31 agosto, 2008

CAMMARELLE MANDA AL TAPPETO I TIFOSI DELLE "DUE SICILIE"



Dal quotidiano "La Repubblica" del 25/08/2008

Articolo di Emilio Marrese relativo alla vittoria del pugile Cammarelle..

Ad un certo punto si legge "...che lui, tiene a precisare, è nato a Cinisello balsamo ed è lombardo: non che rinneghi le radici, però gli da noia essere sempre annesso al "Gomorra fight club" di Russo e compagni "Smettetela di definirmi pugile campano"
Qualche settimana fa su un sito si leggeva che

"Noi del Comitato delle Due Sicilie-Lombardia siamo andati a fare una ricerca “etnica” per capire se davvero gli atleti azzurri che hanno vinto più medaglie avessero i “geni padani”

Si trattava di una risposta a certe esternazioni(stupide IMHO) di Mario Borghezio.

Pur di dare conferma alle loro tesi, taluni, si rendono semplicemente ridicoli, nel proporre le relative argomentazioni. Bastano le dichiarazioni di una persona sana come Roberto Cammarelle per smontare tutti i proclami di certe persone, le quali non possono pensare di essere utili al destino del Sud perdendosi in un lontano passato, specie quando operano e si ingrassano al Nord, che tanto odiano, senza avere il coraggio di abbandonare le loro comode posizioni e scendere a sporcarsi le mani nella Terra, che tanto dicono di amare.




17 agosto, 2008

CENTRALE A CARBONE DI SALINE IONICHE- CONSIDERAZIONI



Tornando ad occuparmi di cose serie, dopo uno sconfinamento nel nulla, pubblico una interessante riflessione di Federico Curatola.
Solo vivendo e operando sul territorio è possibile conoscere le problematiche, approfondire la comprensione dei problemi, proporre soluzioni, dare voce al sentire della gente.
Non avendo mai vissuto al Sud e avendo una comoda situazione lavorativa al Nord, uno che ciarla di Borbone e tutto il caravanserraglio di parole inutili che intorno ad esso gira, può mai ergersi a guida? può mai rappresentare qualcosa, o qualcuno? può essere credibile agli occhi della popolazione meridionale che ogni giorno lotta per andare avanti?..
Allora caro Filangieri continua a giocare con i soldatini, che ai problemi del Sud ci pensano persone come il Curatola, che si mette in gioco, vive sul territorio, conosce i "Rumors" del territorio.

La cittadina di Melito di Porto Salvo sembra non essere più di tanto consapevole di cosa potrebbe accadere a pochissimi chilometri. “Si ho sentito che vogliono fare una fabbrica”, “Ah si, la Centrale, no guardate non mi occupo di queste cose e poi tanto non credo più a nessuno, quando la vedrò…”, o peggio ancora “No, perché, cosa vogliono fare?”. Ho raccolto tre commenti di questo tipo sul Viale Garibaldi in una calda mattina di mezz’estate. Gente comune, che entrava in banca, o al bar, o in un esercizio commerciale. Gente che decenni di distacco, mala politica e disinformazione hanno contribuito ad alienare, ad allontanare da ciò che la circonda, facendole dimenticare di essere “padrona” del proprio territorio e che può essere determinante in un qualsiasi processo decisionale.

Non sto parlando dell’essere favorevoli o meno a questo o quel modello di sviluppo, sto parlando di partecipazione, di interesse (che non sia quello economico), di quel sentimento sopito che ogni uomo ha dentro di sé. Parlo di espressione del proprio pensiero, di condivisione delle proprie idee. Questa è la vera ricchezza dell’uomo.

Ma da queste parti, l’uomo, sembra averlo dimenticato. E se serve un evento come la presentazione del progetto della Centrale a Carbone per risvegliare l’interesse verso ciò che ci circonda ben venga (in senso lato).

Per molti anni, quegli anni che ci avrebbero permesso di chiudere i conti con la “questione meridionale” che ci portiamo addosso, la nostra Area è stata prima dissacrata e poi abbandonata a sé stessa servendo solo come alibi o, quando faceva comodo, come bacino elettorale per questo o quel politico (di ogni colore).

Mentre altre zone della nostra arretratissima Regione crescevano, anche se di poco, noi abbiamo fatto molti passi indietro, sedendoci ad aspettare e domandandoci quale sarebbe stata la prossima “promessa mancata”.

La Regione e la Provincia in quasi quarant’anni non hanno mai neanche lontanamente pensato ad un piano di sviluppo per questa che è l’area più depressa in assoluto. Eppure qualche spunto c’era…un porto, molte bellezze naturali, molti saperi (ormai quasi perduti), e tanta tanta naturalità. Elementi caratterizzanti di una “potenzialità” turistica di tutto rispetto.

Ma affinchè questa potenzialità si trasformasse in “offerta”, era necessario infrastrutturare, rendere accessibile, innovare, far crescere culturalmente, insomma in una parola “investire”.

A nessuno oggi sarebbe venuto in mente di costruire una Centrale a Carbone se a Saline ci fosse un porto turistico, un acquapark, un villaggio, ecc…

Invece in una zona arida, semi-desertica, asfittica dal punto di vista turistico ed imprenditoriale ed in cui quasi a nessuno importa di ciò che accade intorno a sé, un progetto come quello della Centrale a Carbone potrebbe attecchire. Dietro il miraggio di qualche posto da guardiano notturno o di idraulico o quant’altro, la gente non vede a cosa va incontro in termini di salute. Certo è difficile, in termini di legge, dimostrare il diretto collegamento tra l’aumento dell’incidenza tumorale e le sostanze emesse dalla centrale, ma se usiamo il buon senso e la testa, sapremo darci una risposta.

Non è ancora il tempo della rassegnazione, è invece il tempo di svegliarsi e di proporre, dal basso, un’alternativa seria, fattibile e metterla finalmente in atto. Faremo due cose positive, creeremo vero sviluppo ed allontaneremo lo spettro di queste iniziative che ci vengono presentate come “scialuppe di salvataggio”.

Federico Curatola

11 agosto, 2008

PARTE "IBERNAUTA PROJECT"-


"Calabria buona" - n°1

ELENA FAZIO interpreta "Intro Ibernauta Project"

Domenica 24 agosto 2008 ore 22.00
S. MARIA DEL CEDRO – Carcere dell’Impresa

La prima edizione di “Storytellers & Jazz” chiude i battenti con uno
spettacolo teatrale di denuncia sul processo di emarginazione, a volte
anche inconsapevole, dei disabili sensoriali a causa dell’assenza di
letture digitali o di scritture e informazioni per loro accessibili. Intro
Ibernauta Project, introduzione al progetto completo, molto ampio, prende
il nome da una poesia del libro “Dalla Ziggurat di Ur” di Laura Raffaeli,
poesie che faranno capire meglio che la femminilità, la dignità, la
maternità sono qualità che si mantengono anche dopo un incidente di moto
che lascia una cecità assoluta e una sordità parziale.
Ibernauta Project mira ad abbattere le barriere più importanti, che non
sono solo quelle architettoniche, giornalmente sotto gli occhi di tutti, ma
quelle mentali e della comunicazione. Protagonista della serata, l’attrice
Elena Fazio, che sarà accompagnata musicalmente dalla cantante Antonella
Biondo e dal pianista Francesco Scaramuzzino.
Il libro, già disponibile come ebook accessibile su Blindsight Project,
sarà anche un audiobook, sempre recitato da Elena Fazio, (di prossima
uscita).

www.blindsight.eu (per l'ebook)
www.myspace.com/ibernauta (ogni info su Ibernauta Project)

www.peperoncinojazzfestival.com/artisti.html (per il programma del festival)

E' solo un "intro" di qualcosa mai realizzata prima d'ora: I DISABILI
SENSORIALI CHE VORRANNO PARTECIPARE IN FUTURO, SIA COME ARTISTI CHE PER
COLLABORAZIONI VARIE, POTRANNO SCRIVERE A INFO@BLINDSIGHT.EU

07 agosto, 2008

BOVA SUPERIORE(RC) PRESENTAZIONE DEL LIBRO "CE L' HO FATTA!"


“Da questa piazza da piccolo venivo ad ascoltare i racconti degli anziani, oggi sono io a raccontare a tutti voi la mia vita”

Questa frase dell’ ispettore superiore a riposo del Corpo Forestale dello Stato Leone Casile riassume il senso della serata di cultura vissuta a Bova superiore in occasione della presentazione del suo libro “Ce l’ ho fatta!”.alla presenza del professor Pasquino Crupi, del comandante regionale del Corpo Forestale dello Stato Ingegnere Vincenzo Caracciolo, del presidente del Parco dell’Aspromonte Leo Autelitano e dei sindaci di Bova Superiore , Condofuri e Bagaladi.
Il libro è l’ imponente racconto di quarant’anni di vita all’ interno del Corpo Forestale di un ragazzo di Bova , il quale, in maniera particolareggiata, racconta la sua esperienza professionale vissuta in vari comandi stazioni di frontiera nelle zone più interne della provincia reggina, tra cui Platì. San Luca.
Il lettore potrà avere visione di un ruolo, quello dell’ agente forestale, nel suo divenire da un’epoca nella quale egli, spesso, era l’ unica presenza dello Stato in lande isolate in un’altra nella quale svolge il moderno ruolo di poliziotto ambientale.
Molto spesso per intere popolazioni, le pattuglie del Corpo Forestale hanno rappresentato l’ unico segno tangibile di uno Stato lontano e l’agente forestale ha interpretato il suo ruolo cercando di istaurare un rapporto proficuo di collaborazione con la popolazione per rispondere al fine istituzionale del corpo di salvaguardare il Bosco e la Montagna.
Oggi , purtroppo, quel ruolo si è perso per i mutamenti imposti dalla legge di riordino del 2004, am il libro può essere utile strumento per tornare allo spirito di un ruolo antico del Corpo Forestale, ma allo stesso tempo moderno, poiché la collaborazione e l’ interazione con la popolazione è la via più sicura per rispondere efficacemente alla domanda di salvaguardia che si richiede per il territorio montano in senso lato.
Il libro di Leone Casile è tutto questo. La storia di uno e , al tempo stesso, tutti i protettori della montagna che hanno fatto sempre fino in fondo il loro dovere nell’ interesse primario della loro amministrazione.  

04 agosto, 2008

CONDOFURI (RC) - 7 AGOSTO SCREENING GRATUITO PER PREVENIRE I RISCHI DI ICTUS CEREBRALE

foto:
i partecipanti all' iniziativa dello scorso anno.


Giornata di prevenzione dal rischio di Ictus cerebrale il 7 agosto a Condofuri.

Come l’anno scorso la dottoressa Antonia Nucera, della Stroke Unit dell’Arcispedale Santa Nuova di Reggio Emilia , presidente della sezione dell’ Emilia Romagna dell’associazione italiana per la lotta all’ictus cerebrale ONLUS, nativa di Condofuri organizza lo screening per il rischio cardio-vascolare e cerebrale, attraverso il controllo, assolutamente gratuito, dei livelli di glicemia, colesterolo e pressione arteriosa e l’esame Doppler TSA, esame che presso strutture pubbliche implicherebbe tempi di attesa lunghissimi. Appuntamento presso il locale “Sole Nero” sul Lungomare di Condofuri dalle nove del mattino in poi..
“Due casi di ictus su tre potrebbero”- spiega lAntonia Nucera – “ essere evitati se la prevenzione e le cure fossero praticate in modo adeguato. Lo scopo dell’associazione , prima di tutto, divulgare tutte le informazioni utili a riconoscere tempestivamente le manifestazioni della malattia e le condizioni che la favoriscono, a tal proposito invito a visitare il sito http://www.aliceitalia.org/. per riconoscere i sintomi della malattia. Altro punto che sta a cuore all’associazione la realizzazione centri specializzati, ovunque nella cura dell’ictus cerebrale”.
“A tal proposito la mia esperienza”- continua la dottoressa Nucera “- mi fa dire che, mentre in alcune regioni , come l’ Emilia Romagna, si è all’avanguardia in questo campo, in altre , come la Calabria,siamo all’anno zero. Eppure l’applicazione di questi programmi farebbe risparmiare immense somme di denaro”..
“Si lavora per una presenza stabile dell’associazione in provincia di Reggio Calabria, e a tal proposito lancio un appello a tutti i miei colleghi ” conclude Antonia Nucera e non mi stancherò mai di ringraziare il Sig. Nuccio La Rosa responsabile d’area per la regione Calabria della Ditta ESAOTE ,leader nel campo degli Ecografi, il quale renderà possibile l’utilizzo della macchina per il doppler, per l’intera giornata”.