominato dell’ “Ulivo”, altri, che, anche in sede di dichiarazione di voto del bilancio di previsione. hanno dichiarato esplicitamente la propria appartenenza al Partito Democratico.

L’attesa era stata determinata da un comunicato stampa diffuso dal PD locale nel quale si giudicava negativa l’esperienza dell’attuale Giunta Comunale e ci si aspettava una coerenza tra atti e parole in sede di approvazione del Bilancio di Previsione.

Puramente e semplicemente il comunicato è stato ignorato in sede di Consiglio Comunale, per cui si apre una delicatissima fase di dibattito interno nelle fila del PD condofurese, in considerazione del fatto che ancora non è stata definita l’organizzazione cittadina del Partito, ma, soprattutto, considerando che le prossime elezioni comunali impongono la massima chiarezza prima della presentazione,dinnanzi al giudizio dei cittadini.



10 luglio, 2008

CONSIGLIO COMUNALE A CONDOFURI



C'è modo e modo di fare il corrispondente!
Oggi c'era il Consiglio Comunale a Condofuri.E oggi sia su "Calabria Ora" che "Il quotidiano della Calabria" sono stati pubblicati due articoli, i quali prendevano spunto da un comunicato del PD locale.
Oggi il sottoscritto a mezzogiorno era nella frazione Superiore a 12 km circa ad assistere al Consiglio Comunale, e mi sono trattenuto fino alle 15.30.
Dell'altra testata nessuna traccia visibile.
E' questa la differenza tra chi fa un servizio con passione e chi è un semplice passacarte o megafono del pensiero altrui.
Se il popolo Calabrese cominciasse a capire queste differenze saremmo sulla buona strada per la rinascita!

Primo consiglio comunale dell’anno a Condofuri.

In una caldissima giornata d’estate sono stati discussi numerosi punti all’ordine del giorno.

Prima di tutto quello relativo alla relazione preparata dagli organi comunali in risposta alle delibere della Corte dei Conti che nei mesi scorsi ha interessato l’ Ente Comunale.

In particolare, ha spiegato il sindaco Lavalle, si tratta di un atto cartaceo di tutta la serie di chiarimenti intercorsi con i magistrati contabili negli ultimi tempi, per i quali il Comune di Condofuri ha dato piena e adeguata risposta agli appunti in materia di bilanci degli anni precedenti, ricognizione dei residui attivi, riscossione tributaria straordinaria.

La relazione in oggetto non ha ricevuto i voti della minoranza in consiglio perché s giudizio di quest’ultima questa relazione non è risposta sufficiente alle prescrizione della Corte dei Conti.

Altro punto oggetto di discussione era l’adesione del comune alla Stazione unica appaltante gestita dalla prefettura per gli appalti pubblici comunali superiore all’ammontare di 150000 euro al fine di garantire condizione di trasparenza e legalità agli iter procedurali degli stessi.

Inoltre sono state mantenute per quest’anno le aliquote Ici e Irpef dello scorso anno.e’ stato votato un atto di indirizzo per la eventuale esternalizzazione del servizio tributi e servizio idrico integrato.

Ancora , è stato approvato il Piano triennale delle opere pubbliche approvato dalla Giunta Comunale nel dicembre scorso.

Il punto più importante della riunione era rappresentato dall’approvazione del bilancio di previsione 2008. Sul punto è stata lunga la discussione nel merito del documento , il quale prevede una situazione contabile di assoluto pareggio per l’anno in corso.

Il capogruppo di minoranza Giovanni Nucera ha ribadito i suoi dubbi sul documento sempre ravvisabili negli appunti della Corte dei Conti, ma il sindaco ha chiarito e assicurato che tutto quanto richiesto alla sua amministrazione è stato realizzato nel migliore dei modi.

Prima dell’inizio della seduta alcuni consiglieri hanno fatto delle dichiarazioni proponendi all’attenzione del sindaco Lavalle alcune questioni considerate meritevoli di attenzione: in particolare il consigliere di minoranza Bruno Malsano ha chiesto attenzione per la situazione fognaria della frazione marina di Condofuri, per la questione connessa alla riperimetrazione dei confini del Parco dell’Aspromonte nel territorio comunale, e, infine, con riferimento alla situazione idrica della vallata dell’Amendolea.

Il sindaco ha garantito per ogni questione il suo personale interessamento per tutte le questioni , sottolineando, che i disagi dei giorni scorsi nella frazione marina nel settore fognario sono stati provocati dal contemporaneo guasto a due pompe al quale si è posto rimedio prontamente.

09 luglio, 2008

IL CASTELLO E IL BORGO DELL'AMENDOLEA:STORIA DI UOMINI E DI MAGARE.


Sabato 5 luglio presso l’agriturismo “Il Bergamotto” nella suggestiva cornice della vallata dell’Amendolea, all’ombra della rupe fortificata e del Castello Normanno, si è svolta una serata di cultura nel senso pieno della parola.

Il Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”, in collaborazione con il dott. Ugo Sergi, titolare dell’Agriturismo, ha organizzato una conferenza dal titolo “Il Castello e il borgo di Amendolea: storia di uomini e di magare”, una pagina di storia tratta da scavi e ricerche nel sito archeologico monumentale del centro fortificato di Amendolea. Relatore della serata è stato Francesco Cuteri, archeologo medievista, professore a contratto di Archeologia Medievale presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, socio della Deputazione di Storia Patria, nonché Socio Cultore dello stesso Circolo e segretario di Redazione della Rivista “Studi Calabresi”edita dal sodalizio che ha sede legale a Gioiosa Jonica. Ha presentato e moderato la serata la presidente del Circolo, Marilisa Morrone, ha porto il suo saluto il padrone di casa Ugo Sergi. La conferenza di Cuteri è stata introdotta da Filippo Racco, vice presidente del Circolo, storico del diritto e del feudalesimo meridionale, che ha tracciato un quadro della successione feudale di Amendolea; all’inizio dell’intervento di Cuteri c’è stato un fuori programma del poeta grecanico Salvino Nucera che ha recitato una poesia sulla mandorla, in onore dell’Amendolea terra di mandorleti. Il relatore ha poi presentato i dati delle sue ricerche andando al di là delle strette connotazioni tecnico-archeologiche, dando un taglio antropologico e quasi di racconto della storia del vecchio centro che ha affascinato il numeroso pubblico presente. Sono intervenuti, infatti, molti dei Soci del Circolo, provenienti in gran numero dalla Locride, ma anche da Reggio Calabria e da altre località calabresi; gradite ospiti sono state anche le dott.sse Iannelli e Soffrè della Soprintendenza per i Beni archeologici della Calabria. La serata è poi proseguita con un momento conviviale di degustazione delle specialità aspromontano-grecaniche, concluse da un appassionato recital del poeta di Africo Gianni Favasuli, accompagnato in alcuni momenti dalla chitarra.

La serata ha avuto una riuscita ottimale grazie alla magica atmosfera del posto situato sulle sponde della grande fiumara argentata dell’Amendolea, sotto un cielo stellato di pieno luglio che rendeva ancora più affascinante l’altura del castello e le altre bellissime rocce nella fiumara fasciate in una luce quasi irreale. La bellezza del posto scaturisce da una natura incontaminata, dove la mano dell’uomo non ha, per fortuna, ancora deturpato con invasivi segni di modernità la vallata: qui è possibile ancora godere delle luci naturali, dei profumi della campagna, dei colori della vegetazione apromontana ancora intatta. Si spera che questo stato di cose non venga alterato da interventi quali illuminazioni artificiali o altri impianti che deturperebbero per sempre un posto ancora unico.

Le ricerche archeologiche nel sito di Amendolea, sono state condotte dall'insegnamento di archeologia medievale dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, Corso di
laurea in Storia e conservazione dei Beni architettonici e Ambientali,
d'intesa con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria,
si sono svolte dal 2000 al 2003. I lavori sono stati eseguiti, grazie
anche al contributo del Comune di Condofuri e della provincia di Reggio
Calabria, dagli studenti dell'ateneo reggino coordinati sul campo da
Francesco A. Cuteri e da Carmela Calabria.
I primi due anni gli scavi hanno interessato solo le strutture del
castello mentre negli ultimi due si è lavorato anche nel borgo, dove
sono state scavate la chiesa protopapale dedicata all'Assunta ed una
cisterna e all'esterno della fortificazione, con lo scavo parziale
della chiesa di S. Caterina. La chiesa protopapale è di età angioina
ed è legata all'impianto del borgo effettuato in età angioina, la
seconda, più antica, è stata ricostruita nel XIV secolo.
Il castello è stato costruito alla fine dell'XI secolo dai normanni e
la località Amendolea compare per la prima volta nel 1086, in un
diploma.
La fortificazione rappresenta la costruzione più meridionale edificata
dai normanni nel continente nelle fasi di conquista e venne potenziata
e abbellita durante il regnum, con la realizzazione di una nuova
cortina muraria, di una grande cisterna e di una cappella palatina
decorata alla moda "siciliana" e ben affrescata.
Nuove modifiche e ampliamenti si ebbero soprattutto nell'età
federiciana e poi nell'età angioina, con la messa in opere di un forte
recinto circolare e di un fossato. Nelle età successive molte aree del
catello furono trasformate in ambienti residenziali affiancate da
piccole zone di discarica. Da queste zone provengono molti manufatti
ceramici e resti di assi di animali che offrono preziose indicazioni
sulla mensa e sull'alimentazione del tardo medioevo e dell'età moderna.
Il castello venne abbandonato nel settecento a causa dei danni causati
dal terremoto mentre il borgo è rimasto in uso fino al 1953 quando
venne quasi completamente abbandonato a causa di una alluvione.
I risultati degli scavi, editi in più riviste specialistiche, sono
stati anche presentati in importanti convegni nazionali ed
internazionali di archeologia: Savona, Salerno, Egio (Grecia).

Il Circolo di Studi Storici “Le Calabrie” che ha organizzato la serata, è un sodalizio che si è costituito il 9 gennaio 1999 ad opera di un gruppo di giovani studiosi operanti, prevalentemente in Calabria, nei settori della ricerca storica, archeologica, artistica ed architettonica e collegati, a vario titolo, al mondo accademico ed alle Soprintendenze regionali.
Il Circolo, che non ha fini di lucro, svolge attività diretta alla ricerca, allo studio ed alla divulgazione degli eventi storici, archeologici ed artistici che hanno caratterizzato la storia della Calabria.

Per la realizzazione di tali fini si è svolta in questi anni un'attività sul territorio consistente in conferenze, convegni, proiezione di film con relazioni e dibattito correlati, presentazioni di volumi, mostre. Oggi è proiettato ad organizzare eventi e ricerche in tutto il territorio regionale; tra le varie attività si menziona la scoperta del sito e dei ruderi del famoso Monastero bizantino-normanno di S. Filippo d’Argirò nel territorio di Gerace, che verrà a breve indagato d’intesa con la Soprintendenza ai Beni archeologici della Calabria.

Il Circolo, secondo gli intenti statutari, si è reso promotore della pubblicazione di un nuovo periodico dal titolo "Studi Calabresi -Storia Arte Archeologia", per i tipi delle Edizioni Corab di Gioiosa Jonica, il cui primo volume ha visto la luce nel 2001 e a giorni vedrà la luce un numero doppio. Nel 2006 è stata inaugurata una nuova iniziativa editoriale, i "Taccuini di Studi Calabresi" che costituiscono un supplem
ento alla Rivista.
Il sodalizio è oggi composto da circa trenta soci, divisi in due categorie di soci cultori e soci aderenti, ed è governato da un direttivo di cinque elementi. Altrettanti studiosi compongono il comitato di redazione della rivista.
L'attuale presidente pro tempore è la dott.ssa Marilisa Morrone (eletta a marzo 2006), archeologa, socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e Ispettore archeologo onorario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Il Direttore responsabile della rivista "Studi Calabresi" è il prof. Vincenzo Cataldo, socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria.

PETILIA POLICASTRO (KR) - INQUINAVA IL FIUME TACINA – DENUNCIATA UNA PERSONA DAL CORPO FORESTALE.


– Il Nucleo Investigativo di Polizia Forestale ed Ambientale, congiuntamente al Comando Stazione Forestale di Petilia Policastro, a continuazione dell’attività di contrasto in materia eco-ambientale, e precisamente in località Lattaleone, in agro del Comune di Petilia Policastro, ha proceduto a segnalare alla autorità giudiziaria competente una persona identificata in S.C. imprenditore di Petilia Policastro di anni 38.

La pattuglia in servizio nel corso dei controlli ha avuto modo di accertare che S.C. da una vasca in terra battuta, insistente all’interno della sua proprietà, adibita alla raccolta delle acque reflue olearie e /o di vegetazione, ubicata a monte della ex SS 179 che da Petilia Policastro porta a Cotronei, aveva immesso un ingente quantitativo di reflui oleari, nel corso del fiume Tacina.

Le sostanze inquinanti, provenienti verosimilmente dalla molitura delle olive del suo uliveto, venivano immesse nel fiume per caduta, utilizzando un tubo interrato , munito di regolare rubinetto di chiusura, che dalla vasca sfruttando la pendenza del terreno, raggiungevano il corso del fiume.

Più precisamente l’immissione avveniva mediante un piccolo affluente del fiume che attraversava l’azienda di S. C..

Da accurate indagini e accertamenti eseguiti, nella predetta azienda e precisamente a cento metri circa dal cancello di accesso al fondo è stata rilevata la presenza di una vasta chiazza oleosa di colore scuro e il tubo in plastica che veniva utilizzato per lo scarico, dove era evidente la fuoriuscita di liquido oleoso.

Inoltre il piccolo vallone sottostante l’azienda era totalmente imbrattato di sostanze inquinanti, da dove venivano sprigionate anche esalazioni maleodoranti.

Pertanto, alla luce di quanto accertato dagli uomini del CFS S.C. è stato segnalato all’autorità giudiziaria per: violazione del Decreto Legislativo 152/2006, per avere immesso reflui oleari sul fondo, inquinando le acque del fiume Tacina.

08 luglio, 2008

C'ERA UN RE - EDOARDO BENNATO


Un grande ed inedito Bennato ...
un testo da insegnare nelle scuole !!!

In Piemonte c'era un Re
con manie di grandezza
Re Vittorio Emanuele
con un regno da Operetta
ed intorno c'erano tanti
altri regni tutti grandi
così per disperazione
lui cercò una soluzione
cominciò da Cavour Mazzini
e Garibaldi e poi
coinvolse tutti quanti
e tra Bixio ed altri 1000
e tra fiamme e scintille
completarono a Teano
il loro folle colpo di mano

è è è così s'inventarono l'Italia

è è è così s'inventarono l'Italia

Così sotto una sola bandiera
cominciò la tiritera
colpa tua
colpa mia
tra i briganti ed i Savoia
tutti sempre insoddisfatti
nord e sud cani e gatti
Metternich
l'aveva detto
ma pensarono ad un dispetto
c'era troppa differenza
tra Vigevano e Cosenza
e tra Alpi e Madonie
proprio niente da spartire
ma la cosa più tremenda
è che la differenza aumenta
nel tepore della Patria
rileggetevi il copione
sventolare il tricolore
è una vera provocazione
è concesso solo ad un patto
in un'unica occasione
solo se
la Nazionale
batte tutti nel pallone

è è è così s'inventarono l'Italia

è è è così s'inventarono l'Italia

Questa figlia dei Savoia
questa Italia da operetta
questa Italia dei valori
lunga lunga stretta stretta
da Pontida a Mercogliano
da Monopoli a Belluno
tutti avanti
miei Prodi
tutti figli di nessuno
chi è rimasto imbottigliato
cerca scampo contromano
chi è fedele alla Padania
e chi a Napolitano
ma che bella rimpatriata
ma che bella fregatura
c'è chi brucia la bandiera
e chi incendia spazzatura.

07 luglio, 2008

DUE ITALIE IN EUROPA:UNA IN TESTA, L'ALTRA IN CODA



di
Mario Pirani (nella foto)


Volevo segnalare un articolo apparso sul giornale "Repubblica" di oggi.
Lo considero illuminante , specie per chi al Meridione continua a ballare allegramente mentre la nave affonda!

Ha ragione Zapatero di compiacersi (Repubblica del 30/6 us) per i tanti successi conseguiti dalla repubblica iberica, esaltati dal paragone tra Roma e Madrid: "Per la prima volta - afferma infatti il sorridente premier - il nostro pil pro capite è in testa alla media europea. È ormai dimostrato che abbiamo superato l'Italia e accorciato le distanze rispetto a Germania, Francia e Inghilterra". Una constatazione basata su dati nazionali, che, peraltro, non hanno quasi più senso per l'Italia.

Premetto che non voglio affatto - sarebbe stupidissimo - contestare le medie internazionali, ma avanzare qualche riflessione sulla percezione distorta che queste finiscono per indurre sulla situazione reale del nostro singolare Paese.

Resta il fatto che nell'immaginario collettivo, nei mass-media, nei discorsi politici si parla di un Paese inesistente e non vediamo - e, quindi, non facciamo nulla per porvi rimedio - che l'Italia si è spezzata in due e che al vecchio divario tra Nord e Sud, temperato dalle politiche di intervento, dall'ampiezza delle Partecipazioni statali, dalla capacità di assorbimento della PA è subentrato un abisso, tra due realtà sempre più lontane.

La Fondazione Edison, che sotto la guida dell'economista Marco Fortis dedica documentati studi agli squilibri economico - territoriali, giudica che "nei prossimi anni il principale freno alla crescita del nostro Paese potrebbe venire proprio dal sempre più alto divario tra Nord-Centro e Sud che presenta ormai evidenze allarmanti. "Infatti, secondo recenti dati Eurostat, l'Italia del Nord vanta un pil pro capite superiore a quello del Regno Unito, mentre l'Italia centrale sorpassa quello di Paesi come la Svezia, la Germania o la Francia.

Per contro "il Mezzogiorno, con i suoi 20,7 milioni di abitanti costituisce in Europa la più gigantesca area di basso reddito, comparabile a quella rappresentata da Grecia e Portogallo presi assieme, con una popolazione di 21,6 milioni di abitanti, che hanno, peraltro un reddito medio pro capite più alto che nel nostro Sud.

"Non possiamo non chiederci quale unità esista più in uno Stato che comprende in sé un'ampia parte con la popolazione regionale a ricchezza diffusa più numerosa dell'Unione europea (i 24 milioni di italiani residenti nelle sette regioni del Nord e del Centro, con un reddito pro capite superiore del 25% a quello medio dell'Ue) e un'altra zona, tutte le 8 regioni del Mezzogiorno, con un reddito pro capite inferiore a quello Ue, di cui 4, con ben 17 milioni di abitanti, con un reddito pro capite inferiore al 75% di quello medio europeo. Certo, sempre nell'ottica di un recupero della realtà, non si può ignorare che il sommerso, soprattutto nel Sud, è ampiamente sottostimato nella contabilità nazionale. Così come non è valutato il flusso dell'economia criminale che indubbiamente genera ricchezza. Due dati invisibili, che se possono dare qualche conforto sul piano del reddito medio, comportano anche una negatività intrinseca per infiniti altri aspetti.

All'evidenza non percepita delle due Italie va allegata la verifica di un'altra verità profondamente rimossa: quella del peso decisivo dell'economia industriale manifatturiera nel successo consolidato del Nord Centro.

Dopo anni di stoltezze sul prevalere del terziario e sul tramonto dell'era metalmeccanica ci troviamo con alcuni dati strabilianti (sempre di fonte Edison): nel 2007 il surplus esportativo dei prodotti manifatturieri si è attestato a ben 51,2 miliardi di euro, un risultato inferiore solo al record assoluto del 1996 (54,4 miliardi di euro equivalenti) che però fruiva della svalutazione competitiva della lira e dell'ancor debole aggressività asiatica, Ma quel che più colpisce è la classifica europea per valore aggiunto manifatturiero (la differenza fra il ricavo dei prodotti e servizi venduti e il costo di quelli acquisiti per produrli): in testa figura la Lombardia e il Nordest (6,6 miliardi), seconda la Germania (5,5), terzo il Nord-Centro Italia, seguono l'Italia nel suo assieme, la Gran Bretagna, la Francia, Spagna, Grecia e Portogallo. Ultimo il Mezzogiorno (1,5).

Invito i lettori a discutere su questi fatti, su cosa ha significato la modifica del Titolo V della Costituzione e la rottura di una tradizione politica e storica basata sulla difesa dell'Unità d'Italia, della solidarietà tra Nord e Sud, di un Welfare unico dalle Alpi alla Sicilia. E ancora cosa ha comportato negare la centralità del lavoro operaio per sostituirla col precariato dei servizi come archetipo attuale di riferimento. Infine dove porta dipingere una Italia in declino, quando le Italie sono ormai due, una in testa, l'altra in coda all'Ue.

REGGIO CALABRIA- C.F.S. DENUNCIA QUATTRO PERSONE PER INCENDIO COLPOSO



Il personale del Comando Stazione Forestale di Reggio Calabria, ha deferito all’Autorità Giudiziaria n° 4 persone ritenute responsabili del reato di incendio colposo. Le persone in questione sono state identificate a seguito di accurate indagini e rilievi svolte dal personale intervenuto sul posto.

Gli incendi si sono verificati tutti in territorio del Comune di Reggio Calabria e principalmente nella zona di Mosorrofa nelle località “Monte Serratò”, “Sala di Mosorrofa”-“Riparo” “Grado di Cataforio”, ed hanno richiesto notevole impegno per lo spegnimento anche con l’intervento di mezzi aerei. In qualche caso sono state minacciate anche abitazioni. Le persone denunciate sono:C.V. di Mosorrofa; C.A. di Cannavò; F.P. di Reggio Calabria e P.G. di Cataforio.-

Gli accertamenti condotti da personale specializzato in tale attività, hanno rilevato che gli incendi sono scaturiti dalla bruciatura di residui vegetali derivati da attività agricole di pulizia dei terreni. Tale attività, se condotta in maniera negligente e senza gli accorgimenti necessari, può causare incendi e quindi portare a gravi conseguenze e pericoli per il territorio, l’ambiente e la pubblica incolumità.

In proposito giova ricordare che, in deroga alla normativa nazionale sugli incendi, il piano regionale triennale antincendi prevede che l’accensione di fuochi per la bruciatura delle stoppie e dei residui vegetali è consentita dalle ore 04.00 alle ore 08.00 previa comunicazione al Comando Stazione Forestale Competente e l’adozione di tutte le cautele che sono indicate nel piano e cioè la realizzazione di fasce di sicurezza larghe almeno mt 15, l’assenza di vento etc.

Spesso, proprio per il mancato rispetto delle necessarie cautele, si innescano incendi devastanti che arrecano danni sia all’ambiente, ma anche a persone ed abitazioni

05 luglio, 2008

FENESTRELLE 6 LUGLIO 2008

fonte:
www.comitatiduesicilie.org

In occasione della Commemorazione dei soldati del Regno delle Due Sicilie caduti nella fortezza di Fenestrelle,
allestita dalla ASSOCIAZIONE DUE SICILIE DI TORINO, una delegazione nazionale dei Comitati Due Sicilie, guidata dal segretario nazionale Fiore Marro, sarà presente all’evento per un incontro informale con i coordinatori,i soci ed i simpatizzanti del sodalizio CDS di stanza nel Nord Italia nota oggi anche come “ Terza Sicilia”.

Cari amici della “ Terza Sicilia” vi invito ad essere presenti all’incontro innanzitutto per commemorare i nostri “cari ragazzi” caduti per l’onore della nostra amata Patria, ma pure per un incontro che sia base per il congresso nazionale dei Comitati Due Sicilie che si terrà ad ottobre 2008. Vi esorto pertanto ad essere presenti a questo appuntamento.

Fiore Marro - Segretario Nazionale Comitati Due Sicilie – tel. 3314067037

ASSOCIAZIONE DUE SICILIE DI TORINO - COMMEMORAZIONE DEI SOLDATI E CIVILI DEL REGNO DELLE DUE SICILIE E DEGLI ALTRI STATI ITALIANI FATTI PRIGIONIERI NELLE DELLE GUERRE DEL 1860-1861 E DETENUTI E CADUTI A FENESTRELLE - DOMENICA 6 LUGLIO 2008

Come arrivare a Fenestrelle: Aereo: scalo all' aereoporto di Torino Caselle, distante circa 60 Km. La società autolinee SAPAV (www.sapav.it) garantisce i collegamenti interni alla valle con più corse giornaliere in coincidenza con l'orario della linea Torino - Perosa Argentina - Fenestrelle. Auto : dalla tangenziale di Torino imboccando a Stupinigi la strada statale n. 23 (SS23) del Sestriere oppure l'autostrada di recente costruzione passante per Orbassano/Volvera. Dalla val di Susa immettersi sulla strada statale n. 24 (SS24) direzione Cesana Torinese quindi seguire la strada statale n. 23 (SS23) direzione Sestriere e proseguire verso Fenestrelle. La val Chisone e Fenestrelle è facilmente accessibile dalla Francia attraverso il colle del Sestriere, utilizzando il valico del Monginevro o il traforo autostradale del Frejus (Km. 35 da Briançon).Autobus: In autobus, (autolinee SAPAV) con numerose corse giornaliere da Torino, via Pinerolo, e con una corsa giornaliera dalla Francia (Briançon, Gap, Marsiglia e Grenoble).Treno: avvalendosi della linea Torino - Pinerolo (www.trenitalia.com) coincidenza con le autolinee SAPAV.

Programma :

Ore 09.30 – Incontro degli invitati e dei convenuti nella Piazza del Forte San Carlo di Fenestrelle.

Ore 10.00 – Visita breve (durata un'ora con guida) della parte bassa del complesso riguardante il solo Forte San Carlo. Per effettuare la visita è obbligatoria la prenotazione al nr. 0121 83600 .

Ore 11.30 – Santa Messa e Deposizione di una corona di fiori ai nostri Soldati Caduti nella fortezza.

Ore 13.00 Pranzo presso il Forte di Fenestrelle oppure presso i numerosi ristoranti e trattorie della zona.Per motivi di organizzazione si pregano i riceventi di questo messaggio di comunicarlo e farlo diffondere in ogni modo a tutte le persone ed enti privati e pubblici anche all’estero che possano essere interessati; si raccomandano inoltre gli eventuali partecipanti di voler comunicare la loro adesione alla Associazione Due Sicilie di Torino – Via Principe Tommaso, 33 – 10125 Torino. Tel. 011 66 88 204

e-mail: duesicilie.torino@libero.it

04 luglio, 2008

CDS LA VOCE DEL SUD. LA TUA VOCE



Per conoscere la vera STORIA della tua TERRA.
Per scrivere assieme il NOSTRO FUTURO.
E' da poco che conosco il variegato mondo di movimenti, associazioni, gruppi, appassionati della storia del Regno delle Due Sicilie, Regno di Napoli ed altro, ossia la storia di quella nazione che fino al 1860 è stata un tutt'unico dal punto di vista amministrativo, culturale, economico.
I Comitati Due Sicilie sono una nuova associazione culturale costituita da persone dall'elevato bagaglio culturale, che esprimono alti valori etici, amano profondamente la loro Terra.
Con convegni, rappresentazioni teatrali, studi scientifici raccontano l'altra storia del Sud d'Italia pre-unitario, Altra rispetto a quella che viene raccontata nelle scuole.
L' Unità d'Italia si pensa comunemente abbia rappresentato per il Mezzogiorno d'Italia, un nuovo inizio; ha, invece, rappresentato la Tragica Fine di un certo percorso storico.
I Comitati si propongono di raccontare e diffondere la conoscenza di quel percorso storico per cercare di capire cosa sia successo dopo, cercare di riannodare i nodi della Storia per dare al Mezzogiorno d'Italia una nuova prospettiva di futuro che non sia quella, solita, di terra abbandonata al proprio destino da uno Stato lontano e una classe politica locale incapace di rappresentare gli interessi e le istanze di un popolo.
Il Blog alla deriva, (che mantiene, per il resto, inalterata la sua struttura) diventa magazine ufficiale del comitato calabrese, data l' impossibilità di lanciare come merita il sito.
Gli articoli relativi ai comitati saranno contrassegnati da questa immagine (simbolo ufficiale).
Un invito caloroso a visitare il sito nazionale dell'associazione www.comitatiduesicilie.org,
uno scrigno ricco di contenuti tutti da scoprire.

03 luglio, 2008

MESORACA (KR) - CFS SCOPRE MANUFATTO ABUSIVO IN TERRENO SOTTOPOSTO A VINCOLO




Crotone 01.07.2008 - Il Comando Stazione Forestale di Petilia Policastro, nel corso di alcuni servizi di controllo del territorio, sulle aree maggiormente a rischio interessate da reati eco-ambientali, e precisamernte in località Fratta, in agro del Comune di Mesoraca, hanno proceduto a segnalare alla autorità giudiziaria competente una persona identificata in S.S. di Mesoraca di anni 68.

La pattuglia in servizio nel corso dei controlli ha avuto modo di accertare che S.S in un fondo dato in concessione dal Comune di Mesoraca, sul quale insisteva una baracca in legno, stava procedendo alla realizzazione ex novo di un manufatto con struttura portante in cemento armato, da adibire verosimilmente a civile abitazione, senza avere acquisito le preventive e vincolanti autorizzazioni necessarie.

Da accurati accertamenti è emerso che il corpo di fabbrica, era di una superficie complessiva di 180 metri quadrati circa e lo stesso era costituito da un piano fuori terra con predisposizione per un ulteriore piano sopraelevato, dove, per realizzarlo era stato creato un movimento di terreno saldo vincolato di metri quadri 200 circa.

A seguito verifica effettuata con l’ausilio delle apparecchiature G.P.S per rilevare le coordinate geografiche dei lavori eseguiti, e S.I.M.(sistema informativo della montagna), che consente di sovrapporre cartografia catastale e rilievo aerofotogrammetrico della stessa zona con le coordinate geografiche, è stato possibile accertare che l’area oggetto dei lavori abusivi , era in agro e di proprietà del Comune di Mesoraca e oltre ad essere sottoposta a vincolo idrogeologico, era sottoposta anche a vincolo paesaggistico-ambientale, in virtù del fatto che ricade in contesto boscato ed a una altitudine superiore a mt.1000 s.l.m.

Pertanto, alla luce di quanto accertato dagli uomini del CFS S.S. è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria per: violazione alla normativa urbanistico-edilizia, deturpamento di bellezze naturali, e invasione di terreno, in area sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico-ambientale.-

Nell’ambito degli stessi controlli e nella medesima località gli stessi uomini del CfS, hanno proceduto a segnalare alla Autorità Giudiziaria competente, un’altra persona, identificata in C.A., anch’egli di Mesoraca, per avere realizzato abusivamente in area sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico-ambientale, una platea in cemento armato, sulla quale verosimilmente doveva realizzare un manufatto, sprovvista delle relative autorizzazioni necessarie, per violazione alla normativa urbanistico-edilizia, e deturpamento di bellezze naturali.

La località Fratta, è costituita da un villaggio turistico con manufatti a scopo di villeggiatura, edificati a partire dagli anni 70 all’interno del territorio demaniale del Comune di Mesoraca.

Da qualche anno lo stesso Comune ha regolarizzato la posizione possessoria dei cittadini che occupavano i lotti a vario titolo.