22 febbraio, 2009

Festival di Sanremo, .....Carta per il successo!

Giovedi scorso alla trasmissione “Cominciamo bene” su Rai Tre Enrica Bonaccorti alla domanda “chi vincerà, secondo te, il Festival di Sanremo” rispose sbrigativamente “Mah….lunedi mattina saremo qui a commentare l’abbraccio di Marco Carta a Maria de Filippi in occasione della vittoria del Festival”.
Chi ha vinto il festival di Sanremo? Marco Carta. Mah….Guarda un po!
La cosa che mi ha sorpreso è stata la disamante naturalezza del giovane Carta, sicuro di sé, non ha tradito alcuna sorpresa, nessuna emozione al momento della premiazione. O è una personalità fredda, forte, incapace di emozionarsi oppure stava recitando a soggetto un copione già scritto e di cui ne aveva piena conoscenza.
In genere non sono uno di quelli che grida al complotto ad ogni costo, ma qualche interrogativo viene spontaneo:possibile che carta non si emozioni un po’? Ha vinto Sanremo, che diamine!
Secondo me Sanremo resta uno spettacolo televisivo di assoluto valore, e Bonolis ha dimostrato di saperci fare, ma sul piano della gara musicale sarebbe meglio sorvolare.
La presenza di Maria de Filippi, la quale ha accettato un oscuro ruolo di valletta dietro il gigante Bonolis, darebbe materiale per i dietrologi e i complottisti. Mi limito a registrare le coincidenze, le “premonizioni” della Bonaccorti e il fatto che la prima volta nella quale il TG5 ha parlato del festival di Sanremo è stata oggi per segnalare che il vincitore del Festival è la star di una nota trasmissione, che guarda il caso, è curata da Maria de filippi e va in onda su Canale 5.
Ora che nelle strategie televisive Rai e Mediaset scelgano di non farsi del male, a me può pure stare bene, ma siccome il televoto costa bei soldini ai gonzi che vi partecipano, sarebbe bene che se gara ci debba essere, che almeno sia vera e aperta a tutti.
Posso credere che la massima parte della platea televisiva, in genere formata da gente avanti con l’ età, abbia votato Carta e non Albano?.....ma mi facciano il piacere….
Per cui resto della mia opinione Sanremo è solo televisione, di che livello non sta a me dirlo, ma non mi si dica che esso rappresenti la musuca italiana. Mi si racconterebbe solo delle barzellette, e nemmeno tanto divertenti.


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20 febbraio, 2009

Lo sguardo dello sconosciuto dura 24 ore

Era da secoli che non leggevo un libro in meno di ventiquattr’ore.


E’ accaduto tra ieri e oggi con un bellissimo thriller psicologico:”Lo sguardo di uno sconosciuto” di Karin Fossum.

In una piccola comunità norvegese viene ritrovato in riva ad uno stagno, il corpo di una ragazza.

L’ indagine viene condotta dall’esperto ispettore Seiger, il quale pazientemente comincia a scavare nella vita dei membri di una comunità apparentemente integra sul piano morale.

Il viaggio negli interstizi delle vite di ognuno conduce Seiger negli abissi più reconditi dell’animo umano, capace di celare nella più innocente delle normalità, vicende tragiche tali da lasciare il segno per sempre.

La lettura scorre senza intoppi in un sapiente percorso che non conosce nessun calo di tensione e sa alternare colpi di scena ad una introspezione della figura di ognuno dei personaggi, i quali, verso la fine del libro, asuumono per il lettore i caratteri di persone conosciute da sempre.Ed è questo l’aspetto che più mi ha colpito:l’autore ha tracciato compiutamente i caratteri di ciascun personaggio, senza lasciare zone d’ombra.

Un libro da leggere tutto d’un fiato, per riscoprire il vecchio gusto di fermarsi e isolarsi dal resto di un mondo pazzo e sconclusionato qual è quello in cui ci tocca vivere, giorno dopo giorno


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10 febbraio, 2009

Non è un paese per vecchi.

“Non è un paese per vecchi” di Cormac McCarthy è l’amara constatazione dello sceriffo Bell,che non riconosce più il suo Paese, in un epoca in cui la vita ha perso ogni valore di fronte ai miti del Potere e del Denaro.
“Quarant’anni fa le preoccupazioni principali delle famiglie della mia contea erano i furti, qualche rissa, oggi sono gli stupri di bambini, le stragi di pazzi scatenati” … “se avessero detto ai ragazzi di allora che un giorno nel loro paese ci sarebbero stati, in giro nelle strade ragazzi con i capelli verdi e le ossa del naso e che essi sarebbero stati i loro figli ti avrebbero preso per pazzo” sono tra i passaggi più efficaci del libro.
Moss trova una cartella contenente milioni di dollari sul luogo dello scontro tra trafficanti di droga messicani.
Da qui comincia un percorso senza respiro al confine tra Texas e Messico nel quale Moss cerca di sfuggire alla caccia scatenata dal suo ritrovamento.
Emerge la figura di Chigurh spietato killer, che uccide , senza pietà, chiunque gli capiti a tiro.
Il libro non concede pause dipingendo in modo diretto la realtà della lotta per il dominio del marcato della droga ai confini del Messico, nella quale l’unico motore è il denaro e il potere, realtà, che hanno assunto dimensioni infinite di fronte ai quali la legge si dimostra del tutto impotente, limitandosi ad una mera conta dei morti.
I vecchi non riconoscono più il loro Paese, se durante la loro giovinezza si parlava, ci si aiutava, ci si conosceva e oggi si ammazza senza motivo padri di famiglia, ragazzi, ragazze, madri e ciò che ha rovinato tutto è la droga, maledetta metastasi che ha distrutto l’essenza di una nazione
Un libro che pur lasciando l’amaro in bocca, offre lo spunto per riflettere sulla brutta piega che hanno preso gli eventi nella nostra vita di tutti i giorni

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09 febbraio, 2009

Eluana Englaro, un pò di silenzio..per favore!

Quando sentii la notizia che Eluana Englaro stava lasciando Lecco per recarsi a Udine, temevo che si scatenasse una morbosa attenzione intorno ad una vicenda dolorosissima-
Mai avrei pensato,però, che si potesse scatenare una squallida gazzarra in cui ognuno si arroga il diritto di sputare la propria sentenza per avere un pò di ribalta mediatica.
Vedere poi le perfomance del Presidente del Consiglio e gli altri esponenti della classe politica, confermano la mia tesi secondo la quale questo è un Paese destinato alla distruzione nel corso di qualche generazione.
Tutti parlano senza conoscere, usando l’ascia su una vicenda, che richiederebbe ben altra pietas, ben altro rispetto.
L’Italia è popolata soltanto da un’orda di provincialotti, nessuno che faccia lo sforzo di capire le sofferenze del padre di Eluana, il dramma di un uomo nel vedere la propria figlia in queste condizioni da diciassette anni.
Io non voglio esprimere nessuna opinione, non avendo interessi di bottega da difendere o la smania di avere un po’ di ribalta, voglio solo esprimere il mio sdegno per lo spettacolo deprimente offerto da molti in merito a questa vicenda.


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